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	<title>Pino Turi Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<description>Federazione Uil Scuola RUA</description>
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	<title>Pino Turi Archivi - UILSCUOLA</title>
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		<title>Un anno di SCUOLA: le date da ricordare nel 2021-22</title>
		<link>https://uilscuola.it/un-anno-di-scuola-le-date-da-ricordare-nel-2021-22/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 13:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
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		<category><![CDATA[ultimo giorno di scuola]]></category>
		<category><![CDATA[un anno di scuola. anno scolastico 2021-22]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ripercorriamo le date fondamentali di quest’anno scolastico appena concluso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/un-anno-di-scuola-le-date-da-ricordare-nel-2021-22/">Un anno di SCUOLA: le date da ricordare nel 2021-22</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È stato l’anno della ripartenza, della didattica in presenza, delle elezioni Rsu e dei Congressi.<br />
Ma è stato anche l’anno della fine dello stato di emergenza, l’anno del PNRR Istruzione, della guerra in Ucraina, degli scioperi nazionali della scuola e della riapertura della trattativa per il rinnovo del contratto.</em></p>
<p><em>Ripercorriamo le date fondamentali di quest’anno scolastico appena concluso. </em></p>
<p><strong>Indice </strong></p>
<p><strong><u>Settembre 2021: Gli auguri di Mattarella e il Green pass nelle scuole che ripartono</u></strong></p>
<p><strong><u>Ottobre 2021: La Conferenza nazionale di Fiuggi e l’impegno per la proroga dell’organico Covid</u></strong></p>
<p><strong><u>Novembre 2021: Finanziaria: arriva (e se ne va) la ‘dedizione’. Alla scuola solo lo 0,62%.</u></strong></p>
<p><strong><u>Dicembre 2021: Adesso Basta: la scuola si ribella</u></strong></p>
<p><strong><u>Gennaio 2022: La difficile riapertura delle scuole e lo stallo del non-contratto sulla mobilità</u></strong></p>
<p><strong><u>Febbraio 2022: “Basta morti per scuola!”</u></strong></p>
<p><strong><u>Marzo 2022: Fine dello stato di emergenza. Il fallimento dei concorsi e </u></strong></p>
<p><strong><u>Aprile 2022: Elezioni RSU: 160 mila volte grazie</u></strong></p>
<p><strong><u>Maggio 2022: Sciopero nazionale della scuola: sciopera un lavoratore su 5. </u></strong></p>
<p><strong><u>Giugno 2022: Si chiude l’anno scolastico. Riparte la trattativa per il rinnovo del contratto</u></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>SETTEMBRE 2021 | MATTARELLA </strong></h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-16914 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/41322-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/41322-1-300x200.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/41322-1.jpg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>10/09: Il Green Pass viene esteso all’interno della scuola<br />
</strong>Il decreto approvato dal governo amplia ulteriormente l&#8217;utilizzo della certificazione verde negli istituti. Turi commenta: “Non ci siamo. Il decreto sul Green Pass complica senza risolvere e andrà ad aggravare la gestione di un sistema già complesso”.</p>
<p><strong> </strong><strong>14/09: Riprende la scuola in presenza. La parola che cerchiamo è fiducia</strong></p>
<p>Turi: “La comunità scolastica ha mostrato negli ultimi anni un senso civico, una responsabilità e una capacità di risposta alle emergenze che va rispettata.</p>
<p><strong>20/09: Mattarella inaugura l’anno scolastico: “La scuola insegna ad essere italiani”</strong></p>
<p>“La scuola è ossigeno per la società e il suo funzionamento è lo specchio del Paese”.</p>
<p><strong>21/09: Esecutivo UIL Scuola: le scelte fondamentali che servono alla scuola</strong></p>
<p>Classi sovraffollate, organici, presidi sanitari e lavoratori fragili sono i temi che rimangono da affrontare e da risolvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>OTTOBRE 2021 | DIFESA DEL PERSONALE </strong></h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-16913 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/0c79edfc-753d-469f-82ba-532ce93ba8df-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/0c79edfc-753d-469f-82ba-532ce93ba8df-300x169.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/0c79edfc-753d-469f-82ba-532ce93ba8df-1024x577.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/0c79edfc-753d-469f-82ba-532ce93ba8df-768x433.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/0c79edfc-753d-469f-82ba-532ce93ba8df.jpg 1136w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>19-20/11: Si tiene a Fiuggi la conferenza nazionale dei Segretari regionali UIL Scuola</strong><br />
Turi: La parola chiave per il rinnovo del contratto è risorse. Combatteremo in ogni modo lo sfruttamento, la UIL Scuola e tutti i sindacati dovranno dimostrare di essere in grado di mobilitarsi per garantire i diritti dei lavoratori.</p>
<p><strong>20/11: Scuola, prorogato Organico Covid. E il personale ATA? </strong></p>
<p>Turi: <em>sviste amministrative su settori cruciali per il Paese. Guardiamo con attenzione manovra di Bilancio per il rinnovo del contratto scuola e lì non saranno ammesse distrazioni.</em></p>
<h3><strong>NOVEMBRE 2021 | DEDIZIONE</strong></h3>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-16911 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-300x169.jpeg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-768x432.jpeg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8/11: Mobility Manager scolastico: il MI illustra le linee guida. Per la Uil Scuola è una invenzione inutile, perfino dannosa</strong></p>
<p><em>Si guarda ai docenti per funzioni che nulla hanno a che fare con l’azione didattica. L’ennesimo tentativo di introdurre nella scuola figure amministrative a costo zero. </em>Il Mobility Manager verrà poi bocciato a fine novembre dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.</p>
<p><em> </em><strong>12/11: Finanziaria 2022: non basta la professionalità, adesso ci vuole la dedizione</strong></p>
<p>E’ una brutta sorpresa per la scuola: nel testo bollinato della Legge Finanziaria dei 33 miliardi della manovra andranno al sistema nazionale di istruzione 260 milioni di euro. Una quota che non garantirà nemmeno gli aumenti contrattuali attesi.</p>
<p><strong>23/11: Parte la mobilitazione del personale della scuola</strong></p>
<p>Rinnovo contrattuale, precariato, Organico Covid, classi sovraffollate e misure a costo zero disattese. Questi i temi i principali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>DICEMBRE 2021 | PROTESTA</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16909 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-2-1024x768-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-2-1024x768-1-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-2-1024x768-1-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-2-1024x768-1.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>10/12: Sciopero generale della scuola</strong></p>
<p>Manifestazioni in tutta Italia, scioperano oltre 100 mila lavoratori. Turi: “In una manovra da 33 miliardi si è deciso di destinare agli insegnanti italiani lo 0,62%. E non a tutti, solo a quelli che dimostrano dedizione. Questo sciopero vuole ridare dignità a tutto il personale della scuola che è sotto attacco da due decenni.</p>
<p><strong>27/12: Legge di bilancio: 180 milioni aggiuntivi per la scuola</strong></p>
<p>I fondi sono il frutto dell’azione politica dei sindacati che l’hanno supportata con gli scioperi del 10 e del 16 dicembre. Restano alle forze politiche le mancette che, come nelle peggiori tradizioni di governo, attuano tanti piccoli interventi nessuno dei quali risolutivo.</p>
<p><strong>28/12: Supplenze Covid: prorogati tutti i contratti in essere sino al 31 marzo 2022</strong></p>
<p>La UIL Scuola ha manifestato la propria soddisfazione perché il Governo ha accolto una delle richieste poste a base dello “stato di agitazione” prima e dello sciopero del 10 dicembre scorso poi, che consentirà alle scuole di poter continuare a funzionare <em>in presenza</em>.</p>
<h3><strong>GENNAIO 2022 | NON-CONTRATTO</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16820 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi-300x272.jpg" alt="" width="300" height="272" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi-300x272.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi-1024x927.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi-768x696.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi-1536x1391.jpg 1536w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/foto-turi.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8/01: La difficile riapertura delle scuole. Turi: “Sulla pandemia ancora gli stessi errori. Vogliamo dati dei contagi”</strong></p>
<p>“<em>È difficile pensare ad un futuro della scuola se non si risolvono il problema del precariato e il problema dello sfruttamento del lavoro delle persone. L’Organico Covid, vissuto come una vittoria, in realtà rappresenta un elemento di sfruttamento, dal momento che non lascia alcuna prospettiva di futuro.</em></p>
<p><strong>21/01: Il diciottenne Lorenzo Parelli muore durante uno stage gratuito<br />
</strong>Uil Scuola: Non si può morire per andare a scuola. La morte di Lorenzo è un dramma senza precedenti”. Torna tristemente d’attualità il tema dell’alternanza scuola lavoro.</p>
<p><strong>31/01: Mobilità: un “Non contratto”. La UIL Scuola non firma e apre il contenzioso<br />
</strong><em>Sono 800 mila i docenti discriminati da blocchi triennali a ripetizione. Il blocco anche per i Dsga.</em> Un non contratto: questa la definizione che si vuole dare al diamo del testo sulla mobilità.  Un pasticcio tutto burocratico che invece di garantire trasparenza e diritti, li diversifica per annate e per situazioni soggettive che poco hanno a che fare con un contratto collettivo.</p>
<h3><strong>FEBBRAIO 2022 |LEGALITA’</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-13672 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/02/stati-generali-scuola-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/02/stati-generali-scuola-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/02/stati-generali-scuola-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/02/stati-generali-scuola.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>14/02: morte Giuseppe Lenoci, studente alternanza scuola lavoro<br />
</strong>Nuovo incidente sul lavoro per uno studente di 16 anni che frequentava uno stage formativo presso una ditta locale, il secondo dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</p>
<p><strong>18/02: Gli studenti protestano agli Stati Generali dell’Istruzione: “Basta morti per scuola, no alla concorrenza, sì all’educazione”<br />
</strong>Turi: “La protesta degli studenti rappresenta un grido al quale vogliamo e dobbiamo unirci. Noi come sindacato della scuola siamo con loro e attraverso l’azione sindacale e contrattuale sosterremo il rilancio del settore sul modello partecipato e democratico che è alla base della loro mobilitazione”.</p>
<p><strong>22/02: Annunciate le date ufficiali delle elezioni Rsu</strong><br />
Si voterà dal 5 al 7 aprile. Turi: “Il rinnovo delle RSU è un bagno di democrazia: contrattazione, confronto, dialogo, partecipazione, trasparenza, pluralismo sono le parole che caratterizzano l’azione della Uil Scuola nelle scuole”.</p>
<h3><strong>MARZO 2022 | ORGANICO COVID</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16912 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14-1024x768.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14-1536x1152.jpg 1536w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1a17b34c-1ebf-4a2a-bcdf-9098d3c85a14.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>10/03: Consiglio Nazionale Uil Scuola: parte ufficialmente il percorso congressuale<br />
</strong>“Identità, coerenza, squadra. Davanti a noi abbiamo mesi difficili ma entusiasmanti in cui dimostreremo, ancora una volta, di essere un sindacato di massa, un punto di riferimento stabile”.<br />
Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione ad ospitare il congresso regionale. Chiude la Lombardia il 13 giugno. Il Congresso Nazionale Uil Scuola si svolgerà dal 21 al 23 settembre all’Hotel Marriot di Roma.</p>
<p><strong>18/03: Conferma Organico Covid: un provvedimento che restituisce serenità alle scuole e ai lavoratori</strong><br />
La decisione assunta dal Governo ieri di proroga dei contratti Covid è sicuramente opportuna e necessaria. Confermare i contratti dei 55.000 dipendenti della scuola, docenti e ATA, è un’azione che consentirà alle scuole di funzionare meglio in una fase in cui l’emergenza epidemiologica non è ancora superata.</p>
<p><strong>24/03: Manifestazione Fridays for Future: contro guerra e cambiamento climatico<br />
</strong>La Uil Scuola c<em>ondanna la guerra e conferma l’impegno umanitario.</em><strong> La scuola luogo di fiducia. Il ruolo straordinario degli insegnanti per rispondere all’appello per la tutela del Pianeta.</strong></p>
<h3><strong>APRILE 2022 | RSU</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16906 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert-300x169.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert-1024x577.png 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert-768x433.png 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert-1536x865.png 1536w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/marketing-expert.png 1640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>5,6, 7 aprile: Elezioni RSU. La Uil Scuola cresce ancora.</strong><br />
I risultati delle elezioni RSU 2022 restituiscono un quadro molto significativo: la proiezione elettorale, su un campione rappresentativo del 60% di scuole, vede la Uil scuola posizionarsi al 18,4% delle preferenze. L’esito delle votazioni rafforza l’azione di un sindacato libero e laico e favorirà, con le tante RSU elette, la trasparenza, la tutela dei diritti e la qualità della scuola.<em> Turi: “Grande orgoglio e responsabilità. Confermato il trend di crescita dei consensi. Siamo l’unico sindacato a non aver mai subito flessioni in tutte le sei elezioni”.</em></p>
<p><strong>19 aprile: Reclutamento docenti, Turi: “Riforma inattuabile e ideologica. Basta tagli sulla scuola”<br />
</strong>“È una controriforma inattuabile che estende i problemi dei precari ai docenti di ruolo. Grave che non ci sia stato alcun confronto, ma il sindacato non resterà alla finestra a guardare”.</p>
<p><em> </em><strong>28 aprile: Classi sovraffollate: il tentativo di decongestionamento si rivela un bluff</strong><br />
Fallisce uno degli obiettivi del PNRR inserito anche nella Legge di Bilancio. Nessun investimento, solo razionalizzazione dell’esistente.</p>
<h3><strong>MAGGIO 2022 | GPS </strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16789 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/05/sciopero-30-maggio-piazza-santi-apostoli-scuola-11-258x300.jpg" alt="Riflessioni sciopero" width="258" height="300" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/05/sciopero-30-maggio-piazza-santi-apostoli-scuola-11-258x300.jpg 258w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/05/sciopero-30-maggio-piazza-santi-apostoli-scuola-11-879x1024.jpg 879w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/05/sciopero-30-maggio-piazza-santi-apostoli-scuola-11-768x895.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/05/sciopero-30-maggio-piazza-santi-apostoli-scuola-11.jpg 994w" sizes="auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px" /></p>
<p><strong>2/05: Parte la mobilitazione della scuola</strong><br />
Prende il via una grande mobilitazione che parte dai lavoratori per arrivare a coinvolgere l’intera comunità educante, che si vede ridurre l’ambito di autonomia di rilevanza costituzionale così come la libertà di insegnamento che rischia di subire inaccettabili condizionamenti.</p>
<p><strong>6/05: Assemblea Unitaria RSU</strong><br />
Turi: «La scuola è ancora una volta sotto attacco, lavoriamo tutti insieme con solidarietà e unità.<br />
Abbiamo bisogno di capire come contrastare tutti insieme questo decreto che avvicina sempre di più la scuola ad un centro di formazione professionale. La scuola non è del Governo è dello Stato».</p>
<p>«Questo provvedimento è la seconda puntata della legge 107 del 2015, la famosa Buona Scuola.<br />
La scuola si sta trasformando in un’azienda e sta perdendo la sua vera natura.</p>
<p><strong>12/05: </strong><strong>Aggiornamento GPS: Le istanze aperte dal 12 al 31 maggio<br />
</strong>Per la UIL Scuola: Raggiunto l’obiettivo prioritario da noi rivendicato nei mesi precedenti. Restano inaccettabili le nuove sanzioni previste per le rinunce. È necessario attivare il confronto.</p>
<p><strong>30/05: Sciopero Nazionale della Scuola. Grande adesione, sciopera un lavoratore su 5.<br />
</strong>Turi: “Lo sciopero impone un alt al Governo. Gli insegnanti sono professionisti, non burocrati.” Bombardieri (Uil), sciopero per difendere dignità professione.</p>
<h3><strong>GIUGNO 2022 | CONTRATTO </strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16866 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/ARAN-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/ARAN-300x169.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/ARAN-768x432.png 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/ARAN.png 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>7/06: Ripartono le trattative all’Aran per il rinnovo contrattuale</strong><br />
Il contratto è scaduto da oltre 3 anni. La proposta Uil Scuola: immediata definizione della parte economica ed il contestuale avvio di quella normativa.</p>
<p><strong>8-10 giugno: in tutte le regioni italiane si consuma l’ultimo giorno di scuola. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>30 maggio: sciopero nazionale della scuola</title>
		<link>https://uilscuola.it/30-maggio-sciopero-nazionale-della-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 07:50:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sciopero della scuola per l’intera giornata il 30 maggio. Questa la decisione assunta dai sindacati di categoria al termine della riunione che si è svolta questa mattina al ministero del Lavoro. Nessuna risposta è giunta in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sciopero della scuola per l’intera giornata il 30 maggio. Questa la decisione assunta dai sindacati di categoria al termine della riunione che si è svolta questa mattina al ministero del Lavoro. Nessuna risposta è giunta in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi dal Governo.<br />
Su tre punti essenziali – affermano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams &#8211; è mancata ogni forma di possibile mediazione:</p>
<ul>
<li>    lo stralcio completo delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione</li>
<li>    l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale</li>
<li>    la stabilizzazione del personale precario che viene enormemente penalizzato dalle nuove regole</li>
</ul>
<p>“La rigidità del ministero rispetto alle questioni sollevate non ha lasciato margini &#8211; sottolineano Francesco Sinopoli, Ivana Barbacci, Pino Turi, Elvira Serafini, Rino Di Meglio – per questo abbiamo deciso di avviare un percorso di forte protesta, con diverse forme di mobilitazione, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale della scuola”.<br />
Il prossimo appuntamento sarà quello dei direttivi unitari fissato per venerdì 13 maggio.</p>
<hr />
<h3><strong>Turi: “Libertà e dignità le ragioni alla base dello sciopero”</strong></h3>
<p>“<em>Scioperiamo per restituire dignità ai lavoratori. Se si perde la dignità non c’è contratto che tenga. C’è bisogno di unità, sindacati, lavoratori della scuola, cittadini, abbiamo bisogno di tutti e non ci fermeremo certo qui. Non è vero che gli scioperi non servono. Ricordatevi la Legge 107. Fu proprio uno sciopero dei sindacati a fermarla. L’abbiamo smontata pezzo per pezzo, oggi non c’è la chiamata diretta e i dirigenti sceriffi non hanno avuto alcun successo”</em>. Così, il Segretario generale della UIL Scuola Pino Turi, durante il confronto online con i sei sindacati scuola organizzato da Orizzonte Scuola, in coincidenza con la proclamazione ufficiale dello sciopero del 30 maggio.</p>
<p><em>“La riforma del reclutamento, la formazione e le risorse contrattuali insufficienti ci confermano ancora una volta che la comunità educante è sotto attacco e l’attacco viene dalla politica – spiega –. Lo sciopero del 30 maggio sarà uno strumento di protesta contro i partiti e il Governo che vorrebbero mortificare ruolo e funzioni della Scuola costituzionale per curvarla alle sole ragioni della produzione e del mercato”.</em></p>
<p>Sul decreto reclutamento: “<em>È una riforma inattuabile, senza logica democratica, serve per danneggiare un pezzo fondamentale del Paese, la scuola appunto, che risulta ai primi posti nelle classifiche di gradimento, dietro solo al Papa, al Presidente della Repubblica e alle forze dell’ordine”.</em></p>
<p>Quanto al PNRR, Turi precisa: <em>“È un flop</em> – commenta -. <em>Non può esistere un investimento sulla scuola che non passi per il personale, per gli organici e per la riduzione degli alunni per classe. Qui avviene esattamente il contrario e il risultato è che si sta precarizzando tutto il sistema”.</em></p>
<p>Il Segretario generale della UIL Scuola ha infine sottolineato l’importanza dello sciopero come strumento di lotta: <em>“Vi diranno che lo sciopero non serve a niente ma la verità è che molti governi sono caduti proprio sulle riforme della scuola</em> – ricorda-. <em>Mi rendo conto che scioperare di questi tempi, significa fare un sacrificio economico importante ma se il mondo della scuola non dà un segno di vitalità, si rischia di tornare ad un modello pre-democratico. Stavolta è necessario prendere posizione ”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Turi: &#8220;Concorsi fallimento, aumentano precari.  É il momento di agire&#8221;</title>
		<link>https://uilscuola.it/concorsi-fallimento-precari-pino-turi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 13:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Già da tempo abbiamo criticato la mistica della meritocrazia legata ai concorsi. Che siano un fallimento lo dicono i numeri, aumenta il &#8216;concorsificio&#8217; e contemporaneamente aumentano i precari. Si contano nove concorsi banditi e solo due conclusi con il paradosso che si congelano i posti che restano vuoti facendo lievitare i precari che si assumono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Già da tempo abbiamo criticato la mistica della meritocrazia legata ai concorsi. Che siano un fallimento lo dicono i numeri, aumenta il &#8216;concorsificio&#8217; e contemporaneamente<br />
aumentano i precari. Si contano nove concorsi banditi e solo due conclusi con il paradosso che si congelano i posti che restano vuoti facendo lievitare i precari che si assumono su posti esistenti ma non disponibili&#8221;. Lo afferma all&#8217;Adnkronos Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola commentando il concorso che ha sollevato polemiche e che il 90% dei docenti non avrebbe superato.</p>
<p>&#8220;A questo punto ci sembra che sia una scelta politica. &#8211; continua Turi &#8211; Quella di dividere i lavoratori e farli passare per incompetenti e tenerli in ostaggio della precarietà. Fatta da una politica di cui la competenza, è tutta da dimostrare, è la certificazione di una scelta politica che non vuole risolvere i problemi della scuola e pensa solo a quelli propri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Che serva la riforma del reclutamento è altrettanto noto e ci sono le proposte che non si discutono nei tavoli ministeriali ma solo sui media. È tempo di serietà e di decisioni, di<br />
scelte. &#8211; prosegue Turi &#8211; Ci sono le proposte, ci sono le risorse su cui lavorare, peraltro sottoscritte in impegni politici con il Governo Conte 1 e 2 , mai attuate senza considerare che con il ministro Bianchi abbiamo firmato un analogo impegno per rivedere il reclutamento ed eliminare il precariato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Evidentemente la politica si è messa di traverso privilegiando lo sfruttamento e il precariato che sta rendendo precario il sistema. È<br />
evidente che il sistema non è adeguato e qualcuno che lo ha promosso, dovrebbe prenderne atto. È il momento di agire. Se non ora quando?&#8221;, conclude Turi.</p>
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		<title>Le proteste e la scelta di una scuola che faccia pensare (e se possibile anche sognare)</title>
		<link>https://uilscuola.it/le-proteste-e-la-scelta-di-una-scuola-che-faccia-pensare-e-se-possibile-anche-sognare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2022 20:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>… Noi sappiamo solo una cosa che l’istruzione e le conoscenze servono per rendere le persone davvero libere; non vedranno solo nella dimensione del lavoro la loro esistenza ma potranno utilizzare quella capacità di astrazione che solo la conoscenza può offrire ed inventare il loro futuro con la ricerca e la conoscenza…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>… Noi sappiamo solo una cosa che l’istruzione e le conoscenze servono per rendere le persone davvero libere; non vedranno solo nella dimensione del lavoro la loro esistenza ma potranno utilizzare quella capacità di astrazione che solo la conoscenza può offrire ed inventare il loro futuro con la ricerca e la conoscenza…</em></p></blockquote>
<p>Di Pino Turi</p>
<p>E’ grave che ci si accorga di qualcosa che non funziona solo quando ci sono manifestazioni di dissenso. Vuol dire che non c’è governo della realtà; o vi è la sottovalutazione di questa; o ancora le scelte sono frutto di ideologie non condivise.</p>
<p>Se poi, le manifestazioni le fanno gli studenti, la questione è ancora più grave nella misura in cui si esprimono come effetto di un malessere diffuso, che non può non essere un atto di accusa verso la classe dirigente del Paese, più preoccupata della crescita del PIL e della produzione, che del benessere diffuso su cui costruire il futuro.</p>
<p>Il futuro è dei giovani. Su questo non si discute.<br />
E la scuola dovrebbe essere il luogo dove queste istanze vanno recepite, discusse, trasformate in azioni educative.</p>
<p>Per poterlo fare egregiamente, però, è necessaria una scuola libera, laica, democratica e partecipata di cui il Paese è dotato. Una fortuna, un faro che &#8211; a tutti i costi &#8211; le élite, i cosiddetti adulti, vorrebbero cambiare a loro immagine e somiglianza.</p>
<p>E’ qui il nocciolo del conflitto: la politica, assuefatta dalle lusinghe neo liberiste, vuole togliere la possibilità di esprimersi e contribuire al cambiamento. Gli studenti invece hanno sicuramente ragione a rivendicarlo.</p>
<p>Guardiamo la realtà con attenzione: questo paese non funziona più, si sono rotti gli ingranaggi democratici su cui opera ancora e non si sa per quanto ancora. E la scuola è risorsa viva e vitale per la testardaggine del personale che ha interiorizzato la sua professionalità e resiste al tentativo di mutazione genetica del sistema nazionale di istruzione.</p>
<p>Ora riformare la scuola avendo a riferimento un paese in crisi è vera e propria follia, nella misura in cui vorrebbe surrogarne la funzione &#8211; e che siano gli studenti a ricordarlo è assolutamente fatto positivo. Un punto da sostenere e sul quale la UIL Scuola non ha nessun dubbio a solidarizzare.</p>
<p>Un sostegno che parte dalla Costituzione e dai Decreti delegati che hanno disegnato la scuola democratica. Volerla cambiare significa tornare alla scuola autoritaria che questo paese più di altri ha conosciuto.</p>
<p>Serve responsabilità: dobbiamo interrogarci ed evitare di dare facili giudizi sui giovani che magari d’istinto reagiscono, come accade anche alle classi dirigenti, che sono sempre pronte a cavalcare le contingenze e mai ragionare sulle prospettive.</p>
<p>E’ sugli scenari futuri che bisogna guardare. Orizzonte che questi ragazzi hanno ben presente, diciamolo, forse anche grazie ai loro insegnanti che li hanno sostenuti nel loro cammino con l’impegno didattico, svolto con coscienza e competenza.</p>
<p>Pensare di condizionare l’azione didattica con riforme ideologiche (opinabili) come quella dell’alternanza scuola-lavoro, significa continuare a seguire un metodo che non funziona.</p>
<p>Predisporre per tutti, un obbligo generalizzato di alternanza, è un’idea che ci ha lasciato sempre perplessi. La pratica negli anni di tale obbligo ha offuscato anche le esperienze positive che pure ci sono state.</p>
<p>Noi l’abbiamo anche adottata e definita alternanza etica, proprio per sottolineare che l’etica del lavoro aveva bisogno di affermarsi. Per dare sicurezza, dignità e valore al lavoro. A specchio, lo stesso valore che ha lo studio.</p>
<p>Non ci pare che il mondo delle imprese abbia capito l’importanza di questa osmosi tra scuola e mondo del lavoro, che non ha regole educative al suo interno (come in classe), se non quelle della competizione e del profitto a tutti i costi.</p>
<p>Con i PTCO (percorsi di competenze trasversali ed orientamento) sembrava che ci fosse stato un ripensamento invece si continua a indebolire la missione centrale della scuola, quella educativa.</p>
<p>Si vogliono introdurre le competenze trasversali che altro non sono che la negazione dell’integrazione, dell’inclusione e dell’istruzione come elemento di crescita umana e professionale.</p>
<p>Si lavora sulla teoria delle competenze non cognitive (Skill Sic!) che, come noto, si basano su una teoria economica applicata al mercato e alla produzione che tende a selezionare lavoratori che hanno maturato capacità e abilità (non legate alle conoscenze) ma all’ambiente, legate al carattere e al temperamento dell’individuo.</p>
<p>Trasporre queste teorie, applicarle alla scuola, equivale ad una resa condizionata sulla funzione della scuola, quella almeno della costituzione che vuole essere inclusiva e che si base sullo studio e sulle conoscenze, escutere i vari e diversi talenti.</p>
<p>Compito educativo della scuola è dare pari opportunità a tutti, attraverso un percorso formativo che pur tenendo presente i punti di partenza, personali e sociali, sia in grado di colmare i divari e preparare i cittadini anche alla competizione che il mercato e la realtà della vita mette di fronte, nell’ambiente di apprendimento formale della scuola che fa e promuove comunità dinamiche.</p>
<p>E siamo al punto: è solo quando si è fatto ogni sforzo per mettere tutti sulla stessa linea di partenza, dopo aver insegnato i principi di solidarietà, di comunità che non discrimina ma include, che si costruiscono le basi della cittadinanza e della democrazia.</p>
<p>Non a caso ogni modifica che si vuole proporre per modernizzare la scuola parte della teoria economica per passare dal modello di mercato ai suoi meccanismi di selezione e valutazione.<br />
E’ arrivato il momento di dire basta, e i docenti riuniti nei loro sindacati e associazioni, hanno provato a dirlo, quando hanno detto no alla buona scuola che di questi principi ne era portatrice.</p>
<p>Ora che lo fanno i ragazzi, dobbiamo essere fieri ed orgogliosi &#8211; e sostenerli &#8211; perché ci hanno capito a dispetto di una politica miope, che vorrebbe fare passare per scuola, l’apprendimento non formale e le competenze non cognitive.</p>
<p>Vorremmo ricordare che le riforme sono quelle che guardano al benessere e al futuro, mantenendo a riferimento gli insegnamenti del passato che non sono per forza negativi.</p>
<p>Se è vero che l’organizzazione del lavoro e della società dovranno operare la transizione verso modelli che non si conoscono ancora, e che molti mestieri saranno inventati nel futuro, non si capisce perché si inseguono gli interessi della produzione che guarda all’immediato e al profitto, al modello produttivo attuale che tutti ne rivendicano il superamento.</p>
<p>Potrà mai essere vero cambiamento se si privilegia costantemente il contingente rispetto alla prospettiva? Se i costi si vogliono trasferire sull’ambiente? Se si fa profitto sullo sfruttamento del lavoro?</p>
<p>Noi sappiamo solo una cosa che l’istruzione e le conoscenze servono per rendere le persone davvero libere; non vedranno solo nella dimensione del lavoro la loro esistenza ma potranno utilizzare quella capacità di astrazione che solo la conoscenza può offrire ed inventare il loro futuro con la ricerca e la conoscenza e, magari, sognando coltiveranno un pensiero divergente che preclude al vero cambiamento.</p>
<p>E’ questo principio che ha consentito (per contratto) negli anni ’70 di mandare a scuola gli operai perché acquisissero un titolo di studio e con esso nuove opportunità rispetto al ‘padrone istruito’.<br />
Oggi si pensa di ridurre l’esperienza educativa, di introdurre precocemente l’esperienza lavorativa.<br />
Negli anni 70 con i metalmeccanici abbiamo portato la scuola in fabbrica. Ora si vorrebbe portare la fabbrica a scuola. A che cosa servirà? Ad abbassare l’asticella del sapere degli studenti per arrivare a livello delle macchine? Quella di omologazione umana a misura del processo produttivo? A scuola stavamo studiando proprio il contrario.</p>
<p>18 febbraio 2022</p>
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		<title>MOBILITA&#8217; / Turi: è stato firmato un non-contratto. Pronti al contenzioso.</title>
		<link>https://uilscuola.it/mobilita-turi-e-stato-firmato-un-non-contratto-pronti-al-contenzioso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 14:29:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>TRASFERIMENTI NELLA SCUOLA – COSA ACCADE DOPO LA FIRMA DELL’ACCORDO SEPARATO - Sono 800 mila i docenti discriminati da blocchi triennali a ripetizione. Il blocco anche per i Dsga.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRASFERIMENTI NELLA SCUOLA – COSA ACCADE DOPO LA FIRMA DELL’ACCORDO SEPARATO<br />
<em>Sono 800 mila i docenti discriminati da blocchi triennali a ripetizione. Il blocco anche per i Dsga.</em></p>
<p>Un non contratto: questa la definizione che si vuole dare al diamo del testo sulla mobilità.  Un pasticcio tutto burocratico che invece di garantire trasparenza e diritti, li diversifica per annate e per situazioni soggettive che poco hanno a che fare con un contratto collettivo.</p>
<p>Il contratto si definisce ‘collettivo’, ‘di lavoro’: termini e modalità di accordo che per noi non possono essere elusi.<br />
Sarà il senso dei tempi che viviamo: abbiamo assistito a leggi ad personam e non possiamo certo tollerare o accettare contratti ad personam.</p>
<p>La contrattazione ha regole per definirsi tale:</p>
<ol>
<li><strong>deve essere chiara e trasparente</strong> tanto che ogni destinatario leggendola possa capirla per poterla applicare.</li>
<li><strong>deve registrare il massimo della convergenza sindacale</strong>, quella che la legge assegna ai vari soggetti sindacali in termini di rappresentatività perché abbia effetti erga omnes.</li>
<li><strong>agisce su un piano di sostanziale parità con regole</strong> e strumenti che ne consentano di trovare l’equilibrio tra diritti e doveri, oggetto della regola contrattuale che è cogente per tutti.</li>
</ol>
<p>Nessuno di questi elementi è rilevabile in questo <strong><em>non-contratto</em></strong>.<br />
Quello che viene presentato è piuttosto un provvedimento, meglio, un atto autoritativo di natura ammnistrativa, che con un’interpretazione intrecciata di leggi farraginose, e di difficile applicazione e trova il modo per superarle.</p>
<p><em>«Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano</em><em>»</em> – diceva Giolitti.<br />
Prassi in uso prima della delegificazione e della contrattualizzazione: azione di formalizzazione democratica di principi negoziati, migliorativa delle condizioni di lavoro.</p>
<p>L’atto firmato da un solo sindacato non legittima la sua applicazione erga omnes e ci porta, invece, nel campo delle interrelazioni tra disposizioni, in un intreccio tra anni di applicazione e regole applicabili che solo un giurista può a sua volta interpretare.<br />
Al punto che il sindacato firmatario è intento a dare spiegazioni ai lavoratori sugli effetti concreti, e poco chiari, del testo sottoscritto.</p>
<p>Un contratto firmato da una minoranza rappresentativa di solo un terzo non legittima nessuna contrattazione, ma solo l’avallo di un atto unilaterale.</p>
<p>Il sistema utilizzato, quello del ‘prendere o lasciare’ non sostanzia alcuna parità tra le parti prevista dalla legge. Spingere a mettere una firma ad un atto ammnistrativo, si legge solo in un senso: dividere e spaccare i sindacati.<br />
Ne deriva che, o è un contratto e con lo strumento in essere, si cambiano anche le norme di legge;<br />
oppure è un atto ammnistrativo mascherato per ragioni politiche (spaccare il sindacato) o giuridiche (con il contratto cambio la norma di legge). A quel punto serve lo strumento contrattuale per cui si continua a trattare sino ad ottenere il massimo del consenso possibile (50% +1).</p>
<p>Sono le ragioni principali, prima formali, poi sostanziali per rifiutare la firma ad un <strong><em>non-contratto</em></strong> per adesione e aprire un contenzioso (politico e giurisdizionale) che intraprenderemo sicuramente in maniera congiunta, o anche da soli.<br />
Ciò anche per evitare la mortificazione dei diritti sindacali delle persone, con i danni che molti avranno anche in futuro per seguire, oggi, l’egoismo lobbistico di alcuni.<br />
Quella che non può essere ipotecata è l’azione sindacale generale che, peraltro, riguarda 800 mila docenti discriminanti da blocchi triennali a ripetizione. Discriminazione che coinvolge persino i Dsga, una minoranza e proprio per questo ancora più inaccettabile per un contratto collettivo.</p>
<p><strong>Mai abbandonare il tavolo della contrattazione</strong>: è questo uno degli insegnamenti della vita sindacale.<br />
Sospenderlo per mobilitare le persone, fino allo sciopero, non solo è lecito ma perfino doveroso, azione che ha indotto all’interpretazione legislativa che può essere fatta, ma in modo unilaterale e con atto ammnistrativo, giammai per contratto.  Era ed è la base possibile per un rinnovo contrattuale. Invece si è scelto di portare avanti un non-contratto.</p>
<p><strong>Ma mai firmare un contratto peggiorativo rispetto al precedente</strong>: è l’altra regola aurea.<br />
Abbiamo seguito entrambe le regole. Ciò che abbiamo fatto è da manuale.<br />
Per quanto ci riguarda la partita è aperta e la trattativa deve proseguire per evitare figli e figliastri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/mobilita-turi-e-stato-firmato-un-non-contratto-pronti-al-contenzioso/">MOBILITA&#8217; / Turi: è stato firmato un non-contratto. Pronti al contenzioso.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una cifra mostro di 300 mila precari: l&#8217;annuncio di Bianchi in Audizione alla Camera</title>
		<link>https://uilscuola.it/una-cifra-mostro-di-300-mila-precari-lannuncio-di-bianchi-in-audizione-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 14:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turi: il tema del personale precario della scuola merita un provvedimento specifico e urgente. Nella proposta Uil Scuola il punto sul reclutamento, sugli organici (triennali) e sulla formazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/una-cifra-mostro-di-300-mila-precari-lannuncio-di-bianchi-in-audizione-alla-camera/">Una cifra mostro di 300 mila precari: l&#8217;annuncio di Bianchi in Audizione alla Camera</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Turi: il tema del personale precario della scuola merita un provvedimento specifico e urgente. Nella proposta Uil Scuola il punto sul reclutamento, sugli organici (triennali) e sulla formazione</em></p></blockquote>
<p><strong>Una cifra mostro di 300.000 precari</strong>: l’annuncio è stato dato dal ministro Bianchi in audizione alla Camera.</p>
<p>Serve urgentemente un provvedimento specifico per risolvere il problema del personale precario della scuola – osserva Pino Turi, presentando le proposte Uil Scuola per superare quello che non esita a definire sfruttamento lavorativo.</p>
<p>Nella proposta Uil Scuola sono tre gli aspetti presi in considerazione: l’impatto del Pnrr sul personale, le dimensioni della realtà del personale precario nella scuola, la mistica dei concorsi.</p>
<p>Su 112mila posti vacanti su cui erano possibili le immissioni in ruolo dei docenti, ne restano più del 50% scoperti. Considerando anche i posti di sostegno e l’organico di fatto, <strong>ad oggi si registrano più di 170mila supplenze.</strong></p>
<p><strong>In due anni sono stati banditi ben 8 concorsi</strong> nei vari ordini di scuola tra straordinari, ordinari, abilitanti, con procedure smart, e qualcun altro è pensato per il futuro. <strong>Appena 2 concorsi sono stati portati a termine</strong></p>
<p>Serve <strong>immettere in ruolo i precari con 36 mesi</strong> di servizio e <strong>cambiare il reclutamento</strong>, oltre che risolvere l&#8217;annosa questione dei Dsga facenti funzione.</p>
<p><strong>Le risorse del PNRR possono portare a riforme strutturali</strong> che non possono non <strong>coinvolgere gli organici</strong> – ribadisce Turi &#8211; e la loro composizione deve superare l&#8217;anno.</p>
<p>Si tratta di un percorso che potrà funzionare solo a condizione che ci sia una modifica sostanziale dell’<strong>organico che dovrebbe essere ad invarianza almeno triennale</strong>. In questo modo si elimina anche la differenza tra organico di fatto e organico di diritto con risparmi consistenti delle procedure ammnistrative che fanno e rifanno l’organico addirittura due volte in un anno scolastico.</p>
<p><strong>Contratti a tempo triennali</strong> che possono favorire la soluzione del precariato innestando in un periodo congruo di tre anni il reclutamento che non si limiti alla selezione, ma affianchi la formazione finalizzata alla stabilizzazione</p>
<p>Le risorse del PNRR dovrebbero servire per questi interventi strutturali, <strong>insieme alla riduzione di alunni per classe. </strong></p>
<p>Compito del governo e della politica è quello di dare un docente stabile ai nostri alunni e non (solo) un posto di lavoro alle persone che legittimamente lo rivendicano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scuole: arrivano i primi dati. Bianchi rompe (finalmente) il muro di silenzi.</title>
		<link>https://uilscuola.it/scuole-arrivano-i-primi-dati-bianchi-rompe-finalmente-il-muro-di-silenzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 12:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
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		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacati scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bianchi rompe (finalmente) il muro di silenzi. Turi: ora sarebbe opportuno incrociare i dati con quelli delle ASL e della Struttura del Commissario Straordinario. Vanno riscritti i protocolli per incidere sulla situazione in essere. Punto cruciale sul quale chiediamo a Bianchi la convocazione del tavolo sulla sicurezza.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Turi: ora sarebbe opportuno incrociare i dati con quelli delle ASL e della Struttura del Commissario Straordinario.</em> <em>Vanno riscritti i protocolli per incidere sulla situazione in essere. Punto cruciale sul quale chiediamo a Bianchi la convocazione del tavolo sulla sicurezza.</em></h3>
<p>A leggere tra le richieste di semplificazione e aggiornamento sulle quarantene c’è un dato a sorpresa che il ministro Bianchi ha offerto in audizione davanti alla Commissione Cultura alla Camera per riferire sull&#8217;organizzazione delle attività scolastiche nell&#8217;attuale contesto di pandemia di Covid-19: il Ministero dell’Istruzione dispone di un’articolata struttura di rilevazione puntuale e continua dei dati nelle scuole sin dall’ottobre del 2020.</p>
<p>Una vera e propria task-force – puntualizza il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi &#8211; che si compone di un gruppo di lavoro a sostegno delle istituzioni scolastiche nella fase di raccolta e trasmissione dei dati, di un servizio di assistenza alle scuole su tutti i temi legati all’emergenza pandemica e di un gruppo dedicato all’analisi dei dati.</p>
<p>Dove era questo staff nei mesi scorsi? Perché i dati forniti si riferiscono ad una rilevazione solo del 19 gennaio scorso e non fanno alcun riferimento all’andamento della pandemia?<br />
La fotografia in un momento dato, con la rapidità con cui si sta diffondendo l’infezione – osserva Turi &#8211;  è già vecchia oggi. Il trend invece, descrive il movimento dinamico della pandemia, che andrebbe studiata. Punto cruciale sul quale chiediamo a Bianchi la convocazione del tavolo sulla sicurezza.</p>
<p>I dati diffusi:’82,1% (6.693 su in totale di 8.157) sono le scuole su cui si è operato.<br />
Ci viene da chiedere e le altre?<br />
Su questa base l’80% è in presenza, il 13% in DID e 6.6% in DAD. Gli alunni positivi: nell’infanzia al 9%, nella primaria al 10,9%, al 12,5% nella secondaria.<br />
Il personale sospeso non in regola con gli obblighi vaccinali è lo 0.9%.<br />
Una notizia inedita: non ci sono No-vax nella scuola dal momento in cui il 100% del personale ha fatto la prima dose. La percentuale del 95.8% per la seconda dose e il 48% per la terza dose (booster).</p>
<p>Un vero peccato averli appresi solo ora, ma meglio tardi che mai.<br />
Ora si possono trovare misure idonee per mettere in sicurezza le scuole e il personale che ci lavora, agire sulla sanificazione delle scuole, sull’areazioni delle aule, sui presidi sanitari, sul distanziamento, sul tracciamento. Tutti elementi su cui fondare la ripartenza.</p>
<p>Sarebbe opportuno incrociare i dati con quelli delle ASL e della Struttura del Commissario Straordinario – propone il segretario generale Uil Scuola &#8211; per verificare i danni subiti dal personale scolastico e i sistemi di prevenzione per evitarne altri.</p>
<p>Per questo andrebbero ripensati e (ri)scritti i protocolli sulla sicurezza che siano in grado di incidere significativamente sulla situazione in essere.</p>
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		<title>Sicurezza e salute a scuola, Turi: &#8220;In Francia il 75% sciopera, noi pronti a nuove proteste&#8221;</title>
		<link>https://uilscuola.it/sicurezza-e-salute-a-scuola-turi-in-francia-il-75-sciopera-noi-pronti-a-nuove-proteste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2022 17:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La parola chiave è sicurezza, chi lavora oggi nella scuola non svolge una professione, si trova in missione. La ribellione è iniziata il 10 dicembre ma non si è certo conclusa&#8221;. “Torneremo presto a rilanciare le ragioni dello sciopero del 10 dicembre con nuove iniziative e proteste, chiedendo che le scuole restino aperte ma in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/sicurezza-e-salute-a-scuola-turi-in-francia-il-75-sciopera-noi-pronti-a-nuove-proteste/">Sicurezza e salute a scuola, Turi: &#8220;In Francia il 75% sciopera, noi pronti a nuove proteste&#8221;</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h3><strong>&#8220;La parola chiave è sicurezza, chi lavora oggi nella scuola non svolge una professione, si trova in missione. La ribellione è iniziata il 10 dicembre ma non si è certo conclusa&#8221;.</strong></h3>
</blockquote>
<p><strong>“</strong>Torneremo presto a rilanciare le ragioni dello sciopero del 10 dicembre con nuove iniziative e proteste, chiedendo che le scuole restino aperte ma in sicurezza e con regole chiare. La misura è colma, guardiamo con attenzione quello che è accaduto in Francia, dove il 75% del personale scolastico oggi ha scioperato”, commenta il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi in merito alla mobilitazione nazionale indetta da sindacati, insegnanti, presidi e associazioni genitori francesi.</p>
<p>“La parola chiave è sicurezza – osserva Turi in un webinar organizzato da Orizzonte Scuola -. Chi lavora oggi nella scuola non sta più svolgendo una professione bensì una missione all’insegna di un “si salvi chi può” imposto. Ricordo a tutti che ad agosto abbiamo sottoscritto un protocollo sulla sicurezza che si è totalmente arenato. Ancora non si vedono <em>presidi </em><em>sanitari nelle scuole, la riduzione del numero di alunni per classe e la sanificazione dell’aria delle aule. </em>E nel frattempo la rabbia, la frustrazione e la tensione della gente, aumenta sempre di più”.</p>
<p>Sui rapporti col ministro dell’Istruzione: “E’ difficile avere un dialogo fruttuoso con Bianchi. Lo vediamo condizionato da una politica, formalmente unita, ma sostanzialmente divisa che scarica le proprie contraddizioni sulle persone e sul personale.  – afferma Turi -. Di converso, <em>mi accorgo con stupore che la scuola è diventato uno strumento, uno strumento dimostrativo del Presidente Draghi. Le sue dichiarazioni di qualche giorno fa mi hanno lasciato basito”. </em></p>
<p><em>Turi conclude parlando del tema tecnologia: “La DAD è una didattica di emergenza, è un surrogato della scuola che serve a poco e che discrimina chi non può accedere alla digitalizzazione – dice -. </em>Ancora oggi mi chiedo che fine abbiano fatto i soldi per il piano nazionale digitale stanziati prima che arrivasse la pandemia, visto che la DaD è stata fatta dai docenti con i loro device e con le loro risorse personali. Purtroppo non ho avuto risposta, così come non ho avuto risposta sulla possibilità di avere a disposizione i dati dei contagi e dei decessi. Perché non vengono tirati fuori? Forse perché vanno contro la narrazione di questi mesi?</p>
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		<title>Contratto sulla mobilità: superare le strettoie legislative è possibile.</title>
		<link>https://uilscuola.it/contratto-sulla-mobilita-superare-le-strettoie-legislative-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 14:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattazione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
		<category><![CDATA[riunione al MI]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi saremo alla riunione. Importante riaffermare il ruolo contrattuale per l’eliminazione dei vincoli ai trasferimenti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><em>Oggi saremo alla riunione. Importante riaffermare il ruolo contrattuale per l’eliminazione dei vincoli ai trasferimenti.</em></strong></h4>
<p>Flc Cgil, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams parteciperanno all’incontro di oggi pomeriggio sul rinnovo del contratto sulla mobilità.</p>
<p>Il tema dei trasferimenti del personale &#8211; affermano i segretari generali Sinopoli, Turi, Serafini e di Meglio – è una delle grandi questioni aperte. Per questo all’incontro sarà ribadita la necessità di confermare l&#8217;attuale struttura contratto integrativo sulla mobilità che non prevede alcun vincolo, se non quello definito in sede di contratto nazionale.</p>
<p>Superare le strettoie legislative è possibile – affermano i segretari &#8211; per questo è fondamentale verificare se esiste la volontà del ministero di superare ciò che la legge ha imposto.</p>
<p>Lo strumento normativo per realizzare questo obiettivo già esiste (art 2, comma 2, del Testo Unico n.165/01) e consente di intervenire – riportando l’intera materia nell’alveo contrattuale – per eliminare i blocchi esistenti.</p>
<p>Consentire, con questo rinnovo contrattuale, al personale della scuola di potersi trasferire superando gli attuali blocchi è una delle richieste forti giunte da tutto il personale.</p>
<p>Va ricordato – aggiungono i segretari di Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda &#8211; che il rinnovo del contratto integrativo per la mobilità del personale si svolge alla vigilia del rinnovo del contratto nazionale della categoria.</p>
<p>Appare del tutto chiaro che è il contratto nazionale che definisce le linee guida e gli obiettivi per la contrattazione integrativa di secondo livello. Non sarebbe opportuno concordare un nuovo contratto sulla mobilità che abbia caratteristiche e durata diverse da quelle che si andranno definendo in sede di contrattazione nazionale.</p>
<p>Abbiamo ribadito in tutti gli incontri politici – aggiungono i segretari &#8211; che la mobilità del personale è tema ricondotto alla contrattazione e all&#8217;autonomia delle parti, per questo vanno superate le diverse incursioni di legge, che hanno prodotto stratificazioni normative e vincoli che vanno superati.</p>
<p>Il più discriminante ed inaccettabile è quello per i neoassunti la cui eventuale discussione e definizione deve discendere dall&#8217;ambito delle indicazioni previste nello stesso contratto nazionale e non certo da interventi legislativi.</p>
<p>I tempi ristretti e l’esigenza di affrontare nodi politici più impegnativi – sottolineano i quattro segretario – ci portano a ritenere opportuno prorogare di un anno il contratto attualmente in vigore, rinviando la trattativa sul nuovo integrativo a dopo il rinnovo del contratto nazionale il cui negoziato è malauguratamente ancora fermo, senza nemmeno l’atto di indirizzo all’Aran, mentre altri comparti sono già alla firma. Altra questione cruciale che andrà valutata in tempi brevissimi.</p>
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		<item>
		<title>Turi: sbagliato discriminare tra gli studenti vaccinati e non</title>
		<link>https://uilscuola.it/turi-sbagliato-discriminare-tra-gli-studenti-vaccinati-e-non/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 11:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Direttori amministrativi]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[DSGA]]></category>
		<category><![CDATA[Educatori]]></category>
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		<category><![CDATA[consiglio dei ministri scuola]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dopo i provvedimenti del cdm]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
		<category><![CDATA[studenti vaccinati]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le mediazioni sulla scuola mostrano tutta la distanza tra misure e realtà.  Abbiamo sempre chiesto valutazioni su dati certi, quei dati relativi al contagio nelle scuole e agli effetti della pandemia, che da due anni ancora non si conoscono. Sappiamo solo da ciò che arriva dalle scuole, dalle situazioni reali- un vero e proprio grido [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em>Le mediazioni sulla scuola mostrano tutta la distanza tra misure e realtà. </em></strong></h3>
<p>Abbiamo sempre chiesto valutazioni su dati certi, quei dati relativi al contagio nelle scuole e agli effetti della pandemia, che da due anni ancora non si conoscono.<br />
Sappiamo solo da ciò che arriva dalle scuole, dalle situazioni reali- un vero e proprio grido di dolore – commenta il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi- in merito alle misure varate dal Governo per il rientro in classe.</p>
<p>Siamo in una situazione di grande difficoltà ed incertezza &#8211; osserva Turi – e queste nuove norme non aiutano certo a programmare e organizzare il lavoro e dare certezze a famiglie e studenti.</p>
<p>Restano irrisolti i nodi di fondo che andavano affrontati già da tempo, ma evidentemente a maggioranza di larghe intese, con una maggioranza vasta e con fare decisionista, non è bastato il tempo di una partita per segnare solo all’ultimo minuto.</p>
<p>Le misure prese sono state il risultato di mediazioni – pur in un voto all’unanimità &#8211; di pressioni di interessi diversi che non si piegano neanche alla realtà, non solo quella che rappresentiamo noi sindacati, ma anche quella di virologi e epidemiologhi, ignorati, come, in questa occasione il  CTS stesso.</p>
<p>Il picco si presenterà tra due settimane e il Consiglio dei ministri vara le nuove azioni di contrasto, rinviando (come per la vaccinazione degli over 50 al 10 febbraio) o mediando, lasciando all’auto sorveglianza e al fai da te.</p>
<p>Tuttavia, ciò che non riusciamo proprio a capire è perché si è voluto discriminare, nella popolazione studentesca, tra vaccinati e non, dividendo e non unendo la comunità scolastica, ben sapendo che sarà difficile se non impossibile con azioni legittime e trasparenti, sapere lo stato di vaccinazione dei ragazzi.</p>
<p>Le scuole saranno costrette ad arrangiarsi, come sempre in questa pandemia.<br />
Si chiede ancora responsabilità al limite del miracolo, con poche risorse disponibili e norme farraginose di difficile applicazione di dubbia efficacia.</p>
<p>Pensiamo al tiro alla fune che c’è stato in queste settimane, tra sindacati, governo e forze politiche sulla proroga dell’organico Covid. E ora mentre nella sanità il personale è ai minimi, nella scuola si fa il conto con il personale chiamato per far fronte all’emergenza, proprio con quell’organico, peraltro di precari saltuari, che si voleva negare. Una chiara mancanza di  visione dell’emergenza.</p>
<p>Persone e lavoratori sempre marginalizzati a cui la UIL e la UIL Scuola hanno indirizzato le ragioni di uno sciopero che sempre più mostra la fondatezza delle proprie  ragioni.</p>
<p>Ci chiediamo dove sia finito l’esercito, che doveva essere chiamato per lo screening nelle scuole.<br />
La macchina organizzativa servirà solo per ordinare mascherine FFP2? In che modo si darà seguito al tracciamento, alla ventilazione regolata delle aule scolastiche che stiamo rivendicando da tempo, proprio come i tamponi gratuiti che solo ora sono stati annunciati.</p>
<p>Il voto all’unanimità del Consiglio dei ministri – conclude Turi – non assottiglia il peso delle valutazioni di merito che per la scuola restano sempre diverse: da quelle annunciate a quelle messe in pratica, alla realtà. Il sospiro di sollievo vale certo per la stabilità del governo, ma non certo per quello del sistema scolastico.</p>
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