<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>IRASE Archivi - UILSCUOLA</title>
	<atom:link href="https://uilscuola.it/category/irase/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://uilscuola.it/category/irase/</link>
	<description>Federazione Uil Scuola RUA</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 18:15:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>

<image>
	<url>https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2018/05/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>IRASE Archivi - UILSCUOLA</title>
	<link>https://uilscuola.it/category/irase/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Congresso 2026, Giuseppe D’Aprile rieletto Segretario generale della UIL Scuola</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-2026-giuseppe-daprile-rieletto-segretario-generale-della-uil-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alternanza Scuola Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>
		<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=53481</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giuseppe D’Aprile è stato rieletto Segretario generale della UIL Scuola. Il Congresso nazionale, riunito al Palacongressi di Riccione, ha confermato all’unanimità D’Aprile alla guida dell’Organizzazione, affidandogli il mandato per i prossimi quattro anni.<br />
Nel corso dei lavori congressuali è stata inoltre riconfermata la Segreteria nazionale composta da Francesca Ricci, Enrico Bianchi, con l’incarico di tesoriere, Roberto Garofani, Paolo Pizzo e Pasquale Raimondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2026-giuseppe-daprile-rieletto-segretario-generale-della-uil-scuola/">Congresso 2026, Giuseppe D’Aprile rieletto Segretario generale della UIL Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe D’Aprile è stato rieletto Segretario generale della UIL Scuola. Il Congresso nazionale, riunito al Palacongressi di Riccione, ha confermato all’unanimità D’Aprile alla guida dell’Organizzazione, affidandogli il mandato per i prossimi quattro anni.<br />
Nel corso dei lavori congressuali è stata inoltre riconfermata la Segreteria nazionale composta da Francesca Ricci, Enrico Bianchi, con l’incarico di tesoriere, Roberto Garofani, Paolo Pizzo e Pasquale Raimondo.</p>
<p><iframe title="CONGRESSO UIL SCUOLA 2026 - La relazione di Giuseppe D&#039;Aprile" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/aWE-8xCkdrc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>“Continueremo nella strada tracciata – ha dichiarato il Segretario D’Aprile &#8211; attraverso un modello organizzativo che valorizzi ancor di più i territori come luoghi fondamentali di rappresentanza, partecipazione e contrattazione. Le scuole, le realtà locali e le specificità territoriali ne sono parte essenziale. Il sindacato deve vivere nei luoghi di lavoro per poter intercettare bisogni reali e offrire risposte concrete ed efficaci. Questo modello rafforza la democrazia interna e il legame con le RSU e i terminali associativi. Abbiamo reagito fin qui, evidentemente con le giuste strategie politiche, per difendere il nostro posto di lavoro e la dignità del lavoro, proponendo un sindacato credibile ed autorevole che ha messo al centro le persone. Sono principi che resteranno al centro delle azioni che abbiamo intrapreso”, ha concluso.</p>
<p><a href="https://uilscuola.it/congressi/xv-congresso-nazionale/" target="_blank" rel="noopener">Congresso Uil Scuola 2026 &#8211; Pagina dedicata </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2026-giuseppe-daprile-rieletto-segretario-generale-della-uil-scuola/">Congresso 2026, Giuseppe D’Aprile rieletto Segretario generale della UIL Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 10:14:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alternanza Scuola Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>
		<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola sindacale Piero Martinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole private]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=20180</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l’agenda sindacale 2022-26: “Saremo propositivi – dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/">Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti,</em></p>
<p>benvenuti a questo secondo Congresso Nazionale della Federazione UIL Scuola RUA.</p>
<p>E’ un vero piacere per me vedervi tutti qui riuniti dopo tanto tempo, tempo e lontananza, che non ci hanno assolutamente né divisi, né indeboliti.</p>
<p>Le giornate di questo Congresso Nazionale sono per noi un momento importante; periodicamente ci interroghiamo sulle linee politico – sindacali attraverso un confronto democratico, predisponiamo il piano d’azione per i prossimi anni e scegliamo gli attivisti che ai vari livelli guideranno l’Organizzazione fino al Congresso successivo.</p>
<p><strong>Ci presentiamo a questo importante appuntamento con ottimi parametri organizzativi</strong>: i lavoratori, evidentemente, percepiscono ed apprezzano l’azione di un sindacato libero, laico, riformista, un’organizzazione in ottima salute che, ha operato e opera le scelte giuste.</p>
<p>La nostra formula vincente è molto semplice: ascoltare i lavoratori, raccogliere e far proprie le loro opinioni e necessità, elaborare idee e progettare piani d’azione senza vincoli esterni; siamo la VOCE LIBERA della scuola. Noi giudichiamo i governi dal loro operato, da quello che fanno, non abbiamo schieramenti pregiudiziali, in quanto distinguiamo nettamente il ruolo del sindacato dalle idee politiche che ognuno di noi ha e che è giusto che esprima, ma in sede politica e non sindacale.</p>
<p>Questa libertà è una componente essenziale del nostro essere Sindacato, ed è per questo che l’adesione alla UIL SCUOLA in questi ULTIMI ANNI ha registrato un’accelerazione: siamo l’Organizzazione Sindacale che, nel mondo della scuola, consolida in questi anni, la propria alta percentuale di consensi. Lo stato di buona salute della nostra Organizzazione è testimoniato anche dai risultati ottenuti nelle recenti elezioni RSU. La leva strategica, per la UIL, sono e saranno le persone che nelle scuole vivono quotidianamente ingiustizie e per difendersi l’unica strada è quella della contrattazione per influire sulle decisioni assunte nel pieno rispetto dei diritti del singolo definito nel contratto nazionale che è un punto di riferimento certo.</p>
<p>E’ grazie, infatti, alla UIL tutta, alla sua visione, al suo modo di far sindacato, alla sua identità, che possiamo vantarci dei traguardi raggiunti.</p>
<p>La passione e la voglia di giustizia delle nostre RSU e dei terminali associativi, sarà, insieme alle Segretarie Territoriali, Regionali e alla Segreteria Nazionale, il miglior viatico per un grande successo da continuare a condurre nelle scuole, tra la gente.</p>
<p><strong>160.000 grazie</strong> alle RSU elette, ai terminali associativi, a tutte le candidate e ai candidati, a tutti coloro hanno sostenuto le nostre liste.</p>
<p>GRAZIE!</p>
<p><strong>Ricordiamocelo sempre: SIAMO IL SINDACATO NELLE SCUOLE, TRA LA GENTE!</strong></p>
<p>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti, all’indomani dei Congressi regionali durante i quali ci siamo confrontati con decine e decine di attivisti sindacali che hanno reso vivo il nostro percorso precongressuale dai quali, personalmente, ne esco arricchito, questo Congresso si colloca in un momento importante per la scuola italiana.</p>
<p>È l’occasione questa, per effettuare una valutazione complessiva sulla situazione del Paese &#8211; che inevitabilmente si ripercuote sulla scuola &#8211; per elaborare proposte ed azioni profondamente innovative e per contribuire al rilancio di nuove relazioni sindacali.</p>
<p>Il tema da noi scelto per questo Congresso, come avrete notato nella comunicazione, è <strong>RISPETTO.</strong></p>
<p>Rispetto non è una semplice parola, perché sarebbe molto riduttivo. E’ per me, invece, un importante principio di vita; è un <strong>VALORE</strong> su cui si dovrebbe basare qualsiasi relazione umana. E’ un sentimento di stima, di riguardo; è un modo di relazionarsi in cui si dà valore alle persone, al loro pensiero, alle loro azioni.</p>
<p>Rispetto implica fare attenzione a tutto ciò che ci circonda sia esso umano o materiale; è l’opposto di indifferenza.</p>
<p>Quindi <strong>RISPETTO</strong> per l’ottimo lavoro svolto da tutto il personale della scuola, siano essi Dirigenti, docenti o Ata, che in questi duri anni di pandemia si sono trovati ad affrontare situazioni insolite, difficili, complesse per le quali hanno dovuto inventarsi nuovi strumenti di insegnamento, senza mai retrocedere, dimostrando anzi grande spirito di flessibilità, professionalità, dedizione al lavoro e grande senso di responsabilità.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> per l’impegno che hanno profuso le <strong>FAMIGLIE</strong> in questo nuovo ed insolito modo di far scuola, avvicinandosi alcune, forse per la prima volta, nel mondo del digitale con grandi sacrifici non ultimi economici. I genitori, infatti, hanno assistito ad un insolito e nuovo luogo dell’apprendimento (da scuola – a casa) con un insolito intreccio scuola/famiglia – scuola/casa. Le dinamiche relazionali e le dinamiche di classe hanno lasciato il posto ad un apprendimento “on line” dove la “fisicità”, il contatto umano, interpersonale, passava attraverso l’uso di un pc e di strumentazioni digitali.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> verso gli STUDENTI tutti, che, sebbene spaesati e sovente disorientati, si sono velocemente adattati al nuovo modello di far lezione e ad un contesto diverso di scuola. Rispetto a quanti studenti come Giulio che, pur di ritrovare i suoi docenti e fare lezione con i suoi compagni, tutte le mattine ha percorso quasi un KM di strada che lo ha portato nei campi perché a casa mancava di connessione! E’ evidente che con la pandemia abbiamo tolto agli studenti e ai docenti la possibilità di comunicare non solo con le parole, con i libri, con i video, con gli strumenti tecnologici, ma soprattutto con gli sguardi, con l’incontro (e talvolta lo scontro…) fisico e con tutti gli elementi della prossemica. È venuto meno anche il contatto con gli altri operatori della scuola, le amate “bidelle” e gli amati “bidelli”, che, soprattutto nella scuola primaria, rappresentano spesso fonte di conforto e supporto psicologico per molti dei nostri studenti.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> verso VOI TUTTI qui presenti, per essere riusciti a mantenere stretto il legame con i ns iscritti, per aver “inventato” nuovi modi per far sindacato che ci hanno permesso, anche da lontano, di stare <strong>TRA LA GENTE</strong>.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> per le Istituzioni e le parti politiche, nei confronti delle quali se necessario, ci opporremo su scelte non condivise, ma sempre con un dialogo costruttivo e fattivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti, </em></p>
<p>in questi anni le politiche dei tagli e di limitazione dei diritti hanno tentato di indebolire sempre più l’autorevolezza della scuola statale del nostro paese.</p>
<p>È pertanto chiaro che i nuovi pericoli sono da allontanare con la partecipazione e con un sindacato che abbia chiaro l’orizzonte entro cui attivare la propria azione.</p>
<p>Abbiamo reagito fin qui, evidentemente con le giuste strategie politiche, per difendere il nostro posto di lavoro e la dignità del lavoro, proponendo un sindacato credibile ed autorevole che metta al centro le persone.</p>
<p>Non sfugge a nessuno la portata e l’entità degli avvenimenti che si sono succeduti, negli ultimi anni, nel contesto sia internazionale che nazionale, segnati dall’emergenza pandemica che, a causa del COVID 19, ha inciso sulla vita di tutti, sugli affetti, sulla vita quotidiana e da una ingiusta guerra che nei primi 100 giorni aveva già danneggiato e distrutto quasi 2.000 scuole e lasciato 8 milioni di bambini senza istruzione.</p>
<p>Desidero anzitutto ricordare che se l’obiettivo di questo tempo trascorso in emergenza è stato quello del “<em>mantenimento dei legami</em>”, seppur a distanza e tramite strumenti che permettono di condividere spazi non reali, ma solo virtuali, è sicuramente riuscito.</p>
<p>Di contro, dobbiamo però rimarcare che, la scuola, sia essa in presenza che a distanza, debba fare di tutto per mantenere tutte le alunne e gli alunni, tutte le studentesse e gli studenti all’interno di un percorso di apprendimento affinché nessuno resti indietro!</p>
<p>Crediamo, infatti, nel ruolo della scuola intesa come garante nel mantenimento di legami e di relazioni interpersonali <strong>“in presenza”</strong> in quanto è proprio all’interno delle dinamiche di classe e di scuola che emergono situazioni di fragilità psicologica ed emotiva che, a seconda delle diverse fasce di età, riguardano le nostre studentesse e i nostri studenti.<br />
Ecco l’importanza per noi del valore relazionale educativo formativo e sociale della Scuola.</p>
<p>Allora, la sfida della scuola di oggi è quella di far tesoro di un’esperienza dolorosa che ha colpito tutta la nazione, tutte le famiglie, tutti i settori della nostra economia e che deve essere trasformata in risorsa e capacità d’azione.</p>
<p>Il Covid nella scuola non ha fatto altro che evidenziare e riportare alla luce i problemi che già esistevano. E di questo bisogna farne tesoro per ripartire sicuramente meglio di prima.<br />
Se vogliamo, paradossalmente, a causa del Covid <strong>la scuola era ritornata ad essere al centro del dibattito politico dell’Italia.</strong></p>
<p><strong>Ed ora lo è nuovamente per motivazioni non più sanitarie, ma politiche. </strong></p>
<p><strong>La scuola però merita SEMPRE di essere al centro dell’attenzione</strong>; è questo il momento di decidere. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni.</p>
<p>Il mondo sta diventando sempre più piccolo e veloce: l&#8217;informazione viaggia in tempo reale, gli strumenti sono digitali, la globalizzazione è realtà.</p>
<p>Ecco che allora anche per la scuola bisogna muoversi velocemente: si deve agire oggi, serve ora una progettazione immediata, organica e strutturata nel tempo. <strong>La scuola non può più aspettare, perché oggi è già domani.</strong></p>
<p>Un invito voglio fare ad ognuno di noi: il nostro lavoro ci porta ad essere sempre in mezzo agli adolescenti, ai giovani; <strong>il futuro è nelle loro e nelle nostre mani se sapremo formare cittadini del mondo rispettosi dei principi di democrazia, di tolleranza, di libertà e di civile convivenza.</strong></p>
<p>In una società immersa in un oceano di informazioni e permeata, in ogni suo aspetto, di tecnologia, viene spontaneo domandarsi:</p>
<p><em>“Come sta cambiando il modo di apprendere dei nostri alunni e dei nostri studenti? Quali sono gli stili di apprendimento prevalenti e di conseguenza quali devono essere le metodologie di insegnamento?</em></p>
<p><em>Quale deve essere il ruolo della scuola all&#8217;interno di una società della conoscenza dove anche altre Agenzie forniscono informazioni e formazione? Che cosa succede quando la scuola non riesce ad intercettare i bisogni degli alunni e degli studenti?”.</em></p>
<p>Ancora l&#8217;8 % dei ragazzi italiani tra gli 11 ed i 14 anni, anziché andare a scuola, va a lavorare (ristoranti, bar, vendita ambulante, officine, ecc.); il fenomeno diffuso sia al Sud che a Milano e nel Nord-Est, non è solo dovuto a povertà ma anche a tassi di scolarizzazione bassi: interruzione scolastica, bocciati alle Scuole Secondarie di 2° grado, ritardi rispetto all&#8217;età regolare, ripetenti, mancanza di strutture. Occorre pensare al sostegno economico di famiglie ulteriormente impoverite, per le quali la scuola dei figli diventa un impegno gravoso e della quale non si apprezza il valore culturale.</p>
<p>C&#8217;è il rischio concreto di una nuova selezione di classe che comincia proprio dalla Scuola; occorre fare attenzione ed è senz&#8217;altro necessario ripensare la scuola in questo momento storico ed al ruolo che occupa nella società.</p>
<p>Ma attenzione, il ruolo della scuola, a nostro avviso, non è solo quello di istruire gli alunni, di pensare alla loro formazione, ma soprattutto quello di EDUCARE, insegnare loro a pensare, ad essere critici, ad essere RISPETTOSI, a diventare futuri ottimi cittadini del domani, essendo la scuola palestra privilegiata per la costruzione di una società democratica e pluralista.</p>
<p>Certo, di scuola i media se ne occupano continuamente, con un’attenzione però rivolta quasi esclusivamente ai problemi del personale scolastico, piuttosto che a un serio dibattito sulle criticità del sistema di istruzione nazionale; la scuola, diventata <strong>oggetto di</strong> <strong>valutazioni superficiali</strong> <strong>che scaturiscono da semplici indicatori</strong> e da proposte contraddittorie ed estemporanee, senza un progetto di lungo respiro condiviso da tutti gli attori sociali.</p>
<p>Purtroppo in questo Paese ormai è consuetudine <strong>valutare la scuola</strong> e quindi il rendimento degli alunni solo ed esclusivamente <strong>attraverso</strong> <strong>inutili e sterili</strong> <strong>test</strong> che hanno assunto un enorme potere, i cui esiti, dovrebbero indirizzare e orientare gli interventi correttivi da parte dei nostri legislatori.</p>
<p>Test somministrati da un istituto di valutazione bacchettato dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato pesanti criticità. Un istituto che durante la pandemia ci è costato 5 milioni di euro con un bilancio che sfiora a regime i 18 milioni di euro.</p>
<p><strong>ECCO GLI SPRECHI DA ELIMINARE!</strong></p>
<p>E’ molto problematico fare comparazioni tra le diverse Regioni Italiane e anche tra Stati diversi sulla semplice base delle medie nazionali. Non è possibile valutare l’efficienza di un intero sistema educativo se non si tiene conto delle condizioni socio-economiche dei ragazzi e del territorio nel quale vivono, delle variabili culturali, della struttura del percorso scolastico, dei metodi e dei programmi d’insegnamento.</p>
<p>Conseguentemente le soluzioni non possono essere per tutti uguali, appunto perché i contesti di partenza sono diversi.</p>
<p>E ancora, affermazioni quali <em>“la scuola deve sviluppare certe competenze in grado di far fronte ai cambiamenti del mondo globalizzato e consentire un facile inserimento nel mercato del lavoro”</em> non è, come sembra, una semplice frase di buon senso.<br />
<strong>È un’affermazione carica di significato politico ed economico</strong><strong>.</strong></p>
<p>Soprattutto per la scuola secondaria si tende a negare che il fine sia quello di trasmettere il sapere, un sapere organizzato in discipline e si pongono come finalità pedagogiche degli ideali sociali ed economici.</p>
<p>Assolutamente discutibile voler dare a ragazzi di 14-15 anni strumenti che possano loro garantire un inserimento in un mondo del lavoro pensato a tavolino. Al contrario questi strumenti devono essere forniti nelle università o in altri istituti consacrati alla formazione di terzo grado. A questi percorsi i ragazzi devono giungere con una salda e articolata cultura di base, conoscendo i concetti fondamentali di ogni disciplina.</p>
<p><strong>Diversamente rischiamo di trasformare gli alunni, in alcuni casi, quale “manodopera a costo zero”, facendo passare per stage ciò che è sfruttamento.</strong><br />
Non possiamo più assistere in modo inerme alle morti di studenti come Giuliano De Seta, deceduto venerdì scorso dopo essere stato <strong>colpito da una lastra di metallo che gli ha schiacciato le gambe</strong> mentre frequentava uno stage con un istituto tecnico statale.</p>
<p>Era studente di un istituto tecnico di <strong>Portogruaro.</strong></p>
<p>Così come lo scorso inverno, alla Burimec di Lauzacco dove, anche qui, un ragazzo di 18 anni, Lorenzo Parelli, aveva perso la vita travolto da una trave d’acciaio mentre era impegnato nell’ultimo giorno di stage.</p>
<p><strong>La scuola non deve piegarsi alle logiche di mercato.</strong></p>
<p><strong>C’è un tempo per tutto. A scuola non si lavora, si studia!</strong></p>
<p>La nostra cultura riformista ci impone di sostenere le riforme migliori, i cambiamenti veri, quelli possibili, quelli che si realizzano, non quelli dichiarati, auspicati, promessi, <strong>minacciati o addirittura imposti.</strong></p>
<p>Il PNRR ha stanziato diversi fondi per la Scuola, che non serviranno ad incrementare gli ormai magrissimi stipendi del personale, docente e non, una pseudo riforma senza alcuna discussione in Parlamento e con le parti sociali che, invece, avrebbe avuto la funzione di stabilire a quale tipo di scuola e di modello educativo finalizzarli. Nulla di tutto ciò.</p>
<p>I dirigenti scolastici, di conseguenza, verranno inevitabilmente coinvolti sotto il profilo procedurale essendo chiamati a svolgere la funzione dirigenziale di una stazione appaltante (in questo caso la scuola) per la realizzazione di opere infrastrutturali oltre per la gestione di ingenti risorse per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico.</p>
<p>Il tutto in assenza di indicazioni chiare e precise e con fortissime carenze di organico nelle segreterie scolastiche chiamate, sempre più, ad assolvere a compiti gravosissimi.</p>
<p><strong>Una pseudo riforma,</strong> nostro malgrado perché di questo si tratta, che introduce anche un tipo di formazione come quella relativa all’istituenda scuola di Alta formazione continua per tutto il personale. Saranno coinvolti Indire, Invalsi e Università Italiane e straniere, al fine di garantire un sistema di formazione continua e di qualità, in linea con gli standard europei. L’obiettivo è fornire una formazione pedagogica e didattica che, insieme a una conoscenza approfondita della materia, consenta di affrontare efficacemente la sfida della trasmissione di competenze metodologiche, digitali e culturali nell’ambito di una didattica di alta qualità.</p>
<p><strong>Una formazione</strong>, invece, a parer nostro, <strong>di </strong><strong>tipo piramidale e dirigista finanziata con risorse recuperate dai tagli di organico e dalla carta docente, che rischia di misurare e premiare le performance dei propri dipendenti annullando di fatto la libertà di insegnamento con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento che invece deve essere laico e libero</strong>; <strong>NON SI PUO’ INSEGNARE A INSEGNARE</strong>; <strong>noi questo tipo di scu</strong><strong>ola la rimandiamo al mittente.</strong></p>
<p>Viviamo in una fase storica in cui alla confusione si sta aggiungendo altra confusione; la scuola richiede, invece e innanzitutto serenità, non può ‘inseguire’ modelli elettorali.</p>
<p>La scuola deve essere, oltre che priorità nell’agenda politica, anche e soprattutto <strong>LIBERA e AUTONOMA</strong>. Per usare le stesse parole dette dal ns Presidente Matterella nell’incontro di inizio anno scolastico: <strong>“La scuola assicura a tutti uno straordinario arricchimento. La scuola è, anzitutto, libertà”.</strong></p>
<p>L&#8217;autonomia deve recuperare, a nostro avviso, la centralità della didattica; gli aspetti essenziali dell&#8217;autonomia sono rappresentati dalla progettazione dell&#8217;offerta formativa, dalla personalizzazione dell&#8217;insegnamento. Il fare scuola è l&#8217;attività che si svolge con gli alunni.</p>
<p>Gli insegnanti devono essere liberi da inutili produzioni cartacee in modo che possano dedicare il loro tempo alla loro funzione: quella di insegnare e stare in classe con i ragazzi.</p>
<p>Il valore aggiunto del sistema di istruzione è anzitutto il lavoro delle persone, l&#8217;impegno, la passione. In ogni decisione politica si deve partire dal dare il giusto valore al lavoro delle persone, non ultimo quello economico.</p>
<p>Sul fronte stipendi, l’andamento non è allo stesso modo così incalzante e quindi gli stipendi, seppur tendenzialmente più alti rispetto al passato, non reggono il passo con tutti gli altri aumenti registrati.</p>
<p>L’andamento degli stipendi non ha coperto l’aumento del costo della vita. Il trend degli ultimi anni (dati Istat) mostra che il personale della scuola non ha beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a PIL crescente. Con il rallentamento del PIL, e attualmente, in assenza di rinnovo contrattuale, la situazione è diventata ancor più critica.</p>
<p><strong>Il rischio è che i nuclei familiari che finora erano poco sopra alla soglia di povertà vadano ad allargare la platea di coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. </strong>Il progresso delle retribuzioni e il passaggio a una ripresa sostenibile richiedono uno Stato centrale determinato.</p>
<p>Noi ci batteremo per l&#8217;aumento degli stipendi di tutti i lavoratori della scuola &#8211; non è uno slogan, è per noi un obiettivo irrinunciabile, magari difficile da raggiungere come desideriamo noi, comunque irrinunciabile &#8211; e impronteremo il nostro pensare ed il nostro agire anche per cogliere le specificità, per individuare i carichi di lavoro e di responsabilità diversi.</p>
<p>Le retribuzioni devono essere innalzate per equipararle a quelle dei colleghi europei o per pareggiarle a quelle che spettano alle persone che hanno percorso la stessa carriera scolastica e si trovano a svolgere lavori in ambiti diversi della pubblica amministrazione, <strong>ma soprattutto</strong> per la delicata funzione e per l’importanza del ruolo che il personale della scuola svolge e che rappresenta nell’educazione e nella formazione degli alunni.</p>
<p><strong>Non è più sostenibile, ad esempio, la differenziazione stipendiale tra docenti appartenenti a ruoli diversi a maggior ragione in presenza dello stesso titolo di studio.<br />
La funzione del docente rimane tale anche tra gradi di scuola diversi.</strong></p>
<p>E’ ora invece di ‘<em>sostenere</em>’ la nostra scuola, darle risorse, competenze, specificità, mezzi, perché è dalla qualità della scuola, dall’istruzione che passa lo sviluppo del ns Paese.</p>
<p>Difendiamo<strong> la SCUOLA STATALE …</strong> UNA SCUOLA STATALE E <strong>NAZIONALE</strong></p>
<p>La scuola statale italiana costituisce comunque il 93% dell’intero sistema di istruzione del nostro Paese e in essa sono impegnati un milione di lavoratori che svolgono quotidianamente un duro e serio lavoro.</p></blockquote>
<p><iframe title="Congresso, D&#039;Aprile: &quot;Sulla scuola bisogna fare presto e bene&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/brFGNmyWMzI?start=6&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<blockquote><p><strong>La scuola italiana è e dovrà rimanere nazionale.</strong></p>
<p>Come sapete la <strong>Formazione Professionale</strong>, dopo la legge Moratti n. 53 del 2005 ed i previsti decreti attuativi, è entrata a far parte del sistema nazionale di istruzione ed è valida per assolvere all’obbligo scolastico fino ai 15 anni e al diritto dovere fino al 18 anno; è gratuita sia per quanto riguarda le tasse di iscrizione ed i materiali didattici e per esercitazioni pratiche. Nei decreti attuativi sono previste norme per l’accreditamento dei gestori, per l’applicazione dello specifico CCNL, per la durata dell’anno formativo, ecc.</p>
<p>Bene, le Regioni, che sono delegate all’attuazione, sfruttando le ambiguità della riforma del Titolo V della Costituzione che prevede che la materia diventi “concorrente” con lo Stato, hanno in pratica disatteso le indicazioni nazionali fino a realizzare non più un “sistema nazionale” ma 20 sistemi regionali diversificati per durata, finanziamenti, applicazione di Contratti di lavoro eterogenei, ecc., con il completo disimpegno a garantire dei finanziamenti stabili e soprattutto legati all’andamento dell’inflazione, così come era stato per molti anni.</p>
<p>Di fronte all’impossibilità di addivenire da ben nove anni ad un rinnovo del CCNL che garantisse almeno dei trattamenti economici tabellari coerenti con l’inflazione, e di ripristinare le coerenze con le indicazioni nazionali, Le Organizzazioni Sindacali  Confederali e di Categoria, insieme a quelle datoriali, hanno richiesto più di 5 mesi fa un incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni e col Ministro del Lavoro, ma, fino ad oggi, non vi è stata nemmeno una riposta interlocutoria.</p>
<p>Ancora, per la sanità abbiamo visto il risultato di scelte scellerate di tagli e riduzioni. E così per la scuola rischiamo di trovarci nella stessa drammatica emergenza che decreterebbe la fine del sistema scolastico nazionale, così come l’Italia lo ha concepito, se non blocchiamo, ad esempio quel pericolo anticostituzionale ma ancora <strong>incombente ma silente della regionalizzazione della scuola statale</strong>. <strong>Ma noi saremo vigili affinché ciò non avvenga.</strong></p>
<p>Inoltre, i continui finanziamenti alle scuole private che potrebbero essere destinate alle scuole statali, sono la testimonianza della scarsa attenzione che il mondo della politica ha nei riguardi della scuola pubblica statale, nazionale e laica di questo paese.</p>
<p>Le conseguenze saranno quelle di introdurre nel sistema dell’istruzione un meccanismo competitivo e concorrenziale regolato e condizionato dal mercato per aumentarne l’efficienza e soddisfare le richieste delle famiglie.</p>
<p>Ma ricordiamo però che la scuola non è solo lo strumento per imparare a <strong>“leggere </strong><strong>e scrivere”,</strong> ma il luogo primo e principale per la costruzione dell’eguaglianza sociale, al di fuori di qualsiasi meccanismo competitivo e di mercato. <strong>Lo Stato per questo dovrebbe </strong><strong>avere un ruolo centrale nell’istruzione, attraverso un modello che sia garanzia di laicità, gratuità e pluralismo che contribuisca a mantenere alto il livello qualitativo dell’istruzione, che rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e sociale di qualsiasi paese. </strong></p>
<p>Solo, però, se saremo in grado di <strong>portare avanti un&#8217;idea forte di scuola</strong>, potremo eliminare le periodiche incursioni di politici, i tentativi di incursione legislativa nelle materie contrattuali, le denigrazioni da parte dell&#8217;opinione pubblica e soprattutto saremo più forti nel pretendere una rivalutazione sociale del nostro lavoro. <strong>Un’idea forte di scuola che purtroppo si sta affievolendo.<br />
E’ necessario rinvigorirla</strong> soprattutto tra le persone “non di scuola”.</p>
<p><strong>E questo lo faremo insieme. </strong></p>
<p>Affronteremo il lavoro dei prossimi anni attraverso una progettualità e organizzazione paziente e programmata, attraverso il continuo confronto con la nostra confederazione e tutti voi, anche in un’ottica di crescita e radicamento sia negli apparati confederali territoriali, sia in quei territori dove ancora la presenza del nostro sindacato è debole, <strong>continuando ad essere la voce libera della scuola.</strong></p>
<p>Una voce libera nelle scuole, tra la gente, possibilmente attraverso azioni unitarie. Se necessario, però, noi andremo anche da soli ma nel <strong>rispetto delle opinioni altrui – anche se non condivisibili – senza mai perdere di vista valori quali correttezza e lealtà</strong>: queste sono componenti essenziali del nostro essere Sindacato.</p>
<p>Le sfide dei prossimi anni saranno importanti e determinanti per fare in modo che <strong>la scuola del futuro, c.d. 4.0</strong>, che passa attraverso la transizione ecologica e digitale e che sono obiettivi cardine del PNRR, <strong>non prescinda dalla relazione educativa in aula in presenza e affianchi le nuove competenze alle già note conoscenze solide e corrette</strong>, possibilmente riducendo i divari territoriali.</p>
<p>Lavoreremo affinché la politica realizzi interventi concreti e reali strutturati nel tempo per la salvaguardia di un bene comune quale la scuola.</p>
<p><strong>Alla politica diciamo: meno slogan, meno propaganda elettorale! Più fatti!</strong></p>
<p>Ricordiamo che la scuola, come da noi pensata LAICA E LIBERA, deve essere lasciata fuori dallo scontro politico; non va strumentalizzata a fini elettorali.</p>
<p>La scuola, nel suo insieme, deve ritornare SUBITO a collocarsi ai primi posti dell’agenda politica di chi ci governerà. <strong>E allora la politica, qualunque essa sia, troverà un sindacato non oppositivo, ma collaborativo e costruttivo.</strong></p>
<p>Il sindacato che rappresentiamo è un sindacato, che crede nei principi generali di libertà e giustizia sociale, nel lavoro della comunità educante e nel valore della scuola statale quale funzione dello Stato.</p>
<p>Come tutte le cose, personalmente credo che il sindacato debba adeguarsi e stare al passo con i tempi che cambiano celermente ma senza perdere di vista, almeno nel nostro caso, i valori di riferimento che lo hanno contraddistinto da sempre.</p>
<p>Dobbiamo continuare ad essere coerenti con la nostra visione di una scuola pubblica statale e nazionale e con i principi che da sempre hanno guidato le nostre battaglie.</p>
<p>Dobbiamo trovare sempre soluzioni legittime per la risoluzione dei problemi, prima di arrivare alle contrapposizioni, prediligendo il dialogo nel confronto e nella contrattazione.</p>
<p>La sfida, oggi, è senza dubbio molto difficile da vincere, ma come diceva una storica frase di un film americano degli anni ’80  ‘<strong>quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’</strong>. Dobbiamo confrontarci con l’inflazione che si avvia verso il 10%, gli stipendi che non reggono il passo agli aumenti registrati, il potere d’acquisto in continuo calo, la pandemia, le guerre, le tensioni nazionali ed internazionali… e io vi invito ad affrontare tutto ciò con la stessa audacia, forza e determinazione. Vi chiedo di continuare a fare ciò che state facendo con passione, dedizione, spirito di condivisione, professionalità ed allora sono sicuro che tutti assieme, remando nella stessa direzione, <strong>riusciremo a traghettare la nostra scuola fuori da questa</strong> <strong>&#8220;tempesta perfetta”.</strong> <strong>Ho detto tutti</strong>, perché per farcela è fondamentale che ognuno di noi, come soggetto attivo della comunità educante, occupi e svolga il proprio ruolo in modo coordinato e coerente con la nostra identità, con i principi da sempre condivisi e sostenuti, con azioni concrete, progetti e “lotte”:</p>
<p>Risolvere definitivamente la piaga del <strong>precariato </strong>sia del personale docente che del personale ATA (mi riferisco, ad esempio, anche alla necessità di trovare una soluzione per migliaia di assistenti amministrativi che svolgono da anni la funzione dei DSGA) attraverso un reclutamento serio e snello, facilitando il percorso per l’immissione in ruolo che consideri anche l’esperienza “sul campo” di tutto il personale in modo da valorizzare e non disperdere le esperienze acquisite. Le scuole, ricordo a tutti, funzionano anche grazie al personale precario docente e ATA, la cui esperienza acquisita vale molto più di una formazione frontale, che si limita solo ed esclusivamente a trasferire saperi. Un precariato <strong>dapprima sfruttato e poi umiliato</strong> con forme di reclutamento che prediligono il sapere nozionistico a quello critico e <strong>i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti</strong>.</p>
<p>La scuola è appena iniziata con più di 150.000 docenti precari; in alcuni casi gli stessi precari respinti ai concorsi…concorsi falsati da quesiti errati proposti dall’Amministrazione, classi senza docenti, graduatorie sbagliate, il contenzioso alle stelle, la continuità didattica non salvaguardata. Un sistema che non può reggere e che inevitabilmente si ripercuote sugli alunni.</p>
<p><strong>Non si risolve il problema del reclutamento con la chiamata diretta dei docenti</strong> &#8211; che ricordo abbiamo eliminato per via contrattuale &#8211; <strong>come invece qualcuno ci vorrebbe far credere!</strong> Sarebbe un provvedimento sbagliato, frutto di scelte che non condividiamo e che <strong>danneggerebbe il sistema scuola</strong>!</p>
<p>Studenti e famiglie diventerebbero clienti da accontentare, fino a scegliersi il docente. Step propedeutici alla privatizzazione delle scuola stessa.</p>
<p>La scuola costituzionale è sinonimo di garanzia, trasparenza e legalità.</p>
<p><strong>Ci opporremo in tutti i modi affinché ciò non avvenga.</strong></p>
<p>Abolire il numero chiuso dai percorsi universitari che specializzano sul sostegno, in modo da <strong>interromp</strong><strong>ere la “via crucis” all’estero finalizzata alla compravendita di titoli </strong>che, poi puntualmente, vengono riconosciuti equipollenti in Italia.</p>
<p>Non si risolve il problema legato al sostegno degli alunni disabili con una formazione di 25 ore che invece nasconde solo tagli di organico, in particolare per quelli in deroga, per scaricare sugli altri docenti della classe, che non sono specializzati, un ulteriore carico di lavoro.</p>
<p>Attualmente aumenta ancora il numero di alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane. In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, ma circa il 34% non possiede una formazione specifica. Carenti gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nel Mezzogiorno, scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria (solo nel 32% delle scuole) e molto critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (2%).</p>
<p>Aumenta l’organico in deroga di sostegno, ma il lavoro rimane sostanzialmente precario. E mentre aumentano in Italia gli alunni diversamente abili, il numero dei docenti a tempo indeterminato aumenta di poco negli anni mentre aumenta l’alto numero dei docenti di sostegno che lavora a tempo determinato, con una situazione di criticità soprattutto nella scuola superiore di secondo grado.</p>
<p><strong>Oggi, circa la metà degli insegnanti di sostegno è precario. </strong></p>
<p>Realizzare percorsi di specializzazione snelli secondo il reale fabbisogno, trasformare i posti in organico di fatto in posti in organico di diritto con contratti pluriennali finalizzati al ruolo anche per i docenti che vantano una esperienza sul sostegno senza titolo: questa la nostra ricetta, per riconoscere e sostenere sia la professionalità degli insegnanti di sostegno che favorire reali processi di integrazione e inclusione diversamente risolti attraverso contenzioso. Il tutto in applicazione di una legge, del 1977, che ci ha permesso di essere uno dei primi paesi europei ad occuparci di tali processi.</p>
<ul>
<li><strong>Realizzare una scuola sicura sotto ogni punto di vista.</strong></li>
</ul>
<p>Insieme e con l’aiuto della UIL che, come noto a tutti, è in prima linea in merito alla sicurezza del lavoro, è necessario affrontare il problema delle carenze infrastrutturali che coinvolge tutta la comunità educante.<br />
Per questo il PNRR prevede un investimento pari a 3,9 milioni di euro anche perché i dati che emergono non sono confortanti. Siamo sicuri che la ricetta giusta sia quella dei “finanziamenti spot”?</p>
<p>Sugli oltre 40.000 edifici scolastici, tra sedi, plessi, succursali, edifici distaccati frequentati da circa dieci milioni di persone, il 23% non è stato originariamente costruito per uso scolastico, ma successivamente riadattato. Anche l’età degli stessi edifici indica che solo poco più di 1/3 di essi risale a dopo il 1980 mentre la parte maggiore risale al periodo 1946-1975. Quasi il 40% degli edifici non possiede il collaudo statico e meno del 50% possiede il certificato di agibilità e/o quello di prevenzione incendi.</p>
<p>Questo nonostante che, da una relazione del 18 giugno 2018 sul tema “<a href="http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105567.pdf"><em>Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole”</em></a><a href="http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105567.pdf"> </a>disponibile sul sito della Camera dei Deputati, emerga che dal 2014 al 2017 sono stati investiti su questi capitoli 9 miliardi e 573 milioni di euro.</p>
<p>Questa è la testimonianza che i finanziamenti spot e di breve periodo non sono adatti a risolvere situazioni strutturali che prevedono tempistiche più lunghe con una progettazione più adeguata. E’ un settore nel quale si intrecciano competenze diversificate. E’ ora di denunciare le inadempienze che possono avere conseguenze serie e concrete e pretendere un maggiore impegno per la sicurezza nelle scuole da parte di tutti gli attori coinvolti attraverso interventi organici e strutturati nel tempo.</p>
<p>Come la pandemia ha evidenziato, è necessario investire in termini di organici per rideterminarli e incrementarli, tagliando gli sprechi presenti anche nel mondo della scuola. Organici falcidiati negli anni passati da politiche di tagli lineari e non razionali che hanno sguarnito le scuole di personale, assolutamente necessario e indispensabile per il funzionamento delle stesse. Aumentare l’organico del personale docente e ATA, con la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto e conseguente diminuzione degli alunni per classe e, in particolare per il personale ATA, rendere strutturale quello che era l&#8217;organico Covid il cui mancato rinnovo incide soprattutto sulle segreterie scolastiche che, con carenze di organico, comunque sono chiamate, sempre più, ad assolvere a compiti gravosissimi che inevitabilmente coinvolgono a ulteriori carichi di responsabilità anche i Dirigenti Scolastici.</p>
<p>A questo aggiungo, ai <strong>Dirigenti scolastici</strong>, apparentemente sostenuti ma realmente, il più delle volte, lasciati in perfetta solitudine e caricati di responsabilità che spesso vanno oltre le loro competenze, che il sindacato che rappresento non vi farà mancare mai il legittimo e giusto supporto in quanto rappresentate una tessera fondamentale di un mosaico che <strong>però</strong> si chiama <strong>COMUNITA’ EDUCANTE</strong> che insieme alla UIL Scuola sarà parte integrante di un disegno complessivo che ci vedrà protagonisti nelle scelte strategiche sulla scuola futura.</p>
<p><strong>Questa la nostra agenda 2022-2026.</strong></p>
<p>In sintesi: interventi su contratto, organici, precariato, no alla regionalizzazione, investimenti, edilizia scolastica, sono tutte rivendicazioni che interessano TUTTO il personale della scuola (ATA, Docente e Dirigenti Scolastici) che inevitabilmente avranno delle ricadute positive o negative anche sugli alunni e le famiglie.</p>
<p>Senza investimenti la scuola non può ripartire. Servono politiche che inducano un moltiplicatore elevato. L’istruzione è uno di quelli.</p>
<p>È evidente che la situazione della scuola di oggi è il risultato delle mancate  politiche di sviluppo che si sarebbero dovute fare molti anni prima dell’emergenza, sempre rinviate a tempi migliori.</p>
<p>Noi lavoreremo con serietà, coerenza e con obiettivi chiari, affinché queste politiche vengano attuate e si realizzino.</p>
<p><strong>L’investimento sulla scuola deve trovare posto in quel patto per il paese che la UIL e la UIL Scuola hanno più volte rivendicato.</strong> Un patto necessario in quanto la pandemia, se vogliamo, ha evidenziato le necessità di realizzarlo.</p>
<p>Fare sindacato significa fare delle scelte. Fare politica significa fare delle scelte. Se possibile queste scelte le faremo insieme senza pregiudiziali politiche.</p>
<p>Una sola pregiudiziale: partire da un progetto di scuola moderna, laica, statale, nazionale, contro ogni forma di regionalizzazione che salvaguardi il diritto all&#8217;istruzione, la libertà di insegnamento e valorizzi il lavoro delle persone.</p>
<p><strong>Saremo un sindacato sempre disponibile ma mai a disposizione!</strong></p>
<p>Sono queste le basi dalle quali partire. Abbiamo il dovere di farlo soprattutto per i nostri figli, i nostri nipoti, per tutti i ragazzi che frequentano la scuola partendo dalla consapevolezza che abbiamo una grande responsabilità: <strong>le sorti di questo bel paese passano anche e soprattutto attraverso la SCUOLA!</strong></p>
<p>La scuola merita attenzione e soprattutto <strong>RISPETTO.<br />
Amiamo la nostra scuola…</strong></p>
<p><strong>W la scuola, w la UIL Scuola, w la UIL!</strong></p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/">Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Congresso 2022: D’Aprile: sulla scuola bisogna fare presto e bene.</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-2022-daprile-sulla-scuola-bisogna-fare-presto-e-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 15:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alternanza Scuola Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>
		<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola sindacale Piero Martinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole private]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=20017</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l&#8217;agenda sindacale 2022-26: &#8220;Saremo propositivi &#8211; dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso&#8221;.  È un sindacato unito e in crescita quello che accoglie al congresso di Roma la relazione del segretario generale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-daprile-sulla-scuola-bisogna-fare-presto-e-bene/">Congresso 2022: D’Aprile: sulla scuola bisogna fare presto e bene.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l&#8217;agenda sindacale 2022-26: &#8220;Saremo propositivi &#8211; dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso&#8221;. </strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">È un sindacato unito e in crescita quello che accoglie al congresso di Roma la relazione del segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poco più di mezz’ora di intervento, platea piena con oltre 700 delegati e quadri sindacali, per delineare la linea di azione del sindacato per i prossimi quattro anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questa la nostra agenda 2022-2026 </strong>– ha detto D’Aprile:<strong> </strong>interventi su contratto, organici, precariato, no alla regionalizzazione, investimenti, edilizia scolastica.<br />
Temi centrali che interessano tutto il personale della scuola, Ata, Docenti, Dsga, Dirigenti Scolastici, che inevitabilmente avranno delle ricadute positive o negative anche sugli alunni e le famiglie.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Abbiamo chiara la direzione</strong>: partire da un progetto di scuola moderna, laica, statale, nazionale, contro ogni forma di regionalizzazione che salvaguardi il diritto all&#8217;istruzione, la libertà di insegnamento e valorizzi il lavoro delle persone. Sono queste le basi dalle quali partire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per la scuola servono politiche</strong> che inducano un moltiplicatore elevato – ha sottolineato il segretario Uil Scuola Rua-. E’ evidente che la situazione della scuola di oggi è il risultato delle mancate politiche di sviluppo sempre rinviate a tempi migliori. Oggi è già domani.<br />
È questo il momento di decidere. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Saremo un sindacato propositivo,</strong> lavoreremo con serietà, coerenza e con obiettivi chiari, affinché queste politiche vengano attuate e si realizzino.<strong> </strong>Fare sindacato significa fare delle scelte.<br />
Fare politica significa fare delle scelte.  Se possibile queste scelte le faremo insieme senza pregiudiziali politiche.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La nostra cultura riformista </strong>ci impone di sostenere le riforme migliori, i cambiamenti veri, quelli possibili, quelli che si realizzano, non quelli dichiarati, auspicati, promessi, minacciati o addirittura imposti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La formazione prevista nella scuola di Alta formazione</strong>, invece, è di tipo piramidale e dirigista, viene finanziata con risorse recuperate dai tagli di organico e dalla carta docente, e rischia di misurare e premiare le <em>performance</em> dei propri <em>dipendenti</em> annullando di fatto la libertà di insegnamento con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento. Non si può insegnare ad insegnare – ha detto nettamente D’Aprile &#8211; noi questo tipo di scuola la rimandiamo al mittente.</p>
<p><strong>Due passaggi della relazione</strong> sono stati dedicati al contratto e al precariato dapprima sfruttato e poi umiliato con forme di reclutamento che prediligono il sapere nozionistico a quello critico e i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti – ha detto D’Aprile sottolineando la netta contrarietà della Uil Scuola al sistema della chiamata diretta, abolito di fatto per via contrattuale.</p>
<p><iframe title="Congresso, D&#039;Aprile: &quot;Sulla scuola bisogna fare presto e bene&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/brFGNmyWMzI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’andamento degli stipendi</strong> non ha coperto l’aumento del costo della vita – ha messo in evidenza-. <strong>Il trend degli ultimi anni</strong> (dati Istat) mostra che il personale della scuola non ha beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a PIL crescente.<br />
Con il rallentamento del PIL, e attualmente, in assenza di rinnovo contrattuale, la situazione è diventata ancor più critica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il rischio è che i nuclei familiari</strong> che finora erano poco sopra alla soglia di povertà vadano ad allargare la platea di coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progresso delle retribuzioni e il passaggio a una ripresa sostenibile richiedono uno Stato centrale determinato.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;aumento degli stipendi</strong> di tutti i lavoratori della scuola è per noi un obiettivo irrinunciabile.<br />
E non soltanto per raggiungere i livelli dei colleghi europei ma proprio per riconoscere il lavoro fatto in classe e a scuola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è più sostenibile – precisa &#8211; la differenziazione stipendiale tra docenti appartenenti a ruoli diversi a maggior ragione in presenza dello stesso titolo di studio. La funzione del docente rimane tale anche tra gradi di scuola diversi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanto al tema scelto per il congresso</strong>, D’Aprile osserva: <strong>Rispetto </strong>non è una semplice parola, perché sarebbe molto riduttivo. E’ per me, invece, un importante principio di vita; è un valore<strong> </strong>su cui si dovrebbe basare qualsiasi relazione umana.<br />
E’ un sentimento di stima, di riguardo; è un modo di relazionarsi in cui si dà valore alle persone, al loro pensiero, alle loro azioni.  Rispetto implica fare attenzione a tutto ciò che ci circonda sia esso umano o materiale; è l’opposto di indifferenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Al link, la relazione integrale del Segretario generale Uil Scuola. </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-daprile-sulla-scuola-bisogna-fare-presto-e-bene/">Congresso 2022: D’Aprile: sulla scuola bisogna fare presto e bene.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Congresso 2022: il programma delle tre giornate</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-2022-il-programma-delle-tre-giornate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 13:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>
		<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=19971</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2° Congresso nazionale della Federazione Uil Scuola Rua si terrà dal 21 al 23 settembre presso il Marriot Park Hotel a Roma. È prevista la presenza di oltre 700 persone tra delegati provenienti da tutta Italia, ospiti, autorità, quadri sindacali e delegazioni estere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-il-programma-delle-tre-giornate/">Congresso 2022: il programma delle tre giornate</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Il 2° Congresso nazionale della Federazione Uil Scuola Rua si terrà dal 21 al 23 settembre presso il Marriot Park Hotel a Roma. È prevista la presenza di oltre 700 persone tra delegati provenienti da tutta Italia, ospiti, autorità, quadri sindacali e delegazioni estere.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em><strong><u>21 SETTEMBRE<br />
</u></strong><strong>Nella giornata di apertura la relazione del Segretario D’Aprile. Gli interventi dei segretari scuola e gli ospiti istituzionali.<br />
Bombardieri e Angeli, la giornalista sotto scorta.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">I lavori inizieranno alle 16:00. La prima giornata si aprirà con la relazione di Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della Uil Scuola Rua, seguita dai saluti di <strong>Larry Flanagan</strong>, Presidente del Comitato Sindacale Europeo dell’Educazione (CSEE), <strong>Stefano Versari</strong>, Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione e <strong>Antonio Naddeo</strong>, Presidente Aran.</p>
<p style="font-weight: 400;">A seguire, gli interventi dei rappresentanti dei sindacati della scuola &#8211; <strong>Francesco Sinopoli</strong>, Segretario generale della Flc Cgil, <strong>Ivana Barbacci</strong>, Segretaria generale Cisl Scuola, <strong>Elvira Serafini</strong>, Segretaria generale di Snals Confsal e <strong>Rino Di Meglio</strong>, Coordinatore nazionale Gilda Unams.</p>
<p style="font-weight: 400;">I lavori della prima giornata proseguiranno con la presentazione del progetto<em> ‘Talent Antimafia’</em>, a firma di <strong>Federica Angeli</strong>, giornalista di cronaca nera e giudiziaria sotto scorta dal 2013 a seguito delle minacce mafiose ricevute mentre svolgeva un’inchiesta sulla criminalità organizzata a Ostia.</p>
<p style="font-weight: 400;">A concludere la prima giornata del Congresso, sarà il Segretario generale della UIL, <strong>Pierpaolo Bombardieri</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>22 SETTEMBRE</u></strong><strong><br />
“<em>Le scuole non sono imprese</em>”: la lezione di Nuccio Ordine. Il punto con Bombardieri, gli ospiti della politica e delle istituzioni.<br />
L’incontro con Roberto Vecchioni</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nella seconda giornata dei lavori, che inizierà alle ore 9:30, sono previsti collegamenti in diretta, interventi video, approfondimenti tematici e spazio al dibattito congressuale con gli interventi dei delegati</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad aprire i lavori sarà la lectio magistralis del <strong>Prof. Nuccio Ordine</strong>.<br />
Nella mattinata l’intervento di <strong>Pierpaolo Bombardieri</strong>, Segretario generale UIL.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel pomeriggio, la sala riunioni del Marriot Park Hotel ospiterà <em>“Sogna, ragazzo sogna”</em>, incontro a due voci tra Giuseppe D’Aprile e <strong>Roberto Vecchioni</strong>, cantautore, scrittore, poeta e insegnante per oltre trent’anni, di greco e latino al liceo classico, professione che ha svolto con una passione e un entusiasmo che riconoscono tutti i suoi studenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">A seguire, due tavole rotonde a trazione internazionale. La prima – “<em>Lingua e cultura italiana strumento di pace, democrazia e integrazione in Italia nel mondo”</em> &#8211; vedrà la presenza di <strong>Gianni Lattanzio</strong>, Segretario Generale ICPE, Istituto Cooperazione Paesi Esteri, <strong>Maria Fusco</strong>, Responsabile Ufficio Scolastico d’Italia nella città di Washington, <strong>Angelo Luongo</strong>, Responsabile Nazionale Dipartimento Estero UIL Scuola.</p>
<p style="font-weight: 400;">La seconda, <em>“L’italiano nel mondo</em>” è un focus sugli insegnanti italiani all’estero a cura di <strong>Rossana Di Bianco</strong> Responsabile Coordinamento UIL Scuola Estero. Interverranno <strong>Fabio Finotti</strong>, Direttore Istituto Italiano di Cultura New York, il senatore <strong>Fabio Porta</strong>, Commissione Esteri Senato, la senatrice <strong>Laura Garavini</strong>, Vice Presidente Commissione Esteri, e l’onorevole <strong>Fucsia Nissoli Fitzgerald</strong>, Commissione Esteri della Camera Deputati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>23 SETTEMBRE<br />
</u></strong><strong>Previdenza, dirigenza scolastica e conclusioni</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Previdenza, Dirigenti Scolastici e conclusioni: la terza e ultima giornata del Congresso nazionale (dalle ore 9:00 alle ore 13:00) si aprirà con una tavola rotonda dedicata al Fondo Espero, il fondo di previdenza della scuola. Ad affrontare il tema, <strong>Massimo Di Menna</strong> e <strong>Francesco Moretti</strong>, Presidente e Direttore del Fondo intervistati da <strong>Paolo Riggio</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">A seguire il focus “<em>La Dirigenza Scolastica – Nuovi scenari nella scuola dell’autonomia”</em> a cura di <strong>Rosa Cirillo</strong>, Responsabile nazionale del Dipartimento dei Dirigenti Scolastici.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il congresso della Federazione Uil Scuola Rua si concluderà con la definizione degli organismi statutari e <strong>l’elezione della nuova segreteria</strong> che guiderà il sindacato per i prossimi quattro anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Congresso verrà trasmesso in diretta sui canali social e sul sito della Uil Scuola:</p>
<p><strong><a href="https://www.facebook.com/UILScuolaSegreteriaGenerale" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.youtube.com/channel/UCYaAlMug4XGYrEZakQN0MYg/videos" target="_blank" rel="noopener">YouTube</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-il-programma-delle-tre-giornate/" target="_blank" rel="noopener">Sito</a> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-il-programma-delle-tre-giornate/">Congresso 2022: il programma delle tre giornate</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le risorse del PNRR contro la dispersione implicita, il nuovo indicatore creato da Invalsi.</title>
		<link>https://uilscuola.it/le-risorse-del-pnrr-contro-la-dispersione-implicita-il-nuovo-indicatore-creato-da-invalsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=18120</guid>

					<description><![CDATA[<p>Statistiche, numeri, ecco cosa è diventata la valutazione di sistema, che, invece, era stata concepita e promossa come supporto alle decisioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/le-risorse-del-pnrr-contro-la-dispersione-implicita-il-nuovo-indicatore-creato-da-invalsi/">Le risorse del PNRR contro la dispersione implicita, il nuovo indicatore creato da Invalsi.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il MI con il DM 170 del 24 giugno 2022, ha definito i criteri di riparto delle risorse del PNRR destinate alle azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, ed ha assegnato alle scuole secondarie di I e II grado 500 milioni di euro, quota parte del complessivo finanziamento di un miliardo e mezzo.</p>
<p>Il decreto, pubblicato senza alcun confronto con le parti sociali e con le Regioni, senza alcuna informativa alle organizzazioni sindacali, prevede la realizzazione di attività in favore di alunni a rischio di “fragilità degli apprendimenti”, la “<strong>dispersione implicita” </strong>in base ai risultati delle prove INVALSI.</p>
<p><strong>La dispersione implicita </strong>è la quota di studenti che <strong>terminano il loro percorso scolastico senza aver acquisito le competenze fondamentali in nessuna delle tre materie monitorate dall’Invalsi (italiano, matematica e inglese).</strong></p>
<p>Perché “<strong>dispersione</strong>”?</p>
<p>Perché questi ragazzi rischiano di avere limitate prospettive di inserimento nella società, molto simili a quelle di chi è rimasto vittima della dispersione vera e propria, ovvero della <strong>dispersione esplicita</strong>, cioè di coloro che si sono fermati al diploma di terza media. Nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%, per salire al 9,8% nel 2021, molto probabilmente a causa di lunghi periodi di sospensione delle lezioni in presenza<strong>. Nel 2022 si osserva una minima inversione di tendenza sia a livello nazionale, dove si ferma al 9,7% (-0,1 punti percentuali) sia a livello regionale.</strong></p>
<p>Secondo l’Invalsi sommando i dati, avremmo il 23,2% (13,5+9,7) di diciannovenni dispersi tra <strong>espliciti e impliciti</strong>, e inoltre – tra i maturati non considerati dispersi impliciti – un’altra percentuale di diplomati che comunque non raggiunge risultati &#8220;adeguati&#8221;, valutabile attorno al 30% abbondante.</p>
<p>Statistiche, numeri, ecco cosa è diventata <strong>la valutazione di sistema</strong>, che, invece, era stata concepita e promossa come supporto alle decisioni politiche; c’è stata la valutazione dei ritardi e degli squilibri della scuola italiana, che si è andata certamente affinando, ma è mancata la politica scolastica che ha sempre considerato gli investimenti per la scuola, solo come costi.</p>
<p>Tornando al decreto, dalla distribuzione dei 500 milioni di euro saranno escluse <strong>le scuole con percentuale inferiore all’8% perché la distribuzione si basa sulla percentuale di studenti con risultato L1 (mai esplicitato dall’INVALSI) nelle prove di italiano e matematica. </strong>Il risultato finale è che <strong>solo il 39% delle scuole italiane risulta beneficiaria dei fondi </strong>con incongruenze all’interno dei territori regionali e provinciali e con effetto paradosso: sono finanziati licei classici e non ricevono contributi gli Istituti Comprensivi appartenenti a zone in cui le percentuali della dispersione esplicita sono elevati e consolidati nel tempo. Le Scuole secondarie di secondo grado sono un numero maggiore degli Istituti Comprensivi, dove si riscontrano maggiori difficolta di apprendimenti e da dove si deve partire per il recupero; mancano i CPIA perché non si svolgono le prove INVALSI, ma anche questi Istituti sono a rischio dispersione.</p>
<p>Il decreto ministeriale (170 del 24.06.2022) attribuisce, quindi, 500 milioni di euro, risorse del PNRR, alle scuole in funzione del recente indicatore, la <strong>&#8220;dispersione implicita&#8221;, </strong>senza tener conto di altri indicatori, quali il contesto e i bisogni, la mancanza di interventi strutturali e di sistema.</p>
<p>Mariolina Ciarnella – Presidente IRASE Nazionale</p>
<hr />
<p style="padding-left: 40px;"><em>“La dispersione scolastica, così come la formazione, subisce da tempo una progressiva azione intesa a ridurla a mera materia economica, generando una prospettiva che non tiene in alcun conto la persona e il contesto in cui vive: la Scuola. Investire risorse senza un progetto di massima e senza alcun dibattito, ci sembra, con amara evidenza, solo un modo per attivare e sostenere clientele eludendo la risoluzione del problema della dispersione scolastica, grave piaga da combattere.</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Quando il criterio base si esplicita nell’offrire soldi, senza comprendere né il contesto né i bisogni, non misurabili </em><em>“un tanto al chilo” come fa l&#8217;Invalsi, siamo in presenza di un ennesimo spreco. </em><em>Non si trovano soldi per aumentare gli stipendi del personale e poi si buttano via a piene mani preziose risorse. Numerose sono le scuole che si mostrano più &#8221; attente &#8221; ai finanziamenti dedicati ad azioni straordinarie che a favorire l&#8217;ordinario. In questo solco si collocano le risorse dispensate da regioni e Stato per risolvere un problema che andrebbe osservato e approcciato nelle sue premesse e non negli effetti.</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Si punta sui progetti e si trascura l&#8217;attività di istituto che è una delle premesse per prevenire la dispersione, piuttosto che inseguirla.<br />
</em><em>È la povertà quella vera a generare anche quella formativa, ma non è così che si può invertire la tendenza. Spendere è l’approccio del governo per dimostrarci che ha affrontato il problema della dispersione scolastica, per affermare che ha agito bene sciorinandoci le risorse impegnate. Sarebbe meglio e più opportuno partire da un&#8217;idea di intervento strategico sulla base dei dati.</em></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>Il guaio è che il neo liberismo non produce idee se non omologate al pensiero unico, quello di amministrare risorse, con il modello del mercato: Il più bravo prevale gli altri soccombono.<br />
</em><em>La scuola ha un mandato che muove da principio differente: chi rischia di soccombere, se messo nelle condizioni di agire, diviene contribuito alla risoluzione del problema.<br />
</em><em>Per questo diciamo che la scuola non è un&#8217;azienda e la distribuzione delle risorse deve seguire strade diverse, magari quella dei bisogni. Viceversa si allargherà la forbice delle disuguaglianze, vero humus su cui cresce la dispersione e la povertà educativa”.</em></p>
<p style="padding-left: 40px;">Pino Turi &#8211; Segretario generale UIL Scuola</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/le-risorse-del-pnrr-contro-la-dispersione-implicita-il-nuovo-indicatore-creato-da-invalsi/">Le risorse del PNRR contro la dispersione implicita, il nuovo indicatore creato da Invalsi.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turi: per la scuola servono spazi di nuovo umanesimo</title>
		<link>https://uilscuola.it/turi-per-la-scuola-servono-spazi-di-nuovo-umanesimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 10:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=12287</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, martedì 5 ottobre, si celebra la Giornata mondiale degli insegnanti, la festa voluta nel 1994 dall’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove l’istruzione, la scienza e la cultura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/turi-per-la-scuola-servono-spazi-di-nuovo-umanesimo/">Turi: per la scuola servono spazi di nuovo umanesimo</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel suo discorso per l’inaugurazione dell’anno scolastico il Presidente Mattarella ha detto: «<em>Abbiamo una scuola di valore. Grazie alla passione degli insegnanti, alla dedizione del personale, all’impegno di voi studenti». </em>Noi della Uil Scuola lo diciamo e sosteniamo da tempo.</p>
<p>Il 21 settembre l’Esecutivo della UILSCUOLA si è espresso così: «<em>Per noi la scuola è una comunità che non è ‘produttiva’ in senso stretto, ma educante, capace di tirar fuori teste pensanti. Fatta di </em><strong><em>professionisti </em></strong><em>che hanno mostrato anche in tempi difficilissimi il valore dell’insegnamento, dell’istruzione, della scuola».</em></p>
<p>E ancora: «<em>Ciò che è stato fatto per la scuola non è stato fatto per nessun altro settore; si sono scaricate le responsabilità, le inefficienze, le politiche di tagli degli ultimi anni sulle persone che ci lavorano, e poi, sui sindacati che li rappresentano. A quei docenti che hanno svolto in trincea il loro lavoro, con continui spostamenti, con vincoli inaccettabili, con stipendi da sussistenza, in aule spesso fatiscenti, senza dispositivi di protezione, non si può continuare a puntare il dito contro e scaricagli addosso ogni inadempienza».</em></p>
<p>La tutela e la sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro è la premessa per rivendicare la libertà di espressione e di insegnamento, base di una scuola libera, laica e democratica nel segno dei valori della costituzione: «<em>Il <strong>ritorno in sicurezza a scuola</strong> passa dalla <strong>tutela dei lavoratori</strong> – aggiunge Turi – non escludiamo anche di aprire un contenzioso con l’amministrazione scolastica per tutelare i lavoratori da una insopportabile penalizzazione. E’ compito della politica – puntualizza Turi – temperare il rigore di una norma che appare profondamente ingiusta nella parte in cui definisce l’obbligo del green pass per il personale scolastico, pena la privazione della retribuzione per i lavoratori inadempienti».</em></p>
<p>Il Direttore Generale dell’UNESCO, Irina Bokova, nel messaggio ufficiale rilasciato oggi ha ribadito: “<em>Gli insegnanti costituiscono un <strong>fondamento essenziale della forza a lungo termine di ogni società</strong> – essi forniscono ai bambini, ai giovani e agli adulti le conoscenze e le competenze necessarie per soddisfare le proprie <strong>potenzialità</strong>. Tuttavia, in tutto il mondo, troppi insegnanti non hanno <strong>la libertà e il sostegno</strong> di cui hanno bisogno per svolgere il proprio lavoro, che è di vitale importanza. È per questo che il tema della Giornata Mondiale degli Insegnanti di quest’anno – “Teaching in Freedom, Empowering Teachers”  (Insegnare liberamente, rafforzare la professione docente) – ribadisce il valore degli insegnanti e riconosce le sfide che molti incontrano nel corso della loro vita professionale in tutto il mondo.</em>“</p>
<p>E’ con questi propositi e con questo approccio che rivendichiamo <strong>spazi di nuovo umanesimo</strong> che siano una bussola per orientarsi verso il nuovo e verso le nuove tecnologie, con il rispetto dell’ambiente e dell’uomo che lo abita, che non può prescindere dalla mano ferma di un insegnante.</p>
<p>E’ guardando a questi <strong>valori essenziali che non temiamo di affermare e difendere</strong> che sentiamo di poterci unire ai colleghi di tutto il mondo nel celebrare la Giornata mondiale degli insegnanti, segnalando a tutti anche l’iniziativa dell’Internazionale dell’Educazione dedicata questo anno ai colleghi che il Covid ha portato via mentre prestavano il loro insostituibile servizio per la comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/turi-per-la-scuola-servono-spazi-di-nuovo-umanesimo/">Turi: per la scuola servono spazi di nuovo umanesimo</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I documenti della politica e le scelte che servono alla scuola / Il punto politico sindacale nell&#8217;Esecutivo Uil Scuola</title>
		<link>https://uilscuola.it/i-documenti-della-politica-e-le-scelte-che-servono-alla-scuola-il-punto-politico-sindacale-nellesecutivo-uil-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 17:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Personale ATA]]></category>
		<category><![CDATA[Precari]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole private]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=12200</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scuola è ripartita: in presenza, finalmente. Ieri è stato celebrato ufficialmente il nuovo anno scolastico: in presenza. L’unico modo che reputiamo possibile nell’interesse della comunità nazionale. «La riapertura della scuola tutti in presenza non è il risultato di una routine, di un azzardo ma il risultato silenzioso che per mesi tutto il mondo della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/i-documenti-della-politica-e-le-scelte-che-servono-alla-scuola-il-punto-politico-sindacale-nellesecutivo-uil-scuola/">I documenti della politica e le scelte che servono alla scuola / Il punto politico sindacale nell&#8217;Esecutivo Uil Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La scuola è ripartita: in presenza, finalmente.</h3>
<p>Ieri è stato celebrato ufficialmente il <strong>nuovo anno scolastico</strong>: <strong>in presenza</strong>. L’unico modo che reputiamo possibile nell’interesse della comunità nazionale.</p>
<p>«La riapertura della scuola tutti in presenza non è il risultato di una routine, di un azzardo ma il risultato silenzioso che per mesi tutto il mondo della scuola ha fatto. Perché la scuola non ha mai chiuso, anche nei momenti più bui, aveva la porta aperta. E lo ha fatto perché la scuola è la più grande comunità di lavoro del Paese» ha detto il ministro Bianchi.</p>
<p>Per noi è una comunità che non è ‘produttiva’ in senso stretto, ma educante, capace di tirar fuori teste pensanti. Fatta di <strong>professionisti </strong>che hanno mostrato anche in tempi difficilissimi il valore dell’insegnamento, dell’istruzione, della scuola.</p>
<p>Se il tempo ci ha dato ragione – la didattica in presenza ha oscurato i profeti della scuola tutta sbilanciata sulle nuove tecnologie ‐ il tema della sicurezza continua ad essere divisivo.</p>
<p>Al di là della questione tamponi, che sono dispositivi di sicurezza e pertanto vanno a carico del datore di lavoro, le scuole hanno riaperto in una condizione complessivamente uguale a quella prima della pandemia.</p>
<p>Classi sovraffollate, organici, presidi sanitari e lavoratori fragili sono i temi che rimangono da affrontare e da risolvere. Il <strong>protocollo sulla sicurezza nelle scuole pubbliche </strong>(firmato e poi lasciato senza attuazione concreta: sono in questo patto le indicazioni sulla gratuità dei tamponi) e quello dello <strong>0‐6 su scuole pubbliche e private </strong>(sospeso), testimoniano una mancanza di coerenza tra azioni di ascolto e provvedimenti ministeriali.</p>
<h3>I documenti della politica e le scelte che servono alla scuola</h3>
<p>A fine aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il <strong>Pnrr</strong>: a maggio le Confederazioni hanno firmato il <strong>Patto per la Scuola al centro del Paese</strong>; la scorsa settimana il ministro Bianchi ha presentato il suo <strong>Atto di indirizzo politico </strong>alle Camere. Nelle prossime settimane il Governo dovrà affrontare i principali snodi economici della vita del Paese: il Documento di programmazione economica e finanziaria (Def) dopo la nota di aggiornamento (Nadef) per arrivare alla <strong>Legge di Bilancio</strong>. Processo incrociato con gli obiettivi del Pnrr.</p>
<p>A guardare bene tra le righe di questi provvedimenti, si legge un quadro di interventi mirato a costruire un <strong>modello di scuola </strong>molto distante da quello in cui crediamo e che abbiamo preso a riferimento. Si vuole ridurre la scuola nei suoi aspetti fondanti, quelli della didattica e della cultura, al punto di doverli rinviare all’università che ha altri compiti di natura accademica e di ricerca. Svuotare la scuola è errore drammatico.</p>
<p>Ad oggi, sia gli interventi specifici previsti dal PNRR per il sistema di istruzione, che gli atti di diretta emanazione del Ministro sono orientati ad intervenire quasi esclusivamente sulle <strong>strutture materiali </strong>(condivisibili), più sfumate e contraddittorie quelle <strong>sul personale </strong>(che ci trovano nettamente preoccupati).</p>
<p>Due temi vanno tenuti in massima attenzione: il <strong>tema della formazione </strong>che viene visto come l’elemento strategico riformatore (la scuola di Alta Formazione rappresenta la sua ambigua declinazione con l’improbabile combinazione di compente dell’Invalsi e dell’Indire completato dalla designazione di un Comitato Tecnico Scientifico con compiti di supervisione).</p>
<p>La <strong>visione dirigista</strong>, di scuola eterodiretta <em>(il middle management</em>) pensata più in continuità con la Buona Scuola, che con i diritti sanciti dalla Costituzione.</p>
<h3>Il nostro modello di scuola</h3>
<p>«<strong>La scuola insegna ad essere italiani</strong>» ha detto il Presidente Mattarella nel suo discorso.<br />
«È scritto nella nostra Costituzione. Si trova nella scuola il capitale umano necessario a una vera crescita. Economica e civile»</p>
<p>E’ la scuola della Costituzione il punto da cui partire/ripartire. E’ il modello di scuola, quello che abbiamo definito a Barbiana, poi nel contratto nazionale, che va rafforzato attraverso l’applicazione di tutti gli istituti contrattuali che ne devono dare sostanza.</p>
<p>Il Presidente Mattarella ha ribadito: «<strong>E’ la scuola l&#8217;investimento più utile e proficuo</strong>»</p>
<p>«Serve una prospettiva strategica con il PNRR per avere una scuola più moderna. Questo è l&#8217;investimento più intelligente e proficuo. La scuola è assolutamente centrale. Servono impegni concreti, progetti adeguati, assunzioni di responsabilità»</p>
<p>Una simile pianificazione attuale e prospettica, sia normativa che finanziaria, troverà il pieno e convinto sostegno della Uil Scuola.</p>
<p>Il nostro impegno va nella direzione di dare continuità al lavoro avviato dando risposte alle criticità più grandi: precariato, trattamento giuridico ed economico di tutto il personale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Alla vigilia di appuntamenti decisivi per l’individuazione delle <strong>risorse finanziarie aggiuntive </strong>a quelle già esistenti (Def, Nadef, Legge di Bilancio, Atto di indirizzo all’Aran) il <strong>nodo contrattuale </strong>riveste grande importanza.</p>
<p>A molte soluzioni trovate dal personale in pandemia va data risposta strutturale, così come molti istituti contrattuali vanno definiti sulla base di mutate esigenze lavorative.</p>
<p><strong>Risorse adeguate </strong>e <strong>flessibilità normativa </strong>saranno i punti di riferimento per un negoziato che ancora, concretamente, stenta a partire, ma in un quadro che sia quello della comunità, della partecipazione democratica della scuola, del pluralismo e della libertà di insegnamento che sostanzia il modello costituzionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’Esecutivo nazionale della Uil Scuola</strong>, riunito in remoto, su piattaforma Webex, il 21 settembre 2021, approva all’unanimità il documento per punti, parte integrante della relazione, del dibattito e delle conclusioni.</p>
<p>L’Esecutivo Uil Scuola delega la Segreteria Nazionale a definire le Linee guida per il rinnovo del Contratto nazionale che saranno precedute ed accompagnate da una ampia e capillare consultazione della categoria.</p>
<p>Una fase di ascolto e confronto nelle assemblee sarà propedeutica anche per sostenere gli obiettivi del documento, supportata da una mobilitazione dell’insieme della categoria, finalizzata a ottenere nella Legge Finanziaria, le risorse per il rinnovo dei contratti di tutto il personale della scuola e per portare a soluzione la situazione dei docenti precari con 36 mesi di servizio e dei Dsga facenti funzione, rimaste attualmente irrisolte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/i-documenti-della-politica-e-le-scelte-che-servono-alla-scuola-il-punto-politico-sindacale-nellesecutivo-uil-scuola/">I documenti della politica e le scelte che servono alla scuola / Il punto politico sindacale nell&#8217;Esecutivo Uil Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riduzione dell’organico di sostegno e formazione obbligatoria dei docenti: non ci siamo proprio.</title>
		<link>https://uilscuola.it/riduzione-dellorganico-di-sostegno-e-formazione-obbligatoria-dei-docenti-non-ci-siamo-proprio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 14:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=12116</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un terno al lotto la progettazione tutta teorica, spinta al risparmio e alla riduzione di personale docente specializzato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/riduzione-dellorganico-di-sostegno-e-formazione-obbligatoria-dei-docenti-non-ci-siamo-proprio/">Riduzione dell’organico di sostegno e formazione obbligatoria dei docenti: non ci siamo proprio.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’informativa sulla bozza di decreto relativo al <strong><em>Gruppo Inclusione Territoriale</em></strong> (GIT)  e ai <strong><em>Centri Territoriali di Supporto</em></strong><em> (</em>CTS)  nonché la <strong><em>contrattazione integrativa inerente le risorse da destinare al GIT</em></strong> per l’anno scolastico 2021/22 sono state al centro dell’incontro tra l’amministrazione, rappresenta dal Direttore generale Dr. Ponticiello, e le organizzazioni sindacali.<br />
Per la Uil scuola ha partecipato Pasquale Proietti, per l’IRASE Matteo Del Nobile.</p>
<p>La bozza di Decreto Interministeriale (MEF/Istruzione) definisce le modalità di funzionamento del GIT, la composizione, le modalità di selezione dei componenti, la sede e la durata degli incarichi. Verrà costituito un GIT per ogni Ambito Territoriale Provinciale o città metropolitana.</p>
<p>A livello provinciale verrà selezionato un docente esperto, da utilizzare nel GIT, ogni 23 scuole presenti nel territorio. Il GIT è composto da uno o più docenti esperti, sulla base del numero delle scuole, e dal Dirigente Tecnico o dal Dirigente Scolastico che lo presiede e coordina (a queste figure non spetta alcun compenso). Il GIT, dalla sua costituzione, dura in carica per tre anni. Supporta le scuole nella definizione del PEI. Per lo svolgimento di ulteriori compiti è integrato dalle associazioni maggiormente rappresentative nel settore, dagli EE.LL. e dalle ASL.</p>
<hr />
<p><strong><em>Selezione dei docenti esperti</em></strong></p>
<p>Possono accedere alla procedura i docenti specializzati e in servizio su posti di sostegno a tempo indeterminato che abbiano superato il periodo di prova. Le modalità di selezione consistono nella valutazione dei titoli presentati dai candidati (Allegato 2) e in un colloquio. Le graduatorie hanno validità triennale.</p>
<p>I docenti componenti del GIT non sono esonerati dal servizio, spetta loro un compenso per le funzioni svolte. Le risorse complessivamente previste ammontano a 2.670.000 euro di cui 670.000 relative all’anno 2020 e 2.000.000 all’anno 2021. L’importo complessivo verrà distribuito a livello regionale sulla base del numero dei docenti componenti del GIT. La retribuzione individuale dei docenti verrà effettuata sulla base di parametri ancora oggetto di confronto tra le parti.</p>
<p>Nel prossimo incontro, in programma per lunedì 20 settembre, si dovrebbe decidere se si va verso un compenso orario fisso o se si opta per un compenso forfettario legato alla complessità.</p>
<hr />
<p><strong><em>Centri Territoriali di Supporto (CTS)</em></strong></p>
<p>Un decreto del ministro dell’istruzione individuerà scuole di riferimento per consulenze, formazione, collegamento e monitoraggio a supporto dei processi di inclusione. Verrà individuato un CTS per ogni Ambito Territoriale Provinciale. Nelle città metropolitane potranno essere anche in numero maggiore.</p>
<hr />
<p><strong><em>La posizione della UIL Scuola</em></strong></p>
<p>Quelli elencati sopra sono aspetti tecnici di un problema politico.<br />
Per quanto ci riguarda restano due aspetti che sono prettamente politici: la riduzione dell’organico di sostegno e la formazione obbligatoria dei docenti.  Se le riforme sono tutte come queste dobbiamo preoccuparci e reagire.</p>
<p>Abbiamo già contestato queste scelte alla ministra Azzolina. Dal ministro Bianchi ci saremmo aspettati un cambio di rotta che non c’è stato. Si continua sulla strada tracciata dalla contestata Legge 107/15.<br />
Non si tiene conto che il metodo di inclusione che abbiamo in Italia è materia di studio da parte di altri Paesi europei.</p>
<p>In passato, delegazioni di docenti francesi e olandesi, nostri ospiti, sono venuti a visitare le scuole italiane per studiare e capire i nostri metodi di inclusione. Ora si fa un salto indietro mettendo in discussione qualcosa che funziona e che altri ci vogliono copiare.<br />
Sia il governo precedente che l’attuale applicano in modo asettico la Legge 107/15. La legge più contestata degli ultimi cinquanta anni, soprattutto da alcuni partiti dell’attuale maggioranza di governo.</p>
<p>Come prevede in maniera inequivocabile la relazione tecnica allegata alla Legge di Bilancio, da un lato si tagliano posti di sostegno in organico di diritto, 1.800 subito e 5.000 all’anno per il futuro, dall’altro si scarica tutto sugli insegnanti della classe costringendoli ad una formazione specifica, con la presunzione di compensare (in astratto) ciò che si toglie a singolo alunno/a (subito e in concreto).</p>
<p>Come prevede la circolare ministeriale n. 40/21, siamo di fronte alla rottura del rapporto sinallagmatico gravità/rapporto 1/1, all’esenzione da alcune materie (si torna alla differenziazione). Il tutto compensato attraverso risorse professionali interne alla classe.</p>
<hr />
<p><strong><em>Formazione obbligatoria</em></strong></p>
<p>Si introduce l’obbligo di formazione per i docenti che insegnano in classi con presenza di alunni con disabilità. Quindi se un docente, del tutto casualmente, si trova a lavorare in una di queste classi è obbligato a formarsi, altrimenti no. Un terno al lotto di una progettazione tutta teorica, spinta al risparmio e alla riduzione di personale docente specializzato.</p>
<p>In tema di obblighi, è appena il caso di ricordare che l’art. 64 del CCNL stabilisce che la formazione è un diritto del docente e che l’art. 22 ha reintrodotto la contrattazione nazionale sui criteri di ripartizione delle risorse.</p>
<p>Alla luce di questo, per la Uil le 25 ore di formazione sul sostegno devono necessariamente rientrare nell’orario di servizio, pertanto, nelle 40 ore funzionali all’insegnamento deliberate dal collegio docenti.</p>
<p>La conclusione di tutto porta a constatare che un docente che ha sostenuto e superato il concorso per insegnare lettere o matematica, suo malgrado, si ritroverà ad insegnare su posto di sostegno.</p>
<p>Alla fine, oltre ai docenti, i più danneggiati saranno i ragazzi che, a forza di tagli, avranno sempre meno docenti specializzati. Una cosa che colpisce è il silenzio assordante che è calato su tutta questa materia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/riduzione-dellorganico-di-sostegno-e-formazione-obbligatoria-dei-docenti-non-ci-siamo-proprio/">Riduzione dell’organico di sostegno e formazione obbligatoria dei docenti: non ci siamo proprio.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Covid / Scuole italiane all&#8217;estero: il punto nel seminario internazionale Uil Scuola</title>
		<link>https://uilscuola.it/covid-scuole-italiane-allestero-il-punto-nel-seminario-internazionale-uil-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 11:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=11995</guid>

					<description><![CDATA[<p>Solo in Italia le sanzioni agli insegnanti. La Turchia ha già deciso: tamponi gratuiti per il personale della scuola.In Spagna dimezzato il numero di alunni nelle scuole del primo ciclo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/covid-scuole-italiane-allestero-il-punto-nel-seminario-internazionale-uil-scuola/">Covid / Scuole italiane all&#8217;estero: il punto nel seminario internazionale Uil Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sanzione agli insegnanti non vaccinati è misura introdotta solo in Italia – è questo il dato emerso dal seminario internazionale che si è svolto oggi pomeriggio on line con i rappresentanti delle scuole italiane all’estero.</p>
<p>Un quadro fatto di fusi orari, di classi e scuole che tra loro hanno regole diverse: nelle scuole italiane all’estero – puntualizza <strong>Giuseppe D’Aprile</strong> che ha aperto e coordinato i lavori dell’incontro – valgono le regole italiane, negli spazi comuni valgono del paese ospitante. Questo per una regola non scritta – osserva D’Aprile – visto che nessuna misura o protocollo è stato concordate con queste scuole che hanno personale italiano.</p>
<p>La questione dei tamponi – a voler guardare le posizioni prese negli altri Paesi – ci fa sobbalzare. Persino il Meb – il ministero dell’istruzione turco – ha raccontato ai colleghi la rappresentante di un liceo di <strong>Istanbul</strong>, &#8211; ha emanato una norma, venerdì scorso per tutto il personale della scuola, che prevede tamponi gratis in ospedale ogni 72 ore.</p>
<p>Nessun green pass invece ad <strong>Addis Abeba</strong>, dove al personale vengono comunque garantiti i tamponi.</p>
<p>Tra le misure di prevenzione, la <strong>Spagna</strong> ha deciso di dimezzare il numero di alunni per classe – proposta osserva D’Aprile &#8211; quella di diminuire il numero di alunni delle prime classi di ogni ordine di scuola che la Uil scuola ha fatto più volte, rimasta inascoltata dal precedente ministro e da quello attuale.</p>
<p>Il personale delle scuole italiane all’estero – ha detto il Responsabile nazionale del Dipartimento Uil Scuola Estero, <strong>Angelo Luongo</strong> – va tutelato e protetto in modo specifico. Appare non più rinviabile un intervento per loro da parte dei ministeri dell’Istruzione e degli Esteri, finalizzato a garantire a personale e studenti italiani le migliori condizioni di lavoro e sicurezza.</p>
<p>Siamo sempre più convinti che il tema della tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro è tema che riguarda tutti. I costi non possono che ricadere a carico dello Stato.<br />
La diversità di situazioni in atto – aggiunge D’Aprile – mostra chiaramente quanto una moratoria sui tempi sia mezzo utile per definire procedure certe e consegnare alle scuole strumenti, anche normativi, per la tutela della salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/covid-scuole-italiane-allestero-il-punto-nel-seminario-internazionale-uil-scuola/">Covid / Scuole italiane all&#8217;estero: il punto nel seminario internazionale Uil Scuola</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lettera di Auguri a Edgar Morin</title>
		<link>https://uilscuola.it/lettera-di-auguri-a-edgar-morin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 15:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[IRASE]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=11535</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere è il mestiere che voglio insegnargli</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/lettera-di-auguri-a-edgar-morin/">Lettera di Auguri a Edgar Morin</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BUON COMPLEANNO MAESTRO!</strong><br />
<a href="https://www.irasenazionale.it/2021/07/08/lettera-di-auguri-a-edgar-morin/">Ti rivolgo gli auguri</a> con l’incipit del tuo saggio “<em>Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione”</em>. Non è una tua frase e tu lo dici, l’hai ripresa da Rousseau.</p>
<p><em>Che bella sorpresa il libro!</em> Mi aspettavo un trattato sull’educazione ed invece è un testo introspettivo, sulla capacità di ben vivere. In realtà, precisi subito che l’arte della vita non si insegna ma un buon educatore può aiutare ad impararla attraverso strumenti – soprattutto di pensiero – che permettano alla complessità che caratterizza inevitabilmente il reale, di essere accolta, in modo da affrontare le contraddizioni senza evitarle, superando le<strong> “alternative giudicate insuperabili”</strong>.<br />
Senza regole precise ma indagando la complessità fino a trovare interconnessioni, <em>fino a legare i saperi e i pensieri… </em><strong>per insegnare a vivere.</strong> <strong>Vivere inteso non solo come essere in vita, come sopravvivere,</strong> ma inteso come poter compiere le proprie inclinazioni, i propri talenti e le proprie attitudini, poter <strong><em>“essere bene”.<br />
</em></strong>La riforma del pensiero, quindi, per te, deve essere accompagnata da una riforma della vita che conduce verso il ben-vivere, espressione che tu utilizzi per esplicitare lo scopo della riforma dell’educazione.<br />
Al centro di quello che tu proponi come impianto scolastico c’è il rapporto insegnante alunno:</p>
<blockquote><p><em><strong>“ritrovare una missione insostituibile, quella della presenza concreta, della relazione da persona a </strong></em><em><strong>persona, del dialogo con l’allievo per la trasmissione di un fuoco sacro e per la delucidazione reciproca </strong></em><em><strong>di malintesi”</strong></em></p></blockquote>
<p>E poi è bellissimo quando dici, così come scriveva Rousseau:</p>
<blockquote><p><em><strong>“per insegnare c’è bisogno dell’Eros, cioè dell’amore. </strong></em><em><strong>E’ la passione dell’insegnante per il suo messaggio, per la sua missione, per i suoi allievi che garantisce </strong></em><em><strong>un’influenza possibilmente salvifica, che fa sbocciare una vocazione da matematico, da scienziato, da letterato”</strong></em></p></blockquote>
<p>E questo significa che bisogna rivedere il modo di insegnare, rivedere la didattica.</p>
<blockquote><p><strong><em>“E’ tutto il sistema di educazione contemporaneo, fondato sul modello disciplinare dell’università e sulla </em><em>disgiunzione fra scienza e cultura umanistica, che bisogna nello stesso senso rivoluzionare”</em></strong></p></blockquote>
<p>Devi sapere, però, che la pandemia ha portato gli insegnanti a dover imparare in meno di tre mesi “il pensiero digitale” per cui abbiamo compreso meglio quanto tu scrivi con la metafora del “Direttore d’orchestra” che deve invertire il corso stesso delle lezioni.</p>
<blockquote><p><strong>“L’insegnante non distribuisce più come priorità il sapere agli allievi. Una volta fissato il tema </strong><strong>di un compito o di un’interrogazione orale, sta all’allievo trarre da Internet, dai libri, dalle riviste </strong><strong>e da tutti i documenti utili la materia del compito o dell’interrogazione e presentare il suo sapere </strong><strong>all’insegnante. E quindi sta a quest’ultimo, vero direttore d’orchestra, correggere, commentare, apprezzare </strong><strong>l’apporto dell’allievo, per arrivare, nel dialogo con i suoi allievi, a una vera sintesi riflessiva del </strong><strong>tema trattato&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p>Gli insegnanti in questo periodo, così particolare, hanno veramente rivisto il modo di fare didattica e sarai contento di saperlo e lo avrai anche accertato.</p>
<p><strong>BUON COMPLEANNO MAESTRO!<br />
</strong>Come regalo ti presento una delle tante <a href="https://www.irasenazionale.it/wp-content/uploads/2021/07/Diario-di-bordo-outdoor-education-I.C-Rita-Levi-Montalcini.pdf"><strong>buone pratiche di didattica</strong> </a>che sono state organizzate dalle Scuole, per non lasciare soli gli alunni e le famiglie, la didattica cooperativa, laboratoriale che fa parte del tuo manifesto e che ci auguriamo diventi il nodo centrale del processo riformatore.</p>
<p>Mariolina Ciarnella<br />
Presidente IRASE</p>
<hr />
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11536 alignleft" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/07/IC-Levi-Montalcini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/07/IC-Levi-Montalcini-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/07/IC-Levi-Montalcini.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8230;“All’inizio di questo anno scolastico, nel mio quartiere, mi ero guadagnata il titolo di “Preside della scuola senza banchi”. Al fine di permettere la frequenza a tutti gli alunni all’interno dei plessi <em>scolastici (evitando dislocazione in altri edifici non scolastici che avrebbe aggravato il disagio per i genitori), durante i mesi estivi, insieme al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione avevo previsto che l’unica soluzione fattibile erano i banchi monoposto. Ma il ritardo della consegna dei banchi aveva deluso le aspettative delle famiglie. I bambini e i ragazzi erano ugualmente felici perché finalmente erano ritornati a scuola. Per me e per il personale scolastico non è stato facile lavorare tra critiche, sterili polemiche e anche qualche insulto gratuito. Poi sono arrivati i banchi, le sedie nuove… e poi le quarantene. Improvvisamente i bambini e i ragazzi si sono ritrovati a vivere questa nuova esperienza.<br />
Nessun problema. <a href="https://www.irasenazionale.it/wp-content/uploads/2021/07/Diario-di-bordo-outdoor-education-I.C-Rita-Levi-Montalcini.pdf">La scuola non si è fermata mai</a>, ha sofferto e continua a soffrire, ma ha subito capito che una didattica diversa dal solito si può fare. È stato infatti sufficiente ripensare spazi e tempi, consolidare il rapporto tra l’istituzione scolastica e il territorio, interrogarsi sul senso più completo di fare scuola.<br />
<strong>Maria Pia Foresta<br />
</strong>Dirigente Scolastica IC Rita Levi Montalcini<br />
</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/lettera-di-auguri-a-edgar-morin/">Lettera di Auguri a Edgar Morin</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
