Maestra scagionata da atti di violenza, era stata filmata dalle telecamere. I pericoli della decontestualizzazione delle immagini

Maestra scagionata da atti di violenza, era stata filmata dalle telecamere. I pericoli della decontestualizzazione delle immagini

(…)  La sentenza appena commentata assume un’importanza storica nell’affrontare i limiti dei metodi d’indagine utilizzati dall’Autorità Giudiziaria in ambito scolastico (vedi introduzione). Forse qualcosa sta cominciando a muoversi se gli stessi giudici riconoscono le peculiarità del mondo scolastico a loro essenzialmente sconosciuto. Questa nuova sensibilità giuridica non costituisce un’eccezione, ma un corretto orientamento già intrapreso dai giudici del Tribunale del Riesame di Quartu (2017) che hanno recentemente accolto il ricorso di una maestra indagata per maltrattamenti perché: i singoli episodi non possono essere “smembrati” per ricavare dall’esame di ciascuno di essi la sufficiente gravità indiziaria; gli episodi acquistano una diversa valenza se avulsi dal contesto di un’intera giornata di lezione della durata di 5 ore in un contesto quotidiano e mensile le condotte…

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La ‘stupidocrazia’ e il buon senso della vita reale

La ‘stupidocrazia’ e il buon senso della vita reale

«Si ha a che fare con un apparato stupidocratico quando si è in presenza di un apparato fondato quasi esclusivamente non solo sulla burocratizzazione, ma sulla buro-informatizzazione. In questa situazione viene completamente persa la centralità della didattica, che è l’unica vera ragione per cui la scuola vive. Nella situazione stupidocratica prevalgono su tutto linee così rigide da essere incapaci di sostenere intelligenza critica e flessibilità a quelli che sono i valori della vita reale, che io chiamo mondo della vita. Quando si parla di “buonsenso”, in realtà si sta facendo riferimento non a un generico e dozzinale senso dell’approssimazione, ma a quello che dovrebbe essere più rigorosamente chiamato “il senso buono”, cioè il senso della prevalenza e della centralità del mondo della vita umana – comunitaria e personale – su tutte le regole che non sono capaci di capire e prevedere il nuovo, che – ancora una volta -…

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Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Care concittadine e cari concittadini, siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo. Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini,…

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Questo Nord uccide il Sud e gli dice anche Caino

Questo Nord uccide il Sud e gli dice anche Caino

«Ma questa autonomia, scusi, non sarà un regalo al Nord? Ma no, sarà una opportunità vera di ammodernamento anche per il Sud. Come? Nessuna risposta».  

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“Spingere i ragazzi a pensare con la loro testa”: ecco perché, da insegnante, dico sì alla “politica” in classe

“Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”. Così il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’insegnante e scrittore Enrico Galiano la pensa diversamente: “Fare politica a scuola non vuol dire spingere i ragazzi a pensarla come te: vuol dire spingerli a pensare” – L’intervento   Caro Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ho letto in un tweet da Lei pubblicato questa frase: “Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”. Bene, allora, visto che fra pochi giorni ricominceranno le scuole, e visto che sono un insegnante, Le vorrei dedicare poche semplici parole, sperando abbia il tempo e la voglia di leggerle. Partendo da quelle più importanti: io faccio e farò sempre politica in classe. Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi…

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Il Governo e le profezie in equilibrio sul vuoto

Il Governo e le profezie in equilibrio sul vuoto

Tra quelli che stanno giù in basso ad osservare l’equilibrista (e cioè noi) che cammina sul filo sospeso tra due grattaceli, sembrano essere in molti a pensare che se la caduta non è inevitabile, essa sia comunque probabile. Dal 4 marzo è sospesa sul Paese la spada di Damocle del piano B (fuori dall’euro e buonanotte al secchio; anzi, buonanotte a noi). Le smentite da parte del governo sono d’obbligo ma non è stato un passante bensì un ministro della Repubblica ad evocare lo spettro di un abbandono della moneta unica per così dire «preterintenzionale» da parte dell’Italia. Come ha scritto giustamente Luciano Capone su Il Foglio, il «cigno nero» evocato da Paolo Savona non c’entra. Dire, come egli ha detto, che non saremo noi ad andarcene ma che esiste la possibilità che siano…

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Istruzione più giusta? Sostenete i docenti!

(…) L’obiettivo di un’istruzione più equa non è solo un imperativo di giustizia sociale, ma anche un modo per impiegare le risorse in maniera più efficiente, e di far crescere il bagaglio di sapere e competenze che alimentano lo sviluppo e la coesione economica e sociale. (…)

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Più prestigio ai docenti per il bene della scuola

(…) Sarebbe ora di rivalutare la figura del’insegnante, che merita rispetto per il compito delicato, quasi una missione, che gli è affidato. Che non è solo quello di istruire, ma anche quello di educare: un verbo che, come si ricava dalla sua radice derivante dal latino educere – composto di ex = fuori e ducere = condurre – sta a significare il far crescere. il formare con l’esempio il carattere di qualcuno, specialmente dei giovani, guidandone le facoltà intellettuali e morali  con una azione continua e coerente, e indirizzandole verso uno sviluppo armonico. L’insegnante è, dunque, colui che indica la via, che lascia il segno nelle vite degli studenti. E’ “lo mio maestro e ‘l mio autore”, si potrebbe dire riprendendo l’immagine con la quale dante ama rappresentare Virgilio  nella Divina Commedia.  (…)

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Piccolo breviario lessicale

La scuola italiana vive da alcuni decenni una situazione paradossale. Più crescono i provvedimenti cosiddetti riformatori più cresce la crisi d’identità del docente. Ecco un piccolo breviario lessicale.

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Galimberti: ci vogliono docenti affascinanti. Espellere i genitori da scuola, interessati solo a promozione

“I genitori devono difendere sempre gli insegnanti altrimenti minano la sfera dell’affettività e dunque la crescita dei loro figli. Alle maestre occorrerebbe dare lo stipendio dei professori universitari perché fanno un lavoro pazzesco. Occorrono insegnanti affascinanti ma oggi il ragazzo si deve ritenere fortunato se su nove docenti ne ha due carismatici”.

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