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	<title>precariato scuola Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<title>precariato scuola Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<item>
		<title>Incontro al MIM, riforma Istituti Tecnici: riduzione di discipline e ore senza confronto. Fermare l’applicazione</title>
		<link>https://uilscuola.it/incontro-al-mim-riforma-istituti-tecnici-riduzione-di-discipline-e-ore-senza-confronto-fermare-lapplicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 18:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La UIL Scuola ha infine sottolineato come la riforma sia stata definita senza un reale confronto con le scuole e con tempi che rischiano di creare ulteriori difficoltà organizzative. L’approvazione delle nuove disposizioni dopo la fase delle iscrizioni e mentre sono già in corso le operazioni sugli organici rende infatti ancora più complicata la programmazione didattica e organizzativa degli istituti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/incontro-al-mim-riforma-istituti-tecnici-riduzione-di-discipline-e-ore-senza-confronto-fermare-lapplicazione/">Incontro al MIM, riforma Istituti Tecnici: riduzione di discipline e ore senza confronto. Fermare l’applicazione</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 marzo si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito un incontro dedicato alla revisione degli indirizzi degli Istituti Tecnici e alla definizione delle classi di concorso da associare ai nuovi quadri orari previsti dal decreto di attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022 n. 144.</p>
<p><strong>La bozza di decreto<br />
</strong>Nel corso dell’incontro l’amministrazione ha presentato la bozza di decreto che individua le classi di concorso da attribuire alle discipline dei percorsi di istruzione tecnica, in relazione ai nuovi indirizzi e alle articolazioni definiti con il decreto ministeriale 19 febbraio 2026, n. 29.</p>
<p>Il provvedimento stabilisce le classi di concorso per le discipline del primo biennio, del secondo biennio e del quinto anno sulla base della normativa vigente (DPR 19/2016 e successive integrazioni).</p>
<p>Il decreto individua inoltre le classi di concorso relative alle discipline del percorso annuale di specializzazione per Enotecnico, previsto nell’ambito dell’indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria.</p>
<p>Le assegnazioni sono riportate negli allegati al decreto:<br />
&#8211; Allegato A per l’area di istruzione generale nazionale;<br />
&#8211; Allegati da 1 a 11 per le diverse aree di indirizzo;<br />
&#8211; Allegato 12 per il percorso di specializzazione per Enotecnico.</p>
<p>Già nella Circolare n. 1397 del 19 marzo, con cui sono state fornite le prime <em>indicazioni operative </em>per la revisione delle discipline e dei quadri orari, emerge chiaramente come le scuole siano chiamate a intervenire attraverso la quota di autonomia del curricolo (66 ore per ciascun anno del biennio) al fine di evitare situazioni di soprannumerarietà.<br />
In questo modo si punta a compensare la riduzione di ore prevista per alcune discipline (ad esempio inglese, geografia, ecc.) oppure a gestire i casi di perdenti posto determinati dall’introduzione di nuove discipline e dal conseguente accorpamento di alcune classi di concorso.<br />
Per evitare la perdita del posto di lavoro, si arriva persino a ipotizzare l’assegnazione della stessa disciplina a due docenti, con evidenti criticità in termini di continuità didattica e valutazione degli apprendimenti.</p>
<p>Il quadro che ne emerge è fortemente problematico: i Collegi dei Docenti sono chiamati a deliberare interventi finalizzati a ridurre, per quanto possibile, gli effetti negativi della riforma.<br />
Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione ha prospettato una serie di possibili soluzioni per la compensazione degli orari delle discipline, che saranno sottoposte agli Uffici Scolastici Regionali (USR), chiamati alla definizione degli organici.</p>
<p>Infine, l’Amministrazione si è dichiarata disponibile a valutare eventuali modifiche dei quadri orari, in particolare orientate alla riduzione delle discipline dell’Area di Istruzione Generale e all’incremento delle ore e delle materie di indirizzo.</p>
<p>A tale prospettiva la UIL Scuola ha espresso netta contrarietà, evidenziando come una simile scelta rischi di ridurre la preparazione di base degli studenti e di indebolire, sin dalle fondamenta, quel patrimonio di conoscenze necessario per lo sviluppo delle competenze di cittadinanza.</p>
<p><strong>La posizione della UIL Scuola<br />
</strong>Durante l’incontro la UIL Scuola ha ribadito la propria contrarietà per l’impianto complessivo della riforma e ha chiesto ancora una volta di fermare l’applicazione.<br />
Si tratta di una posizione espressa in più occasioni, sia negli incontri istituzionali con il Ministero sia nell’ambito del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), dove erano state evidenziate diverse criticità del provvedimento.</p>
<p><strong>Tempi troppo stretti<br />
</strong>I tempi previsti per l’attuazione della riforma non consentono alle scuole una programmazione adeguata.<br />
Gli istituti, infatti, non hanno avuto il tempo necessario per svolgere un lavoro serio di orientamento con studenti e famiglie, indispensabile per spiegare i cambiamenti previsti nei percorsi degli istituti tecnici.</p>
<p><strong>Mancano ancora le Linee guida<br />
</strong>Abbiamo inoltre evidenziato come il processo di riforma stia andando avanti senza alcuni strumenti fondamentali.<br />
Non sono ancora state emanate le nuove Linee guida degli Istituti Tecnici, che dovrebbero indicare gli obiettivi di apprendimento dei nuovi indirizzi e chiarire il contributo delle diverse discipline al raggiungimento del PECuP (Profilo educativo, culturale e professionale) al termine del percorso di studi.<br />
In assenza delle Linee guida, le scuole sono pertanto prive di indicazioni chiare circa la determinazione delle disciplina rispetto alla “Quota del curricolo a disposizione della scuola”, con il forte rischio di una forte frammentazione nelle scelte operate dalle Istituzioni scolastiche. Senza queste indicazioni diventa difficile definire in modo chiaro le classi di concorso e affrontare anche la questione delle eventuali classi atipiche.<br />
A ciò si aggiunge una forte incertezza sul piano organizzativo: gli istituti tecnici non hanno ancora potuto inserire nel SIDI le richieste di organico, mentre si avvicina il periodo delle domande di mobilità del personale docente.</p>
<p><strong>Riduzione delle ore<br />
</strong>La riforma prevede inoltre riduzioni di ore in diverse discipline presenti negli istituti tecnici, tra cui geografia, arte, disegno tecnico, informatica, economia aziendale, diritto e seconda lingua comunitaria. È prevista anche una riduzione delle ore di italiano nel quinto anno.<br />
Una scelta che rischia di ridurre il tempo scuola proprio nell’ultimo anno del percorso e che potrebbe avere ricadute sulla qualità della preparazione degli studenti.</p>
<p><strong>Nessun vero confronto con le scuole<br />
</strong>La UIL Scuola ha infine sottolineato come la riforma sia stata definita senza un reale confronto con le scuole e con tempi che rischiano di creare ulteriori difficoltà organizzative.</p>
<p>L’approvazione delle nuove disposizioni dopo la fase delle iscrizioni e mentre sono già in corso le operazioni sugli organici rende infatti ancora più complicata la programmazione didattica e organizzativa degli istituti.<br />
Per tutte queste ragioni la UIL Scuola ha ribadito la richiesta di sospendere l’attuazione della riforma e aprire un confronto vero con le scuole, per evitare interventi affrettati che potrebbero ridurre il tempo scuola e indebolire la formazione negli istituti tecnici.</p>
<p>Per l’Amministrazione erano presenti il Capo Dipartimento dott.ssa C. Palumbo e il Direttore Generale dott. E. Acerra.<br />
Per la UIL Scuola hanno partecipato Rosa Cirillo e Andrea Codispoti.</p>
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		<title>Elenchi regionali 2026-27, Uil Scuola: anche gli idonei ai concorsi straordinari devono essere inclusi</title>
		<link>https://uilscuola.it/elenchi-regionali-2026-27-uil-scuola-anche-gli-idonei-ai-concorsi-straordinari-devono-essere-inclusi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 16 gennaio, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolta una riunione di informativa sindacale avente ad oggetto la costituzione degli elenchi regionali finalizzati alle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione ha illustrato la bozza di Ordinanza ministeriale, di prossima emanazione, che definisce criteri e modalità di costituzione e di utilizzo degli elenchi regionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/elenchi-regionali-2026-27-uil-scuola-anche-gli-idonei-ai-concorsi-straordinari-devono-essere-inclusi/">Elenchi regionali 2026-27, Uil Scuola: anche gli idonei ai concorsi straordinari devono essere inclusi</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>I posti vacanti e disponibili per le assunzioni devono essere resi noti preventivamente. </em><br />
</strong><br />
Il 16 dicembre, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolta una riunione di informativa sindacale avente ad oggetto la costituzione degli elenchi regionali finalizzati alle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione ha illustrato la bozza di Ordinanza ministeriale, di prossima emanazione, che definisce criteri e modalità di costituzione e di utilizzo degli elenchi regionali.</p>
<p><strong>Requisiti di accesso<br />
</strong>Possono presentare domanda i candidati che congiuntamente:<br />
&#8211; hanno partecipato a procedure concorsuali bandite dal 1° gennaio 2020 per posti comuni o di sostegno (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado);<br />
&#8211; hanno conseguito almeno 70/100 alla prova orale.<br />
Per la secondaria con prova pratica integrata: il punteggio orale è la media aritmetica tra prova pratica e colloquio.</p>
<p><strong>Procedure concorsuali ammesse<br />
</strong>&#8211; Concorso ordinario 2020 + STEM 1 (DD n. 498 e 499 del 21/04/2020 e DD n. 826 dell’11/06/2021)<br />
&#8211; STEM 2 (DD n. 252 del 31/01/2022)<br />
&#8211; Educazione motoria scuola primaria (DD n. 1330 del 4/08/2023)<br />
&#8211; Concorso PNRR1 (DD n. 2575 e 2576 del 6/12/2023)<br />
&#8211; Concorso PNRR2 (DD n. 3059 e 3060 del 10/12/2024)</p>
<p><strong>Esclusioni<br />
</strong>Non possono presentare domanda:<br />
&#8211; docenti già a tempo indeterminato;<br />
&#8211; docenti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo.</p>
<p><strong>Struttura degli elenchi regionali<br />
</strong>&#8211; Saranno distinti per classe di concorso e tipologia di posto.<br />
&#8211; Saranno costituiti prima per ordine cronologico della procedura concorsuale.<br />
&#8211; Poi, all’interno della stessa procedura, per punteggio complessivo (scritto + orale). Per le classi di concorso della scuola secondaria per le quali la procedura concorsuale ha previsto lo svolgimento della prova pratica nell’ambito della prova orale, il punteggio di riferimento della prova orale è dato dalla media aritmetica della valutazione della prova pratica e del colloquio.<br />
&#8211; In caso di parità di punteggio: si applicano le precedenze ex art. 5, c. 4, DPR 487/1994, da dichiarare in domanda.</p>
<p><strong>Presentazione della domanda<br />
</strong>&#8211; È possibile scegliere un’unica regione per tutte le classi di concorso/posti per cui si ha titolo.<br />
&#8211; La domanda si presenta in modalità esclusivamente online dalle ore 9.00 del giorno di pubblicazione dell’avviso fino alle ore 23.59 del 19° giorno successivo.</p>
<p><strong>Cosa fanno gli USR<br />
</strong>&#8211; Contestualmente all’apertura delle istanze, ciascun USR pubblica la consistenza numerica delle graduatorie ancora vigenti per le assunzioni a TI, tenendo conto delle operazioni di reclutamento già effettuate e delle cancellazioni.<br />
&#8211; Gli elenchi regionali pubblicati dagli USR sono consultabili solo dagli interessati sul sistema informativo MIM.</p>
<p><strong>Utilizzo degli elenchi per le assunzioni per l’a.s. 2026/27<br />
</strong>Per il 50% dei posti vacanti e disponibili destinato alle immissioni in ruolo dai concorsi (l’altro 50% è destinato alle GAE), si attinge agli elenchi regionali in caso di esaurimento delle graduatorie di tutti i concorsi vigenti (compresi gli idonei, integrati secondo la normativa vigente) e prima della fase straordinaria di assunzioni da GPS (al momento prevista per i soli posti di sostegno).</p>
<p><strong>Accettazione della sede<br />
</strong>&#8211; Si ha l’obbligo di accettare o rinunciare entro 5 giorni.<br />
&#8211; La mancata accettazione è considerata rinuncia d’ufficio con conseguente decadenza dall’incarico e cancellazione dall’elenco regionale.<br />
&#8211; L’accettazione dell’assegnazione della sede scolastica comporta l’impossibilità di partecipare alle procedure per il conferimento degli incarichi a tempo determinato e, comunque, di ottenere qualsivoglia tipo di incarichi di supplenza per l’anno scolastico di riferimento.</p>
<p><strong>Tipologia di contratto (PNRR1 e PNRR2 – posto comune secondaria)<br />
</strong>&#8211; Per i candidati abilitati all’atto della stipula del contratto: l’assunzione è a tempo indeterminato.<br />
&#8211; Per i candidati non abilitati all’atto della stipula del contratto: stipula del contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo per il 2026/27 con obbligo di conseguire l’abilitazione entro l’a.s. 2026/27 (con successiva decorrenza giuridica ed economica della nomina in ruolo l’1/9/2027).</p>
<p><strong>Docenti che hanno rinunciato alla immissione in ruolo dal concorso oppure rinunceranno al ruolo dagli elenchi<br />
</strong>Sia i docenti che hanno rinunciato al ruolo da una graduatoria concorsuale, sia quelli che rinunceranno all&#8217;immissione in ruolo dagli stessi elenchi possono comunque iscriversi ogni anno negli elenchi regionali</p>
<hr />
<p><strong>Posizione della UIL Scuola RUA</strong></p>
<p><strong>Inclusione dei candidati idonei ai concorsi straordinari<br />
</strong>Abbiamo contestato l’esclusione dei candidati idonei inseriti nelle graduatorie dei concorsi straordinari. La legge istitutiva degli elenchi regionali non fa alcun riferimento alla natura “ordinaria” del concorso. Inoltre, in particolare i docenti del concorso straordinario 2020, avendo comunque superato una prova, hanno diritto all’inclusione negli elenchi.<br />
Su questo aspetto, l’Amministrazione non ha manifestato disponibilità ad accogliere la richiesta, motivando tale posizione con l’assenza di una previsione normativa che consenta tale possibilità.</p>
<p><strong>Vincolo di un’unica regione per tutti gli ordini e classi di concorso<br />
</strong>C&#8217;è una criticità rilevante nella previsione che impone la scelta di un’unica regione per tutte le classi di concorso e per tutti gli ordini di scuola considerato che:<br />
&#8211; un candidato può aver partecipato a procedure concorsuali diverse in regioni diverse (ad esempio primaria in una regione e secondaria di I grado in un’altra);<br />
&#8211; la disponibilità dei posti varia sensibilmente tra infanzia e primaria e tra I e II grado.<br />
Non appare ragionevole impedire la scelta di regioni diverse, se si è partecipato a procedure concorsuali diverse (infanzia/primaria e I/II grado) soprattutto in assenza di una chiara e preventiva conoscenza dei posti effettivamente disponibili.<br />
Per tali motivi, abbiamo chiesto una modifica del decreto affinché sia consentita la scelta di una regione distinta per ciascuna procedura concorsuale a cui il candidato ha partecipato.</p>
<p><strong>Trasparenza e certezza dei posti disponibili<br />
</strong>Infine, come UIL Scuola abbiamo evidenziato che il punto vero resta la trasparenza e la certezza sui posti effettivamente vacanti e disponibili nelle singole regioni su cui è possibile assumere in ruolo. Non basta, quindi, come indicato nella bozza della Ordinanza ministeriale, la pubblicazione, da parte degli USR, delle graduatorie delle procedure concorsuali ancora in vigore, ma contestualmente gli Uffici devono rendere noti anche eventuali posti rimasti disponibili al netto delle operazioni di immissione in ruolo.<br />
La scelta della regione in cui inserirsi nell’elenco regionale da parte dei candidati dipende in modo diretto dalle reali possibilità di assunzione, che allo stato attuale non si conoscono. In queste condizioni, la possibilità di operare una scelta realmente consapevole rischia di restare solo “sulla carta” considerando che gli elenchi durano solo un anno scolastico e poi vanno aggiornati.<br />
Senza un quadro chiaro delle disponibilità, si chiede ai docenti di spostarsi sul territorio nazionale senza adeguate garanzie, con il rischio concreto di creare aspettative che poi non trovano riscontro nelle assunzioni effettive.<br />
Su questo punto, l’Amministrazione ha assunto l’impegno a fornire indicazioni agli Uffici scolastici provinciali affinché questi ultimi rendano pubblici i posti rimasti disponibili al termine delle operazioni di immissione in ruolo.</p>
<p><strong>Assunzione di tutti gli idonei, GPS come canale strutturale per le immissioni in ruolo e superamento della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto.<br />
</strong>Sul piano assunzionale, continuiamo a rivendicare con forza l’eliminazione della soglia del 30% per gli idonei e l’avvio di un piano straordinario di assunzioni che tenga conto di tutti i docenti idonei, senza ulteriori limitazioni.<br />
In una prospettiva più ampia, ribadiamo, come già fatto più volte in tutti i tavoli amministrativi e politici, la necessità di trasformare le GPS di prima fascia, per posto comune e per sostegno, in uno strumento strutturale di reclutamento, al pari degli elenchi regionali.<br />
Contestualmente, riteniamo non più rinviabile il superamento della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto, ormai anacronistica e non più rispondente alla reale organizzazione delle scuole, al fine di consentire assunzioni su tutti i posti effettivamente disponibili, in grado di rispondere in modo stabile alle reali esigenze del sistema scolastico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Incremento organici, la Uil Scuola sollecita il MIM su educatori e insegnanti di religione cattolica</title>
		<link>https://uilscuola.it/organici-la-uil-scuola-sollecita-il-mim-su-educatori-e-insegnanti-di-religione-cattolica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 14:01:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educatori]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti religione cattolica]]></category>
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		<category><![CDATA[concorso personale educativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Report informativa al MIM: Serve un organico aggiuntivo strutturale. Subito una riforma per il personale educativo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/organici-la-uil-scuola-sollecita-il-mim-su-educatori-e-insegnanti-di-religione-cattolica/">Incremento organici, la Uil Scuola sollecita il MIM su educatori e insegnanti di religione cattolica</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Serve un organico aggiuntivo strutturale. Subito una riforma per il personale educativo.</em><br />
</strong><br />
Il 17 giugno 2025 si è svolto l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Organizzazioni Sindacali in cui è stata presentata la dotazione organica 2025/2026 del personale educativo e dei docenti di Religione Cattolica.</p>
<p><strong>Personale educativo<br />
</strong><strong>Per il 2025/26 sono 35.340 gli alunni e 2.258 posti.<br />
</strong>In apertura di incontro abbiamo espresso forte preoccupazione per l’attuale stato del personale educativo nelle istituzioni convittuali e negli educandati statali, in particolare rispetto ai criteri di determinazione degli organici e alle condizioni di lavoro del personale.</p>
<p><strong><em>Criticità dell’attuale sistema di calcolo dell’organico<br />
</em></strong>L’organico educativo continua ad essere determinato secondo il D.I. 131/2002, che prevede parametri superati e non aggiornati, basati sulla somma di convittori e semiconvittori. Dal 2011/2012 il Ministero dell’Istruzione limita la consistenza dell’organico, impedendo ogni adeguamento al reale incremento della popolazione scolastica.</p>
<p><strong><em>Proposte UIL Scuola RUA<br />
</em></strong>Per risolvere tali problematiche, la UIL Scuola Rua ritiene non più rinviabili alcuni interventi tra i quali:<br />
&#8211; Istituzione di un organico aggiuntivo, flessibile, capace di rispondere a fluttuazioni nel numero degli iscritti e a bisogni non previsti in organico di diritto, anche al fine di far fronte al numero crescente di convittrici nelle istituzioni miste.<br />
&#8211; Creazione di una figura di educatore specializzato nel sostegno ai convittori e semiconvittori con disabilità, con funzioni specifiche anche al di fuori dell’orario scolastico per dare una risposta concreta all’aumento degli alunni con disabilità, al momento senza adeguati supporti educativi.<br />
&#8211; Stabilizzazione del personale educativo precario, oggi oltre il 25% della dotazione nazionale, attraverso corsi abilitanti e nuove procedure di reclutamento, dato che l’ultimo concorso risale al 2000.<br />
&#8211; Piena equiparazione giuridica ed economica tra personale a tempo determinato e indeterminato, inclusa la mobilità, progressione di carriera e accesso al bonus per l’aggiornamento professionale.</p>
<p>Abbiamo rivendicato un immediato intervento legislativo e amministrativo, volto a:<br />
&#8211; ripristinare la funzionalità dell’ambito educativo,<br />
&#8211; tutelare la qualità del servizio nei convitti e negli educandati,<br />
&#8211; garantire agli alunni, in particolare quelli con disabilità, una vera inclusione educativa.</p>
<p>Solo così sarà possibile restituire a queste istituzioni il ruolo centrale che meritano nella formazione delle nuove generazioni, in linea con i bisogni di una società in continua trasformazione, e la dignità professionale e umana di un’intera categoria.<br />
Al termine dell&#8217;incontro la Uil Scuola Rua ha richiesto all&#8217;Amministrazione un tavolo permanente di confronto sulle tematiche esposte.</p>
<p><strong>Insegnanti di religione cattolica<br />
</strong><strong>Per il 2025/26 la dotazione organica è di 23.792 unità.<br />
</strong>La Federazione UIL Scuola Rua ha ribadito con determinazione l’urgenza di costituire un organico aggiuntivo per l’insegnamento della religione cattolica (IRC), a partire dall’anno scolastico 2025/2026.<br />
La normativa vigente – in particolare il D.P.R. 751/1985, attuativo dell’Accordo di revisione del Concordato del 1984 – sancisce che l’insegnamento della religione cattolica è parte integrante dell’offerta formativa, in piena parità con le altre discipline scolastiche. È pertanto inaccettabile che, a fronte di un fabbisogno stabile e, in taluni contesti, persino crescente, si continui a operare con una dotazione organica ridotta e inadeguata.</p>
<p><strong>Abbiamo evidenziato una criticità concreta e diffusa</strong>: in molti istituti scolastici, i docenti IRC ricoprono incarichi di sistema – come quello di collaboratore del dirigente scolastico – e sono distaccati per svolgere tali funzioni. In assenza di un organico aggiuntivo, però, le ore di insegnamento da essi coperte non vengono sostituite, con ricadute negative sull’organizzazione didattica. Questo genera disservizi, carichi aggiuntivi per altri docenti o, peggio, la scopertura totale delle ore.<br />
Una simile situazione compromette il pieno esercizio del diritto allo studio per gli alunni che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e penalizza i lavoratori, costretti a operare in condizioni di instabilità e con carichi non sostenibili.</p>
<p>L’istituzione dell’organico aggiuntivo è indispensabile per:<br />
&#8211; garantire la continuità didattica e la qualità dell’insegnamento;<br />
&#8211; tutelare i diritti degli studenti;<br />
&#8211; riconoscere pienamente il ruolo professionale dei docenti IRC, anche nelle funzioni organizzative e gestionali della scuola.</p>
<p>Occorre una risposta concreta, strutturale e non più rinviabile.<br />
Per la UIL scuola hanno partecipato Paolo Pizzo e Mario D’Ambrosio.</p>
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		<title>Turi: “Sulla pandemia ancora gli stessi errori. Il nuovo contratto? No a soluzioni al ribasso”</title>
		<link>https://uilscuola.it/turi-sulla-pandemia-ancora-gli-stessi-errori-il-nuovo-contratto-no-a-soluzioni-al-ribasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 14:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rinnovo del contratto scuola, gestione della pandemia, precariato e relazioni col ministro dell’Istruzione. Il Segretario generale UIL Scuola fa il punto della situazione, una settimana dopo l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati e Bianchi. Segretario, il 2022 è cominciato con l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Rinnovo del contratto scuola, gestione della pandemia, precariato e relazioni col ministro dell’Istruzione. Il Segretario generale UIL Scuola fa il punto della situazione, una settimana dopo l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati e Bianchi. </strong></h3>
<p><strong>Segretario, il 2022 è cominciato con l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione. A che punto sono le relazioni con Bianchi? </strong></p>
<p><em>Nei confronti del ministro e delle sue dichiarazioni di questi mesi abbiamo sempre riposto fiducia, riconoscendone ruolo e posizione. Quello che però il ministro ha dimostrato con i fatti è, purtroppo, troppo poco e la valutazione del suo operato non può che essere negativa. </em></p>
<p><strong>Qual è la discrepanza?</strong></p>
<p><em>Quello che manca è un quadro politico ben definito. Se mi siedo ad un tavolo col ministro devo sapere qual è l’elemento che ci unisce, devo sapere quello che un ministro può e vuole fare e quello che un ministro non può e non vuole fare. Le domande sono tante: quale sarà la linea politica quest’anno? Chi prenderà la decisioni? La linea politica sulla scuola sarà quella degli atti di governo o delle dichiarazioni del ministro? </em></p>
<p><strong>Qual è la sua previsione su questo? </strong></p>
<p><em>Ad oggi, mi sembra che il ministro non stia toccando palla. Per la scuola non vedo in programma investimenti reali e sulla gestione della pandemia, si è riusciti, nonostante l’esperienza acquisita, ad arrivare alle stesse condizioni di due anni fa, puntando solo sul vaccino; per mesi abbiamo chiesto e rivendicato presidi sanitari nelle scuole, la riduzione del numero di alunni per classe, la sanificazione dell’aria delle aule. Purtroppo, ancora una volta l’impatto della pandemia sulla scuola è stato sottovalutato e questo non è colpa del ministro ma del governo, che ha deciso di risparmiare e non aiutare in pieno un settore fondamentale per questo paese. </em></p>
<p><strong>In sostanza, più chiarezza e meno interferenze tra i vari ruoli.</strong></p>
<p><em>È quello che auspichiamo. I sindacalisti devono fare i sindacalisti, il ministro dell’Istruzione deve fare il ministro dell’Istruzione e lo stesso vale per i parlamentari. Le interferenze a cui abbiamo assistito in questi mesi non fanno bene a nessuno. Siamo disponibili a partecipare ai tavoli col ministro a patto che ci sia un intento di trovare soluzioni con obiettivi comuni. Non possiamo sederci ad un tavolo e subire veti assurdi dal governo perché poi le spiegazioni alla gente dobbiamo darle noi dei sindacati. Il tavolo nasconde in sé una foglia di fico che fa pensare ai miei rappresentati che coincida con qualcosa di concreto, quando in questi mesi di concreto si è fatto e visto poco o nulla. E nel frattempo, la frustrazione e la rabbia delle persone aumentano. </em></p>
<p><strong>Spesso le grandi crisi, seppur drammatiche, uniscono il Paese. Per quanto riguarda quella correlata al Covid, non è avvenuto l’esatto contrario? </strong></p>
<p><em>Mi concentro sulla scuola e dico che mai come in questo momento ci troviamo in una situazione di divisione che il governo ha contribuito pesantemente ad esasperare. È difficile pensare ad un futuro della scuola se non si risolvono il problema del precariato e il problema dello sfruttamento del lavoro delle persone, criticità che il covid ha pesantemente aggravato. Penso ad esempio all’Organico Covid, vissuto come una vittoria, ma che in realtà rappresenta un elemento di sfruttamento, dal momento che non lascia alcuna prospettiva di futuro. </em></p>
<p><strong>Sempre in ottica precariato, non possiamo non chiederle un passaggio sui concorsi. </strong></p>
<p><em>Non danno risposte al precariato, anzi. I concorsi secondo noi vanno eliminati in questa modalità perché rappresentano un danno. Ricordo a tutti quanti che il PNRR prevede a febbraio la scadenza della riforma sul reclutamento. È necessario un nuovo sistema di reclutamento a regime e, contemporaneamente, ci vuole una fase transitoria.  Io non posso più tollerare che persone con 36 mesi di servizio non siano stabilizzate”. E poi,  come si fa ancora a sostenere la bontà dei concorsi, quando dopo anni &#8211;  è il caso del concorso dei Dirigenti scolastici &#8211;  emergono gravi illegittimità ed  algoritmi fasulli? Il sistema dei concorsi, così come è ora,  è fallito. Serve un nuovo strumento di reclutamento.</em></p>
<p><strong>Veniamo al rinnovo del contratto. Si ritiene ottimista? A che punto siamo? </strong></p>
<p><em>Non saremo passivi o alla ricerca di soluzioni al ribasso e partiamo subito dal presupposto che le risorse per il contratto sono al momento insufficienti. Chiediamo un provvedimento strategico sulla scuola che metta insieme tre o quattro problemi da portare a soluzione: penso al precariato, ai dsga, all’abolizione dei vincoli della mobilità e si dovranno cercare risorse aggiuntive per consentire un rinnovo contrattuale che ridia dignità e prestigio al personale. Va valutato insieme il tema degli ITS su cui, come ho ribadito al ministro, siamo molto critici sulle soluzioni al vaglio del Parlamento: non vogliamo trasformare questo paese in un grande centro di professione, magari “regalandolo” agli industriali. In sostanza, chiedo al ministro di trovare insieme a noi gli obiettivi e di tornare ad agire e a riflettere insieme. </em></p>
<p><strong>Chiudiamo infine tornando al tema pandemia. Una sua vecchia battaglia è quella di avere a disposizione i dati dei contagi del mondo della scuola. A che punto siamo su questo? </strong></p>
<p>Siamo in una situazione di grande difficoltà ed incertezza. Avere a disposizione i dati dei contagi nella scuola pubblici sarebbe un grande passo per dare certezze a famiglie e studenti e permetterebbe di assumere decisioni più coerenti, in funzione dei dati reali e non di quelli presunti. È una battaglia che rinnoviamo ormai da anni che continua a non avere risposta. Non molleremo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista di Paolo Riggio</p>
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