Turi: azione gravissima, segno di ignoranza e degrado

SEI UNA INSEGNANTE? AFFITTO NEGATO | ACCADE A MANTOVA 

Serve una battaglia di civiltà: lo status degli insegnanti è segno di educazione e cultura. Bisogna superare la logica neo liberista per cui ogni persona vale per la sua capacità di spesa e non per ciò che rappresenta.

 

Essere un insegnante è diventato elemento di discriminazione, come la provenienza geografica o l’etnia : un fatto che desta grandissima preoccupazione, non solo e non tanto perché la discriminazione è sempre da condannare, ma perché indirizzata ad una insegnante che dovrebbe, per funzione e status, rappresentare istituzionalmente, l’educazione, l’integrazione e la tolleranza, l’identità e la coscienza di un paese.

La notizia è quella riportata oggi sulla Gazzetta di Mantova, che denuncia l’incresciosa situazione in cui si è trovata una docente, nata in Calabria e da anni residente al Nord per svolgere la propria funzione, alla quale è stato negato il contratto di affitto di una casa, ‘perché insegnante’.

Un caso di una gravità assoluta – commenta senza mezzi termini il segretario della Uil Scuola, Pino Turi, che ricorda come la scuola abbia unito l’Italia sui valori universali del sapere e dell’educazione.

Azioni tanto odiose, sebbene probabilmente isolate, rappresentano un pericolo incombente per la coesione di un paese – aggiunge Turi.
Ora c’è bisogno di un moto di reazione e di solidarietà che deve provenire dalla società civile.

Quella che stiamo portando avanti da tempo, è una battaglia di civiltà rivolta al Paese e alle forze politiche che, per prime, dovrebbero preservare la scuola e non utilizzarla come terreno di scontro politico.

Forse solo questo esempio sarà utile per (ri)dare alla scuola e agli insegnati l’autorevolezza necessaria affinché tali avvenimenti non debbano più accadere.

All’inciviltà e alla maleducazione, si unisce un modello di pensiero che sembra avere sempre più presa nella nostra società interessata da una ventata neo liberista che investe anche la scuola: ogni persona vale per la sua capacità di spesa e non per ciò che rappresenta. Pensare questo di un insegnante è toccare il fondo del senso civico e  sociale: la scuola, gli insegnanti, soli non possono farcela, serve un’inversione di tendenza che rivaluti la funzione della scuola statale di tutte e di tutti, da parte dell’intera società civile e politica.

Ne va della civiltà e del progresso del nostro paese – commenta Turi – e non basta più un segno di solidarietà o una pacca sulla spalla di uomini e donne che ogni giorno svolgono un difficile mestiere che è la base democratica e civile di un paese, servono azioni e interventi concreti.


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