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	<title>Religione Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<description>Federazione Uil Scuola RUA</description>
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	<title>Religione Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<item>
		<title>DaD/DDI, un anno di nuova didattica?</title>
		<link>https://uilscuola.it/dad-ddi-un-anno-di-nuova-didattica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Didattica a Distanza e la Didattica Digitale integrata chiedono di essere considerate e valutate come una nuova possibilità di didattica. Cerchiamo di fare chiarezza sul tema.  È trascorso un anno esatto dal decreto legge n. del 23 febbraio 2020, quando il Consiglio dei Ministri bloccava ogni forma di spostamento della popolazione nelle regioni Lombardia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>La Didattica a Distanza e la Didattica Digitale integrata chiedono di essere considerate e valutate come una nuova possibilità di didattica. Cerchiamo di fare chiarezza sul tema. </strong></h3>
<p>È trascorso un anno esatto dal decreto legge n. del 23 febbraio 2020, quando il Consiglio dei Ministri bloccava ogni forma di spostamento della popolazione nelle regioni Lombardia e Veneto. Erano i giorni di carnevale, giorni che dovevano essere di festa, ma che presto si sono trasformati in un incubo. Due giorni dopo la Lombardia e il Veneto, non solo cominciavano una lotta contro il virus Covid Sars-19, che ha mietuto centinaia e centinaia di vittime, ma hanno dovuto far fronte anche a sfide educative impreviste e di non di poco conto. Le scuole di queste regioni hanno dovuto trasformare ciò che era una metodologia di supporto alla normale didattica in presenza, già avviata con sperimentazioni di nicchia, in una didattica di emergenza che, mese dopo mese, si è strutturata grazie alla generosità e alla capacità di adattamento dei docenti di ogni ordine e grado e dei loro studenti.</p>
<p>Da lì a poco, precisamente dall’8 marzo in poi, le misure di emergenza diventarono sempre più stringenti fino a portare al lockdown, parola fino ad allora sconosciuta, o quasi, ma che è entrata ormai forzatamente nel linguaggio comune, così come nello stile di vita di ogni persona. Tutti, ognuno a proprio modo, abbiamo dovuto fare i conti con una realtà che si imponeva come minacciosa, soprattutto per gli anziani, la categoria più colpita nella prima ondata pandemica.</p>
<p>Attraverso altre successive determinazioni di legge (decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, articolo 1, comma 2, lettera p e Legge 6 giugno 2020, n. 41, all’articolo 2, comma 3), la didattica a distanza, per lunghi mesi, è diventata l’unica modalità possibile per continuare a “fare scuola”.</p>
<p>Un anno di riflessioni, studi, dibattiti, posizioni sindacali di vario genere, hanno accompagnato quel modo di insegnare da casa o da scuola che vede la presenza a distanza o la distanza in presenza del 50% o 100% degli studenti della classe o della scuola. Un enigma senza soluzioni nette, quello che si chiede se la didattica a distanza sia una vera didattica che si possa, in stato di emergenza, sostituire alla didattica tradizionale; se la didattica a distanza possa essere integrata con quella in presenza e dunque diventare didattica digitale integrata. La Didattica a Distanza e la Didattica Digitale integrata chiedono di essere considerate e valutate come una nuova possibilità di didattica. A parere di chi scrive, né l’una né l’altra si possono però, configurare come nuova metodologia per l’apprendimento dei saperi e per lo sviluppo delle competenze e soprattutto possono risultare non sempre utili per lo sviluppo cognitivo e il rafforzamento delle conoscenze di base nelle bambine e nei bambini.</p>
<p>Un’affermazione, la mia, che desterà non poche prese di posizione contro e a favore, ma rappresenta quanto, da un anno ormai, attraverso diversi spunti e riflessioni, credo di poter difendere e giustificare: la didattica a distanza e le sue nuove formulazioni, rappresentano solamente una modalità di insegnamento emergenziale e che dovrà essere collocata a riposo una volta terminata la crisi pandemica.</p>
<p>Insegnare, come ha affermato, in uno dei sui studi, Massimo Recalcati, noto studioso e psicanalista, è altra cosa, cosa diversa dalla didattica a distanza. Le ore di lezione a scuola portano con sé avventure, incontri, esperienze intellettuali ed emotive profonde. In una recente intervista ad Orizzonte Scuola, Recalcati ha affermato: “Non c’è dubbio che la vita della scuola implica i corpi, l’esistenza di una comunità in presenza. Ed è indubbio che la DAD sia stata una faticosissima supplenza all’impossibilità dell’incontro in presenza” , malgrado ciò, è innegabile, la didattica a distanza è stato strumento prezioso per una volontà precisa che non si arrende davanti all’imprevisto.</p>
<p>La didattica digitale integrata, a cui nello scorso mese di luglio, attraverso le linee guida, è stata data un’anima pseudo pedagogica, non può sostituire la valenza di un incontro, di uno sguardo, di una relazione empatica tra docente e studente che lasciano sempre un segno nella formazione e nella crescita della persona, ma ha avuto il merito di mostrare il volto di una comunità educante che non si lascia fermare e che accetta la sfida e si offre come esempio concreto.</p>
<p>Le linee guida citate definiscono la didattica digitale integrata, intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento, rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, come modalità didattica complementare che integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza, e ne estendono il valore, in caso di nuovo lockdown, agli alunni di tutti i gradi di scuola. La didattica digitale integrata, prevede anche una presenza fisica degli studenti in classe, in una percentuale minima/massima del 50%; si tratta dunque di una successiva rimodulazione dell’insegnamento che richiede che “La progettazione della didattica in modalità digitale tenga conto del contesto e assicurare la sostenibilità delle attività proposte e un generale livello di inclusività, evitando che i contenuti e le metodologie siano la mera trasposizione di quanto solitamente viene svolto in presenza” (Linee Guida DDI). Ci siamo trovati in poco tempo nel totale stravolgimento di tutte le teorie di apprendimento, mutuando sic et simpliciter quanto sviluppato negli ultimi anni dalle Università Telematiche in qualche cosa di ordinario e continuativo nel tempo.</p>
<p>La DDI pone altri elementi a cui fare attenzione quali la cura per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali e in modo particolare per gli alunni con handicap che continuano a frequentare in presenza, dimostrando concretamente da una parte l’attenzione per la fragilità, dall’altra però, la solitudine e il disagio di trovarsi in un’aula semi deserta.</p>
<p>Ciò che le Linee Guida definiscono nuova metodologia, di fatto, si sta rilevando come metodologia ancora inadatta all’ambiente scuola, non solo per la relazione tra studenti e docenti, ma anche tra docenti e datore di lavoro.</p>
<p>Nel mese di agosto, in sole quarantotto ore è stato proposto dal Ministero un contratto collettivo nazionale integrativo sulla Didattica a Distanza, teso a regolamentare il lavoro del docente e che ha trovato il consenso sindacale di alcune poche sigle. Un contratto che va a ledere lo stesso principio delle relazioni sindacali che devono basarsi su un confronto approfondito tra l’Amministrazione e i rappresentanti dei lavoratori. Il contratto firmato e dunque emanato ha messo in risalto nuove criticità sul rapporto di lavoro del docente in DaD o in DDI, tanto da portare la UIL Scuola a non voler firmare il contratto. La UIL scuola è convinta che la Didattica a Distanza o la sorella minore, la didattica digitale integrata, debbano rimanere una didattica emergenziale e che la vera scuola sia quella in presenza; che il vero incontro e la vera spinta educativa non possano avvenire in forma mediata, bensì attraverso l’incontro personale e la condivisione faccia a faccia, metodologia questa, da sempre vincente per la risoluzione di qualsiasi problema o conflitto.</p>
<p><strong>di Giuseppe Favilla</strong></p>
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		<title>Insegnanti di Religione: Non vogliamo privilegi, ma pari opportunità</title>
		<link>https://uilscuola.it/insegnanti-di-religione-non-vogliamo-privilegi-ma-pari-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assunzione del mese di agosto di 472 docenti, idonei concorsuali del 2004, è parsa una piccola luce di speranza per chi attende giustizia da 16 anni, ma tale bagliore presto si è affievolito, quasi spento, negando la possibilità di graduale assunzione nel tempo ai restanti idonei del 2004. La recente firma dell’intesa fra il Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="entry-header post-title title-align-center title-tablet-align-inherit title-mobile-align-inherit">
<h3><strong>L’assunzione del mese di agosto di 472 docenti, idonei concorsuali del 2004, è parsa una piccola luce di speranza per chi attende giustizia da 16 anni, ma tale bagliore presto si è affievolito, quasi spento, negando la possibilità di graduale assunzione nel tempo ai restanti idonei del 2004.</strong></h3>
<div class="entry-meta entry-meta-divider-dot">La recente firma dell’intesa fra il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e la Ministra dell’Istruzione, che prevede un concorso ordinario per l’immissione in ruolo degli Insegnanti di Religione, rappresenta fonte di grande preoccupazione per docenti che da anni svolgono con impegno ed entusiasmo il loro lavoro, avendo da tempo indirizzato su tale strada la loro esistenza e facendo della professione una vera e propria vocazione di vita.</div>
</header>
<div class="entry-content single-content">
<p class="has-text-align-left">L’art. 1 bis della Legge 159/2019 non rappresenta affatto una soddisfazione per gli insegnanti di religione cattolica che speravano finalmente di ricevere un trattamento giusto (o meglio speravamo essendo io stessa nella condizione di incaricato annuale). L’1 bis è giunto dopo 16 anni di silenzio, anni in cui agli insegnanti di religione cattolica non è mai stato riservato un percorso adeguato di accesso ai ruoli dello Stato, come invece è stato fatto per i docenti di altre discipline. Vari sono i motivi che hanno generato questa situazione di stallo divenuta ormai intollerabile, soprattutto da parte dei troppi incaricati annuali che ogni giorno dispiegano, malgrado tutto, energie e professionalità e che sono ormai ben inseriti in un contesto scolastico di cui rappresentano preziosa risorsa e contributo fondamentale per la formazione dei ragazzi, futuri cittadini della nostra società.</p>
<p class="has-text-align-left">La situazione sembra inspiegabile alla luce della legge 186/2003 che imponeva allo Stato, in materia di reclutamento del personale docente di Religione Cattolica, di bandire ogni tre anni un Concorso per l’immissione in ruolo dei posti resi vacanti sull’organico del 70%. Così purtroppo non è stato, la situazione si è aggravata progressivamente per migliaia di docenti, madri e padri di famiglia, a cui non è mai stata offerta la possibilità di sistemare degnamente la condizione lavorativa. Sembra paradossale e umiliante dover, ancora oggi, recriminare un diritto così a lungo negato e scontrarsi ora anche con l’approvazione di un concorso ordinario, congeniato in modo da tradursi addirittura in rischio concreto di perdita del lavoro.</p>
<p class="has-text-align-left">L’assunzione del mese di agosto di 472 docenti, idonei concorsuali del 2004, è parsa una piccola luce di speranza per chi attende giustizia da 16 anni, ma tale bagliore presto si è affievolito, quasi spento, negando la possibilità di graduale assunzione nel tempo ai restanti idonei del 2004.</p>
<p class="has-text-align-left">Una piccola fiamma che si è tradotta più in un contentino che in una vera risoluzione dell’ormai annosa questione “idonei concorsuali 2004”.</p>
<p class="has-text-align-left">Un concorso ordinario comporterebbe degli scavalcamenti o addirittura l’esclusione di chi è ormai ben incluso in un concreto tessuto scolastico, con grave danno non solo per i docenti, ma anche per gli stessi allievi che, si ricorda, per più dell’80% continuano ad avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica.</p>
<p class="has-text-align-left">Gli insegnanti di Religione Cattolica sono convinti di essere parte integrante della Chiesa e hanno, di conseguenza, sempre agito in totale comunione con i propri Vescovi. Questi ultimi infatti hanno sempre sostenuto i loro docenti, anche presso i direttori regionali, rassicurandoli più volte, sia pubblicamente, sia privatamente, circa la loro ferma intenzione di non escludere nessuno dell’insegnamento e di mantenere, per quanto possibile, la continuità nella sede.</p>
<p class="has-text-align-left">Il recente avallo ad un concorso ordinario selettivo da parte della Conferenza Episcopale Italiana, però, induce a constatare con rammarico che, a livello nazionale, questi insegnanti che hanno fedelmente servito per anni lo Stato e la Chiesa, non siano altrettanto degnamente considerati. Tale discrasia è fonte di ambiguità e di ulteriore preoccupazione, sentendosi i docenti tutelati dai loro pastori, ma non altrettanto dai firmatari dell’Intesa.</p>
<p class="has-text-align-left">Nonostante tali accorati sentimenti, gli Insegnanti di Religione continuano a confidare nel giusto operato della Chiesa alla quale appartengono con fervore e speranza e sono certi si possa giungere ad una soluzione equa e dignitosa per chi tanto si è speso professionalmente e umanamente.</p>
<p class="has-text-align-left">Come luce, brilla solitaria, la voce di Mons. Sanguineti che, con coraggio, ha difeso la dignità umana e professionale degli insegnanti di religione e a cui immediatamente gli stessi si sono stretti con ammirazione e gratitudine ritrovando il lui il volto materno della Chiesa. Analogamente si attendono altre voci, di Ordinari diocesani e direttori irc. Non serve solo una certificazione di idoneità, ma una presa di posizione chiara e precisa che possa ripristinare una corresponsabilità ecclesiale che si mostra in una chiesa in uscita. Purtroppo, consapevoli di essere in una situazione emergenziale senza precedenti, siamo però convinti che non può farsi attendere ulteriormente una proposta condivisa tra CEI, sindacati e Ministero dell’Istruzione, per porre fine alle preoccupazioni.</p>
<p class="has-text-align-left">I docenti con molti anni di servizio, non vogliono togliere a nessuno la possibilità di un contratto a tempo indeterminato tramite un concorso secondo quanto previsto dalla legge 186/2003, ma che sia in subordine, dunque successivo, ad un concorso straordinario non selettivo che rispetti chi ha maturato almeno tre annualità di servizio.</p>
<p class="has-text-align-left">Gli Insegnanti di Religione Cattolica vogliono essere guidati dai loro Pastori e Direttori verso un porto sicuro superando anche certi pregiudizi e chiusure. Questo porto si chiama Concorso Riservato non selettivo con una graduatoria ad esaurimento che garantisca nell’arco di un tempo accettabile l’assunzione a tempo indeterminato, così come è avvenuto per i colleghi della secondaria nel 2018 e nella infanzia e primaria nel 2019. Noi, Insegnanti di Religione Cattolica delle scuola Statale, non vogliamo privilegi, ma pari dignità e opportunità! Dignità e opportunità ad oggi, a legge vigente, ulteriormente negate!</p>
<p><strong>di Elena Santagostini</strong></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>UIL Scuola IRC / Favilla: &#8220;Sulla laurea magistrale in scienze religioni la Senatrice Granato sbaglia, ecco perché&#8221;</title>
		<link>https://uilscuola.it/uil-scuola-irc-favilla-sulla-laurea-magistrale-in-scienze-religioni-la-senatrice-granato-sbaglia-ecco-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Granato e la laurea magistrale in scienze delle religioni: Favilla: siamo di fronte ad una discriminazione della persona e non soltanto della disciplina. La Senatrice Granato è tornata all’attacco dell’ora di Religione Cattolica dimostrando ancora una volta di non comprendere l’argomento e di essere mossa da pregiudizi ideologici. Parlando di “prove di ibridazioni” all’Università di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Granato e la laurea magistrale in scienze delle religioni: Favilla: siamo di fronte ad una discriminazione della persona e non soltanto della disciplina.</h3>
<p>La Senatrice Granato è tornata all’attacco dell’ora di Religione Cattolica dimostrando ancora una volta di non comprendere l’argomento e di essere mossa da pregiudizi ideologici.</p>
<p>Parlando di “prove di ibridazioni” all’Università di Palermo la Senatrice conferma la scarsa conoscenza dell’argomento che tratta. Il progetto dell’Università degli Studi di Palermo è quello di formare un laureato statale che potrebbe eventualmente, ottenendo anche una idoneità diocesana, aver accesso all’insegnamento di Religione cattolica e non viceversa. La Senatrice ribadisce da giorni che saranno gli insegnanti di Religione a insegnare altre materie nelle scuola statali, ricordiamo che ciò non è possibile poiché i titoli Pontifici non danno accesso ad alcuna classe di concorso, gli insegnanti di religione cattolica possono insegnare altro solo se in possesso di altri titoli statali e dei cfu richiesti, la possibilità di accedere alle classi di concorso è seriamente regolamentata dalla legge. Quindi nessuno sconto per nessuno: è tutto regolamentato.</p>
<p>Va ricordato anche che il progetto dell’Università di Palermo non è certo nuovo nel panorama italiano, da moltissimi anni presso l’Università Statale di Urbino è possibile conseguire un titolo valido per insegnare religione nelle scuole, ma non viceversa, lo ripetiamo ancora. Tutto ciò è possibile e regolamentato, la Convenzione di Lisbona firmata dall’Italia l’11 Aprile 1997 e successivamente ratificata con <a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.normattiva.it%2Fatto%2FcaricaDettaglioAtto%3Fatto.dataPubblicazioneGazzetta%3D2002-07-25%26atto.codiceRedazionale%3D002G0180%26currentPage%3D1&amp;e=17427e77&amp;h=5400cb10&amp;f=n&amp;p=y">Legge 11 luglio 2002, n.148</a>, nasce con lo scopo di favorire la mobilità interuniversitaria, garantendo il reciproco riconoscimento dei titoli e dei percorsi di studio tra i Paesi firmatari, laddove possibile.</p>
<p>La Senatrice ancora una volta crea disinformazione con grande abilità nel mescolare i piani del ragionamento, l’ampliamento dell’emendamento Rampi non significa certamente, come insinua, che si sta creando un ponte tra insegnanti di religione e materie laiche.</p>
<p>La Senatrice conferma di voler confondere i piani, ma nel farlo rivela finalmente il vero scopo di questa goffa presentazione di un argomento non compreso: la volontà di modifica del concordato. Questo suo fine però può essere raggiunto solo attraverso un improbabile attacco all’art. 7 della Costituzione.</p>
<p>“Sembravano fossero passati i tempi delle ideologie e ci fosse maggiore capacità di dialogo e confronto, invece certa “nuova” politica non fa altro che alimentare il divario tra lavoratori dello stesso comparto. – Afferma il Coordinatore Nazionale Uil scuola Irc prof. Giuseppe Favilla- Anziché pensare a politiche di inclusione, vera e definitiva, si pensa ad escludere. Forse la senatrice Granato sta mettendo in atto una politica basata sull’apparenza più che sulla sostanza. Riteniamo ancora una volta, – prosegue Favilla – pur rispettando la libertà di espressione di tutti,  che questo sia un vile attacco ad oltre 26000 docenti della scuola italiana i quali hanno la sola “colpa” di insegnare le radici culturali italiane e dell’intera Europa nell’alveo di una disciplina costituzionalmente garantita”.</p>
<p>Ci domandiamo infine, per quale motivo, un docente di religione che dovesse conseguire una laurea magistrale in scienze delle religioni o in filosofia o in storia, in aggiunta ai propri titoli pontifici (perché di questo in fin dei conti si tratta), non dovrebbe aver diritto ad essere inserito nelle graduatorie per insegnare e relative discipline? Siamo di fronte ad una vera e propria discriminazione della persona e non soltanto della disciplina, un colpo che giunge al termine di un pesante anno scolastico che ha coinvolto tutti gli attori del sistema d’istruzione e formazione. Questo ulteriore attacco ai docenti di religione che si vedono coinvolti in qualcosa a cui sono ESTRANEI – ribadisce Favilla – non è altro che una trovata più mediatica che sostanziale, con il solo obiettivo di screditare. Riteniamo, liberi da ogni forma di giudizio soggettivo, che la Senatrice conosca in modo davvero superficiale l’argomento che sta trattando. Purtroppo siamo lontani dalla vera politica, quella che fu dei padri costituenti, questa appare una politica fatta di spot e poco attenta alla persona!”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Credito Scolastico nella scuola secondaria di secondo grado</title>
		<link>https://uilscuola.it/il-credito-scolastico-nella-scuola-secondaria-di-secondo-grado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I docenti di religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico, nell’ambito della fascia, agli studenti che si avvalgono di tale insegnamento. Analogamente, i docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I docenti di religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico, nell’ambito della fascia, agli studenti che si avvalgono di tale insegnamento. Analogamente, i docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico, nell’ambito della fascia, agli studenti che si avvalgono di tale insegnamento.</p>
<p>In allegato la scheda operativa a cura della Uil Scuola IRC.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stabilizzazione a tempo indeterminato dei Docenti di Religione: la Uil Scuola IRC contribuisce agli emendamenti</title>
		<link>https://uilscuola.it/stabilizzazione-a-tempo-indeterminato-dei-docenti-di-religione-la-uil-scuola-irc-contribuisce-agli-emendamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La UIL Scuola IRC, consapevole che la politica talvolta non ha le conoscenze approfondite riguardo la disciplina giuridica dei docenti di religione, si è resa disponibile nel formulare due emendamenti a favore dei docenti di religione. Sono le proposte che lo scorso 18 maggio abbiamo indirizzato al Ministro e la sintesi delle varie richieste che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La UIL Scuola IRC, consapevole che la politica talvolta non ha le conoscenze approfondite riguardo la disciplina giuridica dei docenti di religione, si è resa disponibile nel formulare due emendamenti a favore dei docenti di religione. Sono le proposte che lo scorso 18 maggio abbiamo indirizzato al Ministro e la sintesi delle varie richieste che sono state condivise unitariamente, dal 2018 ad oggi. </em></p>
<p><em>Il tutto è stato riassunto in due emendamenti che, se recepiti, daranno risoluzione al precariato di religione cattolica.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/stabilizzazione-a-tempo-indeterminato-dei-docenti-di-religione-la-uil-scuola-irc-contribuisce-agli-emendamenti/">Stabilizzazione a tempo indeterminato dei Docenti di Religione: la Uil Scuola IRC contribuisce agli emendamenti</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Sindacati uniti stabilizzare precari di religione con 36 mesi di servizio</title>
		<link>https://uilscuola.it/sindacati-uniti-stabilizzare-precari-di-religione-con-36-mesi-di-servizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dichiarati Inammissibili tutti gli emendamenti, riguardanti gli insegnanti di religione cattolica e il loro concorso, che erano stati presentati da diverse parti politiche al DL Sostegni-bis. Le organizzazioni sindacali firmatarie del Patto per la scuola si sono riunite nella mattina di giovedì 17 giugno 2021 per concordare un’azione comune e chiedere congiuntamente una risposta concreta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Dichiarati Inammissibili tutti gli emendamenti, riguardanti gli insegnanti di religione cattolica e il loro concorso, che erano stati presentati da diverse parti politiche al DL Sostegni-bis.</strong></h3>
<p>Le organizzazioni sindacali firmatarie del Patto per la scuola si sono riunite nella mattina di giovedì 17 giugno 2021 per concordare un’azione comune e chiedere congiuntamente una risposta concreta alle istanze degli oltre 15000 docenti di religione cattolica precari.</p>
<p>Presenti i rappresentanti sindacali per gli insegnanti di religione cattolica delle sigle sindacali FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS CONFSAL e ANIEF</p>
<p>Le richieste comuni riguardano, in particolare, la stabilizzazione dei precari di religione con almeno 36 mesi di servizio. Le OO.SS. chiedono per questi precari un concorso straordinario riservato nel 2021 che porti alla formazione di una graduatoria a scorrimento fino al suo completo esaurimento. Viene inoltre ribadita, ancora una volta, anche la necessità dello scorrimento totale della graduatoria idonei del 2004.</p>
<p>Manuela Pascarella della FLC CGIL sottolinea: “Bisogna riconoscere un percorso di stabilizzazione per i docenti precari di religione cattolica, in analogia con gli altri colleghi. Parliamo di insegnanti che in alcuni casi sono in graduatoria dal concorso 2004, o che comunque hanno anche molto più di tre anni di servizio. Serve una procedura ad hoc, con una quota di posti loro dedicata.”</p>
<p>Per Ivana Barbacci della CISL scuola, anche il reclutamento dei docenti precari di Religione Cattolica deve diventare una priorità per il Parlamento, a partire dalla stabilizzazione progressiva dei quasi 15.000 incaricati annuali che svolgono servizio d’insegnamento anche da più di 10 anni. L’intervento normativo è considerato essenziale per dare dignità alla categoria e nello stesso tempo certezza di progettualità alle scuole. “Ci aspettiamo – precisa Barbacci – un segnale politico concreto dopo più di 17 anni dall’ultimo concorso.”</p>
<p>Giuseppe Favilla della UIL Scuola RUA prosegue chiarendo che la natura delle procedure straordinarie richieste debba essere non selettiva e che non vi siano ragioni per rimandare oltre, essendo l’immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica, a costo zero per lo Stato. Favilla insiste sull’importanza della formazione di una graduatoria a scorrimento fino a totale svuotamento per evitare il ricrearsi di situazioni in futuro analoghe a quella attuale e, in proposito, ricorda l’assoluta priorità da conferire al totale scorrimento della graduatoria del concorso del 2004.</p>
<p>Giuseppe Antinolfi Snals Confsal spiega che la situazione degli insegnanti precari di Religione Cattolica è delicata e al tempo stesso complessa e che come tale va trattata e affrontata. La problematica riguarda migliaia di docenti, con relative famiglie, e non può assolutamente essere ignorata. Ci aspettiamo – dichiara Antinolfi – un impegno serio e costruttivo da parte di tutte le forze politiche e da tutti gli organi istituzionali.”</p>
<p>Alessandro Manfridi di Anief,  conclude  ricordando che se in Italia un insegnante su tre vive in regime di precariato, la statistica sulla categoria degli insegnanti di religione presenta una situazione di un docente su due, con colleghi in servizio anche da vent’anni e mai stabilizzati. “Anief – ribadisce Manfridi – chiede che gli idr con 36 mesi di servizio possano essere immessi in ruolo con vari percorsi riservati, come avvenuto per i colleghi di altre classi di concorso”</p>
<p>L’azione sindacale condivisa delle OO.SS. porterà alla calendarizzazione di iniziative di mobilitazione finché l’Amministrazione dia una risposta adeguata a migliaia di docenti di religione cattolica.  Il manifesto unitario rappresenta un primo momento di protesta condiviso da parte delle OO.SS. ad esso ne seguiranno ancora altri affinché non venga meno l’attenzione oppure cali il silenzio sulla condizione dei docenti di religione cattolica incaricati annuali.</p>
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		<title>Uil Scuola IRC / Favilla: &#8220;Una politica di spot non fa bene ai docenti di Religione Cattolica&#8221;</title>
		<link>https://uilscuola.it/uil-scuola-irc-favilla-una-politica-di-spot-non-fa-bene-ai-docenti-di-religione-cattolica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gli IdR in questo periodo storico hanno bisogno di certezze e non di proclami riproponendo iniziative di alcuni parlamentari vecchie di due anni&#8221;. L&#8217;editoriale del Responsabile Nazionale UIL Scuola IRC. Il dibattito attuale, riguardo l’abolizione dell’IRC nella scuola, sembra nato non tanto da una mozione recente, bensì da una mozione a firma di diversi partiti, tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em>&#8220;Gli IdR in questo periodo storico hanno bisogno di certezze e non di proclami riproponendo iniziative di alcuni parlamentari vecchie di due anni&#8221;. L&#8217;editoriale del Responsabile Nazionale UIL Scuola IRC.</em></strong></h3>
<p>Il dibattito attuale, riguardo l<a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.orizzontescuola.it%2Fora-di-religione-mozione-per-abilirla-bucalo-fdi-non-ci-sta-ci-sarebbero-26-mila-docenti-a-spasso-che-non-possono-essere-utilizzati-in-altre-materie%2F&amp;e=17427e77&amp;h=a30f9d38&amp;f=n&amp;p=y">’abolizione dell’IRC</a> nella scuola, sembra nato non tanto da una mozione recente, bensì da una mozione a firma di diversi partiti, tra cui +Europa, PD, M5S e LEU, di ben due anni fa.</p>
<p>Prima di ogni considerazione di merito tengo a precisare che non si tratta né di una critica ad uno schieramento politico, né tanto meno un processo alle buone intenzioni di chi ha riproposto la questione, ma semplicemente sottolineare la poca opportunità, in questo frangente storico, politico e sociale per i docenti di religione, riaccendere la questione sull’abolizione dell’ora di religione a scuola.</p>
<p>Il post dell’on. Carmela Bucalo con tanto di foto “abolire l’ora di religione è una follia”, con tanto di firma e logo del partito tra le cui fila è stata eletta, arriva puntualmente dopo due anni e di venerdì pomeriggio poco prima che le sigle sindacali dei sindacati firmatari del “Patto per la scuola” diramino un comunicato stampa e un manifesto di protesta per la risoluzione del precariato dei docenti di religione. Immediatamente la notizia della mozione è rimbalzata, quasi oscurando l’azione sindacale unitaria, sui social e sulle pagine web prima di Tecnica della Scuola e a seguire da <a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.orizzontescuola.it%2Fora-di-religione-mozione-per-abilirla-bucalo-fdi-non-ci-sta-ci-sarebbero-26-mila-docenti-a-spasso-che-non-possono-essere-utilizzati-in-altre-materie%2F&amp;e=17427e77&amp;h=a30f9d38&amp;f=n&amp;p=y">Orizzonte Scuola</a>, scatenando, come di consueto centinaia di commenti ai relativi post, creando virtualmente separazione nel variegato mondo degli insegnanti.</p>
<p>Sono certo che l’intenzione dell’onorevole fosse buono, ma mi domando: è stata la scelta più opportuna per rivendicare l’insegnamento dell’IRC nella scuola pubblica statale e paritaria? È stata la scelta più incisiva per sottolineare che con l’abolizione dell’IRC circa 26000 docenti rischierebbero di perdere il lavoro dunque creando così l’ennesima catastrofe sociale?</p>
<p>A mio modesto avviso l’on. Bucalo, che ringraziamo sempre per aver portato le nostre rivendicazioni (non parlo come UIL nello specifico, ma come lavoratori in generale) nelle commissioni parlamentari e alla Camera dei Deputati, questa volta non abbia centrato pienamente l’obiettivo.  Infatti facendo riferimento alla questione IRC c’è da sottolineare che fra quelle forze politiche, ad eccezione del M5S, proprio nei giorni scorsi sono stati presentati numerosi emendamenti a favore della stabilizzazione dei docenti di religione cattolica. Lo stesso Sen. Nencini, rivalutando non tanto la questione dell’insegnamento della religione cattolica, ma la dignità del lavoratore e dunque dell’insegnante di religione cattolica si è espresso a favore della sua stabilizzazione a tempo indeterminato mettendosi in dialogo con le forze sindacali di settore e accogliendo la possibilità di dare una mano, attraverso il proprio ufficio legislativo, alla costruzione di emendamenti ad hoc. Premetto che non voglio e non devo difendere l’operato di alcun politico, ma mi permetto di sottolineare che una politica fatta di spot, come in questa occasione, possa rappresentare al contrario una fonte di disagio per migliaia di lavoratrici e lavoratori in qualità di docenti di religione cattolica, che mai come adesso, sentono forte il peso della precarietà.</p>
<p>Chiedo personalmente come docente di religione, ma anche come sindacalista e precario del sistema scolastico statale, che l’on. Bucalo pubblichi sul suo profilo o se lo ritiene opportuno trasmetta agli organi di stampa di settore, l’ulteriore mozione per l’abolizione dell’IRC, che sembra essere stata presentata nei giorni scorsi, perché da quanto mi risulta dalle ricerche sul web, ormai fonte di tutte le notizie, non c’è traccia di recente ma solamente una mozione risalente alla metà di giugno del 2019.</p>
<p>Qualora dovesse esserci una nuova mozione pronto a scusarmi e ad appoggiare la lotta che l’on. Bucalo ha prontamente palesato agli organi di stampa.</p>
<p>In questo momento però abbiamo la necessità di avere risposte certe e attuali dalla politica, da tutta la politica e trasversalmente e non essere esposti a strumentalizzazione da questo o quell’altro partito politico. Stiamo parlando di lavoratori e lavoratrici della scuola che con il loro insegnamento, inserito nelle finalità culturali della scuola stessa, danno il loro contributo alla crescita delle nuove generazioni e che, al pari degli altri docenti e lavoratori, devono avere una risposta dignitosa da tutta la politica e sottolineo senza strumentalizzazioni di sorta.</p>
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		<title>IdR, Uil Scuola IRC: &#8220;Grande soddisfazione per la presa di posizione della Presidenza CEI&#8221;</title>
		<link>https://uilscuola.it/idr-uil-scuola-irc-grande-soddisfazione-per-la-presa-di-posizione-della-presidenza-cei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Uil Scuola Irc accoglie con grande soddisfazione la presa di posizione da parte della Presidenza della Conferenza episcopale italiana durante la sessione straordinaria online che si è tenuta ieri pomeriggio e che si è concentrata, tra altri temi rilevanti, anche sulla situazione relativa agli insegnanti di religione cattolica. La Presidenza ha ribadito “la profonda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Uil Scuola Irc accoglie con grande soddisfazione la presa di posizione da parte della Presidenza della Conferenza episcopale italiana durante la sessione straordinaria online che si è tenuta ieri pomeriggio e che si è concentrata, tra altri temi rilevanti, anche sulla situazione relativa agli insegnanti di religione cattolica. La Presidenza ha ribadito “la profonda stima dei vescovi per i docenti di religione cattolica; è stato rinnovato l’impegno per una sollecita interlocuzione istituzionale, positiva ed efficace, diretta particolarmente alla valorizzazione di coloro che da tanti anni svolgono questo servizio”.</p>
<p>La Presidenza della Cei ha rilevato con attenzione la complessità della questione e la varietà delle situazioni presenti nelle diverse Regioni e Diocesi e ha auspicato l’apertura di uno specifico tavolo di confronto con il Ministero dell’Istruzione.</p>
<p>“Questa notizia si inserisce in un processo di interlocuzione attivato nell’ultima settimana e riaccende in noi la grande speranza di non essere soli in questa battaglia&#8221; &#8211; afferma Giuseppe Favilla, Segretario Nazionale della Uil Scuola Irc, che si dichiara in fiduciosa attesa di conoscere le azioni che verranno intraprese al tavolo col Ministero, assicurando la massima collaborazione da parte della Uil Scuola Irc che resta aperta e disponibile al dialogo insieme alle altre organizzazioni sindacali.</p>
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		<item>
		<title>ON. Brunetta, Gli IdR il concorso ordinario non lo vogliono</title>
		<link>https://uilscuola.it/on-brunetta-gli-idr-il-concorso-ordinario-non-lo-vogliono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vile attacco da parte dell’Amministrazione, benedetto dall’Intesa con la CEI, con cui si chiede autorizzazione a bandire due procedure concorsuali, uno infanzia e primaria e uno secondaria di primo e secondo grado, per 5116 insegnanti di religione cattolica. Le Organizzazioni Sindacali vengono a sapere per vie traverse di questa novità, infatti, al tavolo di giovedì [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em>Vile attacco da parte dell’Amministrazione, benedetto dall’Intesa con la CEI, con cui si chiede autorizzazione a bandire due procedure concorsuali, uno infanzia e primaria e uno secondaria di primo e secondo grado, per 5116 insegnanti di religione cattolica.</em></strong></h3>
<p>Le Organizzazioni Sindacali vengono a sapere per vie traverse di questa novità, infatti, al tavolo di giovedì 5 agosto, alla presenza di tutti i Sindacati rappresentativi per gli insegnanti di religione, convocati per lo scorrimento delle graduatorie del 2004, non una parola viene accennata. Scopriamo invece che è del 4 agosto la pubblicazione sul sito del ministero del DPCM, la richiesta però è datata 20 luglio ed è stata tenuta ben nascosta con evidente mancanza di rispetto verso le organizzazioni sindacali e verso tutta la categoria di insegnanti di religione.</p>
<p>Parliamo anche del numero di posti assolutamente ridicolo: 1900 posti in meno rispetto al dovuto, per insegnanti la cui immissione in ruolo è a costo 0. Siamo carne da macello. La nostra dignità e professionalità sono state lese.</p>
<p>Grande è l’indignazione verso la richiesta di autorizzazione a bandire un concorso secondo la legge 159, articolo 1 Bis. Dopo la dichiarazione di inammissibilità di tutti gli emendamenti proposti a favore dei precari di religione cattolica, emendamenti che non sono neppure stati presi in considerazione dal Ministero, ci ritroviamo con la richiesta di autorizzazione per un ordinario. Unici, discriminati.</p>
<p>Ricordiamo che alle altre categorie di precari che hanno superato i 36 mesi di insegnamento sono state concesse ben due occasioni di concorso straordinario, quello ancora da bandire con una procedura che riconosce pienamente i diritti di quanti lavorano nella scuola con grande impegno! Quale dunque la differenza che ci discrimina? Forse che la CEI, anziché tutelare i propri insegnanti abbia preteso per loro questa grande ingiustizia? Forse che siamo vittime di pregiudizi ideologici? La colpa di questa vergogna cade su responsabili che hanno volti e nomi precisi! Grandi sono la vergogna e lo scandalo per questa prova!</p>
<p>Non lasceremo cadere nel nulla la questione: hanno autorizzato? Noi non lo vogliamo. I docenti di religione NON vogliono il concorso ordinario.</p>
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		<item>
		<title>Ufficiale: 673 insegnanti di religione in ruolo</title>
		<link>https://uilscuola.it/ufficiale-673-insegnanti-di-religione-in-ruolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 09:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero ha comunicato l’assunzione di 673 idonei del 2004, pari alle cessazioni al 01 settembre. All’incontro erano presenti Giuseppe Favilla e Paolo Pizzo. La posizione della UIL Scuola. Dopo ripetute richieste di esaurimento totale delle GMR 2004, è comunque inaccettabile constatare che, se per la quasi totalità delle regioni interessate la questione si ritiene [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Il Ministero ha comunicato l’assunzione di 673 idonei del 2004, pari alle cessazioni al 01 settembre. All’incontro erano presenti Giuseppe Favilla e Paolo Pizzo. La posizione della UIL Scuola.</strong></h3>
<p>Dopo ripetute richieste di esaurimento totale delle GMR 2004, è comunque inaccettabile constatare che, se per la quasi totalità delle regioni interessate la questione si ritiene conclusa, ciò non si verificherà certamente in quattro regioni per alcuni ordini di scuola: Basilicata per infanzia, primaria e secondaria; Calabria scuola primaria; Campania scuola primaria e Molise scuola secondaria.</p>
<p>La Uil Scuola ha inoltre segnalato che i dati degli USR appaiono discordanti rispetto a quelli in suo possesso, e per tale motivo ha richiesto un ulteriore controllo, in modo particolare per due territori: Campania e Toscana nella scuola secondaria.</p>
<p>Le altre richieste emerse:</p>
<p>– è necessario considerare la quota del contingente complessivo (infanzia, primaria e secondaria) a livello regionale, nel rispetto del 70%, e che questo non sia fatto in modo rigido. Potrebbe tornare utile per le compensazioni tra gradi di scuola, affinché tutto il contingente assegnato possa essere utilizzato per l’assunzione in ruolo, indipendentemente dalla tabella di riferimento.<br />
In modo particolare, si spera che, a fronte di rinunce, il contingente in esubero in un grado possa essere assegnato a compensazione in un altro.</p>
<p>A tal proposito, la nostra O.S. a suo tempo aveva sostenuto l’opportunità di aumento dell’organico, seppur temporaneo, ciò avrebbe potuto dare risposta alla legittima rivendicazione di assunzione a tempo indeterminato dei colleghi già in servizio. La loro esperienza , infatti, per la quasi totalità è stata maturata dopo il superamento del concorso e dunque avrebbero potuto legittimamente richiedere la stabilizzazione superando il tetto previsto dal 70%.</p>
<p>Il 30% è ormai una percentuale che discrimina e non garantisce la dignità lavorativa di questi colleghi, almeno nelle regioni Basilicata, Calabria e Campania con particolare urgenza nelle ultime due.</p>
<p>– si rende necessaria una nota di chiarimento che ribadisca il mantenimento dello stipendio maturato con la ricostruzione di carriera.</p>
<p>– nella parte della bozza della circolare delle supplenze presentata dall’Amministrazione, che riguarda le ore di programmazione per la scuola primaria (da 1 a 11 ore si aggiunge un’ ora di programmazione, da 12 a 22 ore si aggiungono 2 ore), La UIL Scuola ha sostenuto l’equiparazione di tali ore anche per i docenti specialisti di religione, oggi trattati in modo differente (da 12 a 17 ore si aggiunge un’ora di programmazione, da 18 a 22 ore si aggiungono 2 ore), la nota di riferimento è in vigore da un quarto di secolo e non è supportata da alcuna normativa di riferimento specifica e dunque può essere superata con la circolare odierna. Tale proposta è stata appoggiata unitariamente.</p>
<p>La Uil Scuola, inoltre, ritiene opportuno tutelare i docenti ribadendo che la dignità del lavoratore non deve essere in alcun modo lesa: la possibilità di un contratto a tempo indeterminato per tutti non può essere ancora una mera illusione, lasciata in balia di episodi sporadici a scadenza quasi ventennale.</p>
<p>L’intervento politico, ritiene la Uil Scuola, deve essere la strada maestra che apra, in modo equo e coerente al principio di non discriminazione, una nuova stagione assunzionale per i docenti di religione cattolica. Infatti, rimangono in attesa di assunzione 13.600 docenti di cui oltre l’80% ha superato abbondantemente i 36 mesi di servizio. Per questi devono essere predisposte procedure straordinarie e non selettive così, come ormai avviene, per tutti gli altri docenti.</p>
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