Turi: ora le risposte sono politiche

Precari: oggi doppia manifestazione a supporto di proposte concrete. In mancanza di misure adeguate la reazione del sindacato sarà durissima

Doppio appuntamento per la Uil Scuola per le iniziative, di questa mattina e del pomeriggio, a favore degli insegnanti precari e del personale Ata.

Presidio a Piazza SS. Apostoli, davanti alla Prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto
(nel link il documento che è stato consegnato) e poi davanti al Miur, dove l’incontro si è svolto con i responsabili dell’Ufficio di Gabinetto del Ministro, Pinneri, Natale e Proietti.

Non siamo rassegnati ad avere una società di precari. Se si vuole eliminare la precarietà nella società e si mantiene nella scuola, che ne è uno spaccato esatto, c’è qualche contraddizione – ha detto Pino Turi.

Abbiamo fatto una proposta semplice: fare un concorso riservato per chi ha 36 mesi di servizio. Un concorso non selettivo che consentirà a questi insegnanti, a settembre, di andare in classe e dare continuità didattica ai ragazzi ed avere quella stabilità professionale che fino ad oggi gli è stata negata.
Misura che  nulla toglie al concorso ordinario che giustamente, il ministro è intenzionato a bandire, per superare il percorso Fit.
Affrontata nel corso della giornata anche la questione legata al personale Ata e ai Co Co Co.

Le risposte a questi temi – spiega Turi – sono tutte politiche e non tecniche.

Vogliamo rappresentare al ministro, che è massimo responsabile politico per l’istruzione, che quella di oggi è stata una manifestazione a sostegno alle nostre proposte e rivendicazioni.

Ci auguriamo – mette in evidenza il segretario Uil Scuola – che il ministro si assuma  tale responsabilità, per evitare di far crescere a dismisura, il livello già altissimo di personale precario, che aumenterebbe ancora, se a settembre si arrivasse senza quella fase transitoria che oggi chiediamo con forza.

In mancanza di risposte adeguate, soprattutto in relazione alla situazione del personale precario, la reazione del sindacato sarà durissima.

 

Qui di seguito l’estratto del documento portato all’attenzione del Prefetto e del Miur:

(…) « E’ fondamentale modulare immediatamente una fase transitoria anche in considerazione del fatto che, nello scorso anno ci sono stati 37.000 posti non coperti, a causa della mancanza di candidati.
Sollecitiamo pertanto la Vostra attenzione su tre obiettivi prioritari per governare questa fase transitoria nell’immediato ed evitare di avere, nel prossimo anno scolastico, un ulteriore, cospicuo, incremento di personale precario. A tal fine rivendichiamo:

  • L’immissione in ruolo dei docenti idonei del concorso 2016 (consentendo di fare domanda anche fuori provincia) e dei docenti del concorso 2018;
  • L’avvio di una procedura concorsuale riservata per chi ha maturato il servizio di 36 mesi, con una prova orale non selettiva, che conduca direttamente all’immissione in ruolo;
  • La predisposizione di un emendamento alla Legge di Bilancio per una soluzione definitiva per i ‘diplomati magistrali’ rimasti fuori dalle Graduatorie ad esaurimento e a rischio di licenziamento.
  • L’avvio di nuove procedure per il conseguimento delle  specializzazioni per l’insegnamento su sostegno  per gli allievi diversamente abili.

Passaggi che consentirebbero di  sanare  la situazione di tanti docenti precari che per anni, con grande impegno e dedizione,  hanno fatto funzionare la scuola senza aver potuto rendere stabile la propria posizione professionale.
Analogamente, a parere della nostra Organizzazione, in questa fase, occorre una particolare attenzione per il personale ATA ed il suo reclutamento. Questi i riferimenti che riteniamo di poter utilmente  indicare:

  1. Il nuovo concorso per DSGA, deve prevedere anche una quota di riserva per gli Assistenti Amministrativi con tre anni di incarico superiore, da ammettere al concorso direttamente e non attraverso la prova preselettiva.
  2. La mobilità interna tra le aree, che il contratto in vigore ha confermato ed è ferma ormai da diversi anni.
  3. L’istituzione dell’organico per l’attuazione dell’Area C, per migliorare la funzionalità degli uffici di segreteria e valorizzare le professionalità di tutto il personale Ata.
  4. Il riavvio della procedura per l’attribuzione delle posizioni economiche come previsto dal contratto.
  5. Il completamento della stabilizzazione del personale ex Co.Co.Co che deve essere equiparato al restante personale.

L’insieme di tali temi appare quanto mai di urgente e concreta definizione.
I tempi della scuola sono diversi da quelli dell’anno solare che governa la Finanza e la contabilità pubblica, e meritano uguale rispetto.
Le decisioni che saranno assunte in queste settimane avranno effetti diretti per i prossimi anni scolastici.  Avere nel prossimo mese settembre insegnanti motivati e di ruolo non è un progetto utopico, è il risultato di un programmazione, anche politica, attenta e lungimirante. Del pari la funzionalità dei servizi amministrativi, tecnici e ausiliari della scuola è obiettivo che consideriamo raggiungibile». (…)

 

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