Ptof: la carta d’identità delle scuole

Essenziale nella progettazione educativa e didattica
Con l’anno scolastico appena avviato si porta a conclusione, presso tutte le scuole del nostro sistema nazionale di istruzione, il primo ciclo del piano triennale dell’offerta formativa riferito al periodo 2016/19.

Un documento fondamentale: il piano in questione è la carta di identità attraverso cui le istituzioni scolastiche si presentano alle famiglie e al territorio, delineando le rispettive scelte educative, formative, curricolari, didattiche, organizzative nonché le conseguenti modalità di attuazione.

La legge 107/2015 stabilisce che il piano triennale dell’offerta formativa è da predisporre entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento e, pertanto, le istituzioni scolastiche già in queste prime fasi di avvio dell’anno scolastico hanno il compito di riprogettare i rispettivi piani riferiti al nuovo triennio 2019/22.

Gli adempimenti propedeutici sono in capo ai dirigenti scolastici, i quali – a norma di legge – pianificano l’offerta formativa promuovendo i dovuti rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti nel territorio: l’obiettivo è la concreta rilevazione delle istanze provenienti dalle diverse espressioni territoriali. Dopo la lettura dei bisogni del contesto i dirigenti scolastici predispongono, ai fini dell’elaborazione del piano triennale dell’offerta formativa da parte del collegio dei docenti, un documento che nella prassi, anche per effetto delle molteplici contraddizioni che hanno contrassegnato l’approvazione della legge 107/15, si pone impropriamente come un ‘atto di indirizzo’ concernente tanto le attività scolastiche, quanto le scelte di gestione e amministrazione.

Il collegio dei docenti, recepiti gli intendimenti del dirigente scolastico, agisce nella consapevolezza che il piano triennale dell’offerta formativa definisce la progettazione educativa e didattica, che è al centro dell’azione della comunità educante.

I contenuti da pianificare sono numerosi e riguardano sia la progettazione curricolare,  sia quella extracurriculare ed educativa: l’attuazione dei principi di pari opportunità e prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni; le azioni coerenti con le finalità, i principi e gli strumenti previsti nel piano nazionale per la scuola digitale; il fabbisogno dell’organico dell’autonomia e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario; l’introduzione di insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nel quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado; il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali; la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il piano di miglioramento scaturito a seguito dell’autovalutazione, è parte integrante del piano dell’offerta formativa – documento triennale, annualmente rivedibile.

Il piano triennale dell’offerta formativa è chiamato a sviluppare ulteriori indirizzi connessi alle azioni previste dal piano per l’educazione alla sostenibilità; alle attività inerenti la promozione della cultura umanistica; agli adempimenti sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, con particolare riferimento al piano per l’inclusione; alla valutazione degli apprendimenti, alla certificazione delle competenze, allo svolgimento degli esami di Stato conclusivi; alla partecipazione ai percorsi sperimentali quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado. Ulteriore campo di intervento del collegio dei docenti è la ridefinizione delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, riferite alla Raccomandazione del Consiglio dell’UE del 22 maggio 2018.
L’elaborazione del piano triennale dell’offerta formativa si dimostra dunque un processo complesso, da realizzare effettuando scelte che diano la giusta identità alla scuola.

 

 

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