Turi: “Sarà un anno delicato, dal ministro ci aspettiamo fatti e non parole”

In vista dell’incontro del 4 gennaio tra i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione, il Segretario generale UIL Scuola fa un bilancio del 2021 della scuola e analizza le sfide del 2022.

Un confronto in diretta per parlare della legge di Bilancio, dell’emergenza Covid e delle sfide del 2022 della scuola. A fare il punto l’appuntamento organizzato da OrizzonteScuola on line con i segretari generali dei sindacati scuola. Il Segretario generale UIL Scuola Pino Turi nel corso della diretta si è soffermato su diversi temi, ne riportiamo una sintesi.

I CONTAGI AUMENTANO E LA SCUOLA TORNA A PREOCCUPARE. “L’IMPATTO DELLA PANDEMIA NELLE SCUOLE E’ STATO SOTTOVALUTATO”

“In questi mesi di pandemia sono stati commessi tanti errori, per di più reiterati. Il ministro Bianchi ci ha detto più volte che la scuola era il luogo più sicuro in tempi di Covid, ora ci rendiamo conto che non è così”. Per risolvere l’emergenza non era sufficiente puntare solo sul vaccino. Per mesi abbiamo chiesto e rivendicato presidi sanitari nelle scuole, la riduzione del numero di alunni per classe, la sanificazione dell’aria delle aule. Purtroppo, ancora una volta – e questo è molto grave – l’impatto della pandemia sulla scuola è stato sottovalutato. Lo scorso anno si diceva che con il distanziamento si sarebbe risolto tutto e lo stesso è stato detto quest’anno. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. La sottovalutazione, aggiungo, si è dimostrata anche nella vicenda dell’organico Covid. In sostanza, non si è voluto ascoltare chi conosce la scuola, chi ha esperienza, chi è nella scuola da sempre e, cosa ancor più preoccupante, gli errori non sono stati riconosciuti”.

SUL RITORNO DELLA DAD

I sindacati della scuola hanno firmato convintamente un impegno per limitare la Dad il più possibile. Se ora qualcuno ci dice che la Dad è all’ordine del giorno ne prendiamo atto, ma c’è bisogno di dire che non si è raggiunto l’obiettivo. Ciò impone un  ripensamento generale di interventi per il rilancio del sistema scolastico costituzionale, quindi bisogna mettere in campo risorse e idee, lasciando da parte narrazioni e dichiarazioni esaltanti che nascondono la mancanza di  investimenti specifici.  Ad ogni modo, noto che ci si soffermi sempre sul risolvere il contingente, ma nessuno sottolinea l’importanza di una visione strategica per gestire la situazione scuola”.

“RAGIONARE OLTRE LA PANDEMIA. ALLA SCUOLA MANCA UNA VISIONE”

“La scuola è uno degli ultimi pilastri di questo paese ma manca una visione. Le mie critiche e quelle della mia organizzazione vanno oltre al modo di gestire la pandemia. La legge finanziaria ha solo parzialmente risposto, solo ad alcune rivendicazioni e c’è stato bisogno di tante proteste e di uno sciopero.

Noi continueremo a rivendicare un provvedimento specifico sulla scuola che parta dalle situazioni contingenti ma che poi tocchi molti altri punti”.

SUL TEMA DEI CONCORSI

Rilanciamo l’esigenza di un provvedimento legislativo che risolva i problemi rimasti inevasi a partire dal precariato.

I concorsi secondo noi vanno eliminati in questa modalità perché rappresentano un danno. Ricordo a tutti quanti che il PNRR prevede a febbraio la scadenza della riforma sul reclutamento. È necessario un nuovo sistema di reclutamento a regime e, contemporaneamente, ci vuole una fase transitoria.  Io non posso più tollerare che persone con 36 mesi di servizio non siano stabilizzate”.

L’INCONTRO DEL 4 GENNAIO: PRIORITA’ A CONTRATTO E DEFINIZIONE DEL QUADRO POLITICO

“Il primo punto da chiarire è quello politico, ma non è l’unico. Cercheremo di capire cosa voglia fare il ministro nei prossimi mesi. La UIL Scuola si presenterà all’incontro non per assistere passivamente a diatribe tra Bianchi e la politica, bensì per comprendere. Chiederò al ministro quale sarà la linea politica dal 1° gennaio in poi perché quella passata, è caratterizzata da troppi ministri che si sono avvicendati, con troppe idee e orientamenti diversi, orientamenti che hanno messo in grave difficoltà tutto il sistema scolastico. Fortunatamente la scuola ha retto perché è in grado di essere flessibile e autonoma, ma inizia a vacillare.

Il secondo punto riguarda ovviamente la materia contrattuale. Chiederò al ministro se sarà lui ad occuparsene o il parlamento e a seconda della risposta ci comporteremo di conseguenza. Non tolleriamo più miscugli e insalate russe. I parlamentari devono fare i parlamentari e non devono mettersi a “fare organizzazione”, ognuno deve occuparsi delle cose che conosce”.

LE URGENZE DELLA SCUOLA: “VOGLIAMO FATTI, NON CHIACCHIERE”

“Vogliamo capire dal governo se c’è un’inversione di tendenza rispetto all’autonomia scolastica, alla scuola della costituzione. Non possiamo limitarci ai temi più vicini temporalmente e ai piccoli cabotaggi. Dopo tutto quello che c’è stato, dopo quello che abbiamo vissuto, siamo alla fine della legislatura e vogliamo capire cosa si può fare. Le urgenze risiedono nel precariato, nei DSGA facente funzione, nell’abolizione dei vincoli della mobilità Sono tre punti che porteremo al tavolo con il ministro. Non ci aspettiamo chiacchiere, ma fatti”. 


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