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	<title>Segretario Generale Uil Scuola Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<title>Segretario Generale Uil Scuola Archivi - UILSCUOLA</title>
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		<title>Turi: “Sulla pandemia ancora gli stessi errori. Il nuovo contratto? No a soluzioni al ribasso”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 14:53:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rinnovo del contratto scuola, gestione della pandemia, precariato e relazioni col ministro dell’Istruzione. Il Segretario generale UIL Scuola fa il punto della situazione, una settimana dopo l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati e Bianchi. Segretario, il 2022 è cominciato con l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Rinnovo del contratto scuola, gestione della pandemia, precariato e relazioni col ministro dell’Istruzione. Il Segretario generale UIL Scuola fa il punto della situazione, una settimana dopo l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati e Bianchi. </strong></h3>
<p><strong>Segretario, il 2022 è cominciato con l’incontro del 4 gennaio tra i sindacati della scuola e il ministro dell’Istruzione. A che punto sono le relazioni con Bianchi? </strong></p>
<p><em>Nei confronti del ministro e delle sue dichiarazioni di questi mesi abbiamo sempre riposto fiducia, riconoscendone ruolo e posizione. Quello che però il ministro ha dimostrato con i fatti è, purtroppo, troppo poco e la valutazione del suo operato non può che essere negativa. </em></p>
<p><strong>Qual è la discrepanza?</strong></p>
<p><em>Quello che manca è un quadro politico ben definito. Se mi siedo ad un tavolo col ministro devo sapere qual è l’elemento che ci unisce, devo sapere quello che un ministro può e vuole fare e quello che un ministro non può e non vuole fare. Le domande sono tante: quale sarà la linea politica quest’anno? Chi prenderà la decisioni? La linea politica sulla scuola sarà quella degli atti di governo o delle dichiarazioni del ministro? </em></p>
<p><strong>Qual è la sua previsione su questo? </strong></p>
<p><em>Ad oggi, mi sembra che il ministro non stia toccando palla. Per la scuola non vedo in programma investimenti reali e sulla gestione della pandemia, si è riusciti, nonostante l’esperienza acquisita, ad arrivare alle stesse condizioni di due anni fa, puntando solo sul vaccino; per mesi abbiamo chiesto e rivendicato presidi sanitari nelle scuole, la riduzione del numero di alunni per classe, la sanificazione dell’aria delle aule. Purtroppo, ancora una volta l’impatto della pandemia sulla scuola è stato sottovalutato e questo non è colpa del ministro ma del governo, che ha deciso di risparmiare e non aiutare in pieno un settore fondamentale per questo paese. </em></p>
<p><strong>In sostanza, più chiarezza e meno interferenze tra i vari ruoli.</strong></p>
<p><em>È quello che auspichiamo. I sindacalisti devono fare i sindacalisti, il ministro dell’Istruzione deve fare il ministro dell’Istruzione e lo stesso vale per i parlamentari. Le interferenze a cui abbiamo assistito in questi mesi non fanno bene a nessuno. Siamo disponibili a partecipare ai tavoli col ministro a patto che ci sia un intento di trovare soluzioni con obiettivi comuni. Non possiamo sederci ad un tavolo e subire veti assurdi dal governo perché poi le spiegazioni alla gente dobbiamo darle noi dei sindacati. Il tavolo nasconde in sé una foglia di fico che fa pensare ai miei rappresentati che coincida con qualcosa di concreto, quando in questi mesi di concreto si è fatto e visto poco o nulla. E nel frattempo, la frustrazione e la rabbia delle persone aumentano. </em></p>
<p><strong>Spesso le grandi crisi, seppur drammatiche, uniscono il Paese. Per quanto riguarda quella correlata al Covid, non è avvenuto l’esatto contrario? </strong></p>
<p><em>Mi concentro sulla scuola e dico che mai come in questo momento ci troviamo in una situazione di divisione che il governo ha contribuito pesantemente ad esasperare. È difficile pensare ad un futuro della scuola se non si risolvono il problema del precariato e il problema dello sfruttamento del lavoro delle persone, criticità che il covid ha pesantemente aggravato. Penso ad esempio all’Organico Covid, vissuto come una vittoria, ma che in realtà rappresenta un elemento di sfruttamento, dal momento che non lascia alcuna prospettiva di futuro. </em></p>
<p><strong>Sempre in ottica precariato, non possiamo non chiederle un passaggio sui concorsi. </strong></p>
<p><em>Non danno risposte al precariato, anzi. I concorsi secondo noi vanno eliminati in questa modalità perché rappresentano un danno. Ricordo a tutti quanti che il PNRR prevede a febbraio la scadenza della riforma sul reclutamento. È necessario un nuovo sistema di reclutamento a regime e, contemporaneamente, ci vuole una fase transitoria.  Io non posso più tollerare che persone con 36 mesi di servizio non siano stabilizzate”. E poi,  come si fa ancora a sostenere la bontà dei concorsi, quando dopo anni &#8211;  è il caso del concorso dei Dirigenti scolastici &#8211;  emergono gravi illegittimità ed  algoritmi fasulli? Il sistema dei concorsi, così come è ora,  è fallito. Serve un nuovo strumento di reclutamento.</em></p>
<p><strong>Veniamo al rinnovo del contratto. Si ritiene ottimista? A che punto siamo? </strong></p>
<p><em>Non saremo passivi o alla ricerca di soluzioni al ribasso e partiamo subito dal presupposto che le risorse per il contratto sono al momento insufficienti. Chiediamo un provvedimento strategico sulla scuola che metta insieme tre o quattro problemi da portare a soluzione: penso al precariato, ai dsga, all’abolizione dei vincoli della mobilità e si dovranno cercare risorse aggiuntive per consentire un rinnovo contrattuale che ridia dignità e prestigio al personale. Va valutato insieme il tema degli ITS su cui, come ho ribadito al ministro, siamo molto critici sulle soluzioni al vaglio del Parlamento: non vogliamo trasformare questo paese in un grande centro di professione, magari “regalandolo” agli industriali. In sostanza, chiedo al ministro di trovare insieme a noi gli obiettivi e di tornare ad agire e a riflettere insieme. </em></p>
<p><strong>Chiudiamo infine tornando al tema pandemia. Una sua vecchia battaglia è quella di avere a disposizione i dati dei contagi del mondo della scuola. A che punto siamo su questo? </strong></p>
<p>Siamo in una situazione di grande difficoltà ed incertezza. Avere a disposizione i dati dei contagi nella scuola pubblici sarebbe un grande passo per dare certezze a famiglie e studenti e permetterebbe di assumere decisioni più coerenti, in funzione dei dati reali e non di quelli presunti. È una battaglia che rinnoviamo ormai da anni che continua a non avere risposta. Non molleremo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervista di Paolo Riggio</p>
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		<title>Fare argine per salvare la scuola costituzionale del Paese</title>
		<link>https://uilscuola.it/fare-argine-per-salvare-la-scuola-costituzionale-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 14:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo non è uno sciopero qualunque, uno di quelli che chiede qualche spicciolo in più che pure è il minimo sindacale. È uno sciopero che rivendica la libertà e vuole ridare la dignità a tutto il personale della scuola che è sotto attacco da due decenni. Un attacco che risponde alle politiche neoliberiste che individuano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo non è uno sciopero qualunque, uno di quelli che chiede qualche spicciolo in più che pure è il minimo sindacale. È uno sciopero che rivendica la libertà e vuole ridare la dignità a tutto il personale della scuola che è sotto attacco da due decenni.</p>
<p>Un attacco che risponde alle politiche neoliberiste che individuano la scuola e la sanità, diritti universali previsti dalla costituzione, quali spese da tagliare.</p>
<p>Si tratta di fare argine per difendere la scuola costituzionale del paese.</p>
<p>Quella dell’ascensore sociale, delle conoscenze, quella che ha dato un’identità culturale al Paese, che i neo conservatori vorrebbero cancellare e modificare.<br />
L’attacco è sferrato all’insegnamento e agli insegnanti per demolire tutto il sistema che perderebbe le caratteristiche costituzionali per diventare una sorta di centro di formazione professionale al servizio dell’impresa e del profitto.<br />
Adesso basta, è il momento di ribellarsi e chiedere di cambiare le politiche sulla scuola.<br />
Di ragioni per protestare ce ne sono tante, come le misure attese e non realizzate, come i  patti non rispettati, gli annunci e le azioni del Ministro.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-12984 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-300x225.jpg" alt="UIL SCUOLA Sciopero 10 dicembre" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-5.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dopo la lunga stagione della disintermediazione</strong>, strategia praticata in maniera sistematica dai governi precedenti, ci siamo illusi che si fosse tornati a utilizzare il metodo del confronto sociale ed economico, ma solo a parole.</p>
<p>Nei fatti nulla, solo risultati effimeri e di facciata, con la sottoscrizione di diversi accordi rimasti lettera morta. La stagione dei Patti, senza vera interlocuzione, per il lavoro ed anche uno specifico per la scuola sono serviti a nascondere le vere politiche di marginalizzazione e di aziendalizzazione del sistema. Patti importanti anche per gli impegni assunti.</p>
<p><strong>Quello sulla scuola, siglato a maggio, prevede 21 punti</strong>: dalle classi sovraffollate, passando per le grandi inadempienze sul reclutamento che hanno affossato ogni soluzione sul precariato e trasformato il ministero in un <em>concorsificio </em>inutile per certa politica e dannoso per il sistema, senza considerare il magro ed insufficiente finanziamento del rinnovo del contratto nazionale.</p>
<p><strong>Questa estate</strong>, <strong>nel corso della fase per le immissioni in ruolo</strong>, i dubbi hanno cominciato a diventare certezze. Tutta la politica sul reclutamento si è rivelata fallimentare tanto che si è riusciti a malapena a coprire appena il 40% dei posti autorizzati.<br />
La piaga del precariato rimane strutturale: anche l’a.s.2021/2022 è partito con il 25% dei posti di organico occupato da personale precario, ma vi è di più si è addirittura peggiorata la condizione di questi colleghi imponendo il vincolo alla mobilità per un triennio, che per i Dsga neo immessi in ruolo si estende addirittura a cinque anni.<br />
<strong>Continue invasioni di campo della legge</strong> che, invece, di pensare ai progetti strategici, è scesa sul piano della gestione. Si poteva rimediare anche attraverso il contratto sulla mobilità, così come si era fatto in passato, ma non c’è stata volontà.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-12992 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-000-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-000-225x300.jpg 225w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/uil-scuola-sciopero-10-dicembre-000.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutta la materia del reclutamento è stata marginalizzata, confinata in una narrazione meritocratica senza senso che, colpevolmente ignora i diritti di quanti lavorano da anni nella scuola facendola funzionare, anche nel periodo più tragico che il paese ha attraversato dall’unità ad oggi.</p>
<p>I Dsga facenti funzione sono diventati un esempio di una vicenda dai connotati inverosimili: solo per loro il possesso del titolo di studio diventa un vincolo insuperabile.<br />
<strong>Il ministro Brunetta lo risolve per tutti i dipendenti pubblici, ma il ministro Bianchi tace</strong>, anzi continua sulla stessa strada pensando ad un concorso pubblico con il solo accesso dall’esterno. Nessun futuro per le migliaia di lavoratori che da decenni svolgono quel lavoro complesso facendo funzionare le scuole. a loro viene negato il diritto a veder riconosciuto il lavoro oscuro di questi anni.</p>
<p>Sempre in tema di organico, addirittura in costanza di emergenza epidemiologica, si è adottato l’organico Covid solo per i primi quattro mesi del nuovo anno scolastico, poi prorogati per l’intero anno al solo personale docente.<br />
Dove sono finiti i protocolli sulla sicurezza?<br />
Dove è finita la tutela della salute dei lavoratori della scuola?<br />
Dove è finita l’azione di tutela nei confronti degli studenti?</p>
<p><iframe title="10 Dicembre - Il mondo della scuola sciopera. L&#039;intervento di Pino Turi" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/YA7r6H-ePpg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Dal mese di settembre si è iniziato a discutere la Legge di Bilancio </strong>e si sa, che in quella circostanza bisogna trovare le risorse finanziarie per dare sostanza alle promesse.<br />
I dubbi sono diventati certezze: la scuola è solo a parole al centro delle politiche di sviluppo. Niente soldi, per nessuno.</p>
<p>Non ci sono i soldi per valorizzare le professionalità del personale docente, quelli per rifare l’ordinamento professionale del personale Ata, per incrementare la dotazione del fondo di istituto per finanziare i contratti di scuola.<br />
Non ci sono i soldi per incrementare gli organici di docenti, Ata e dirigenti scolastici.<br />
Non ci sono i soldi per decongestionare il numero delle classi.<br />
Spiccioli che non serviranno nemmeno a contenere le gravi disuguaglianze altro che stipendi europei.<br />
Al personale dalla scuola hanno destinato solo le briciole e l’umiliazione della dedizione.</p>
<p>Si materializza il progetto di investimento dei fondi europei sulla scuola e si danno aspettative immaginifiche che non corrispondono alla realtà: l’attenzione è dedicata solo alle infrastrutture materiali, nessuna concessione a chi quelle infrastrutture deve farle funzionare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-13005 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/sciopero-uilscuola-10-dicembre-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/sciopero-uilscuola-10-dicembre-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/sciopero-uilscuola-10-dicembre-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/sciopero-uilscuola-10-dicembre.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al personale della scuola resta il regalo di una formazione continua mortificante: si ipotizza addirittura una scuola di alta formazione dove mandarli, a turno, a insegnargli ad insegnare. Una formazione per un milione di lavoratori che vanno ‘formati’.<br />
Da chi poi? La Confindustria per il segmento dell’ITS propone esperti aziendali.</p>
<p>Il caso Catania SI RIPETE voleva mandare suoi esperti per il piano digitale nazionale nulla è stato fatto, e senza i docenti la DaD non ci sarebbe stata neanche. Ci chiediamo dove sono finiti i fondi dell’omonimo piano nazionale, finanziati dalla legge 107. Sono stati impegnati e spesi o che altro?<br />
In sede di conciliazione li abbiamo elencati e rivendicati tutti, ci hanno offerto tavoli di confronto. Mi pare che la misura sia colma e di tavoli inconcludenti non sappiamo che farcene. Servono risposte serie, subito.</p>
<ul>
<li>Come se non bastasse, rispunta il progetto subdolo dell’autonomia differenziata che minaccia di far saltare i già precari equilibri. Rispunta in un collegato alla Legge di Bilancio e minaccia non di colmare i divari, ma di ampliarli in maniera irreparabile.<br />
Una strada già aperta al finanziamento delle scuole private da parte dei comuni e delle regioni che, contro la Costituzione, viene fatta con i soldi dei contribuenti.</li>
</ul>
<p>E’ per queste ragioni che la scuola si ferma oggi e <strong>chiede politiche di sviluppo e di riconoscimento del sistema democratico e partecipato della scuola costituzionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Caos GPS 21/22, la UIL Scuola scrive al Capo Dipartimento del MI. Turi: “Fretta e tecnologia non possono andare a scapito dei diritti dei lavoratori”</title>
		<link>https://uilscuola.it/caos-gps-21-22-la-uil-scuola-scrive-a-versari-turi-fretta-e-tecnologia-non-possono-andare-a-scapito-dei-diritti-dei-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 11:18:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[lettera al ministero]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
		<category><![CDATA[Segretario Generale Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il caos delle Gps nella scuola, è un fatto non nuovo, ma ancora più inaccettabile. La fretta di accelerare i tempi e la rincorsa alla tecnologia, troppo spesso inneggiata senza pratica esperienza intacca le certezze giuridiche ed amministrative che la PA ha il dovere di assolvere. Non si possono sacrificare i diritti dei lavoratori in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Il caos delle Gps nella scuola, è un fatto non nuovo, ma ancora più inaccettabile. La fretta di accelerare i tempi e la rincorsa alla tecnologia, troppo spesso inneggiata senza pratica esperienza intacca le certezze giuridiche ed amministrative che la PA ha il dovere di assolvere.</em></p>
<p><em>Non si possono sacrificare i diritti dei lavoratori in nome di una collaborazione che diventerebbe collaborazionismo antigiuridico che non ci appartiene. Chiediamo al Ministero un raffronto, un confronto per porre rimedio ad una situazione insostenibile”</em>. Queste le parole del <strong>Segretario generale della UIL Scuola Pino Turi</strong> in merito alla nuova odissea dei supplenti, dovuta ai numerosi errori presenti nelle GPS 21/22.</p>
<p>Nella mattinata dell’11 agosto, <strong>la UIL Scuola ha inviato una lettera al Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione Stefano Versari</strong>, per segnalare tutte le criticità delle graduatorie provinciali delle supplenze: <em>“Professori non registrati, punteggi che non corrispondono falsati e classi di concorso dimenticate</em> – spiega Turi -. <em>Sono stati commessi molti errori di cui il Ministero deve assumersi la responsabilità. È una situazione che genera serie preoccupazioni a tutto il personale coinvolto”.</em></p>
<p>La corretta inclusione nelle suddette graduatorie di tutti gli aspiranti aventi titolo è il presupposto per poter partecipare alla procedura online che si svolgerà <strong>dal 10 al 21 agosto</strong>, per l’assegnazione degli incarichi a tempo determinato finalizzati all’immissione in ruolo e per le supplenze al 31/8 o al 30/6 e per la successiva attribuzione dei suddetti incarichi in ordine di graduatoria e di punteggio. Turi sottolinea quindi l’importanza di risolvere le già citate problematiche in tempi brevi: <em>“È una situazione che preoccupa seriamente tutto il personale coinvolto. Gli errori, qualora non sanati per tempo, avranno pesanti ripercussioni anche sui nostri studenti. Si ripeterà inevitabilmente la situazione già vissuta nell’anno scolastico appena concluso che ha portato il sistema al collasso: una girandola infinita di supplenti a causa degli errori presenti nelle graduatorie e mai sanati. Senza calcolare l’inasprimento del contenzioso, sia amministrativo che giurisdizionale”.</em></p>
<p>Presentazione delle istanze troppo frettolosa, ma anche numerosi problemi tecnici con la nuova interfaccia informatizzata. Per la <strong>UIL Scuola</strong>, la digitalizzazione è uno strumento e non un fine, un passo che va fatto ma senza che questo porti a ledere i diritti dei lavoratori: “<em>Non è possibile permettere per l’ennesima volta che il personale sia lasciato alla deriva di un algoritmo, il quale se non gestito correttamente porterà inevitabilmente a numerosi e costosi contenziosi di cui la scuola e le perone, non ha certamente bisogno”.</em></p>
<p>Turi conclude: <em>“La pubblica opinione deve sapere che un errore incide nell’individuazione dell’avente diritto al contratto di lavoro – afferma il Segretario generale della UIL Scuola -. Capite bene che se Mario prende il posto di Luigi che ne avrebbe il diritto, non si tratta di semplici errori perdonabili, ma di macchie inaccettabili. La falla è stata peraltro ammessa dagli stessi uffici periferici dell’Amministrazione che indicano nel funzionamento della piattaforma nazionale la fonte degli errori riscontrati.</em></p>
<p><em>Tutto questo, avvelena ulteriormente il clima già pesante del mondo della scuola”.</em></p>
<p><strong>In allegato la lettera inviata dalla UIL Scuola al Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione Stefano Versari.</strong></p>
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		<title>Maestra condannata, Turi: “Vicenda che palesa l’abbandono dei docenti”</title>
		<link>https://uilscuola.it/maestra-condannata-turi-vicenda-che-palesa-labbandono-dei-docenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 16:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[maestra condannata]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
		<category><![CDATA[Segretario Generale Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I docenti lavorano sempre a loro rischio e pericolo, questo è il problema, sono abbandonati al proprio destino. E la colpa è della burocrazia che sta asfissiando la scuola”. Il segretario generale della Uil Scuola Pino Turi ha espresso il suo parere a LaPresse sulla vicenda relativa alla condanna di una maestra trentina per omessa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I docenti lavorano sempre a loro rischio e pericolo, questo è il problema, sono abbandonati al proprio destino. E la colpa è della burocrazia che sta asfissiando la scuola”</em>. Il segretario generale della Uil Scuola <strong>Pino Turi</strong> ha espresso il suo parere a LaPresse sulla vicenda relativa alla condanna di una maestra trentina per omessa vigilanza.</p>
<p>L’episodio si è consumato a <strong>Trento</strong>. Durante la ricreazione, in un parco adiacente la scuola, un bambino è stato ferito da una manciata di sassolini lanciati da un compagno di classe. Secondo la Corte d’Appello di Trento la responsabilità dell’accaduto è da ritrovare nella maestra che avrebbe dovuto <em>“prevenire e verificare l&#8217;idoneità del luogo ed evitare situazioni pericolose&#8221;.</em></p>
<p>“<em>Qualche mese fa un’insegnante di Prato è stata messa alla gogna per aver portato i bambini al parco per una lezione all’aperto</em> – aggiunge Turi –. <em>Episodi come questi fanno capire in che clima si lavora nella scuola”.</em></p>
<p>La maestra trentina è stata condannata a due mesi per lesioni colpose, conseguenza giuridica dell&#8217;omessa vigilanza, al pagamento di 5 mila euro a titolo di provvisionale da versare ai genitori della piccola vittima oltre alle spese di giudizio sostenute dalla parte civile.</p>
<p><em>&#8220;Il corpo docente è chiamato a sorvegliare gli alunni, com&#8217;è giusto che sia, completamente solo</em> &#8211; conclude Turi -. <em>Il dovere di vigilanza è sacrosanto e nessuno lo mette in dubbio. Si contestano le modalità di espletamento del compito, i rapporti sproporzionati docenti-alunni e il fatto che il rischio è sempre a carico del lavoratore. Questa è la realtà che purtroppo è sempre diversa dalla narrazione&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/maestra-condannata-turi-vicenda-che-palesa-labbandono-dei-docenti/">Maestra condannata, Turi: “Vicenda che palesa l’abbandono dei docenti”</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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		<title>PROVE INVALSI / Turi: “Le competenze non si misurano con il termometro”</title>
		<link>https://uilscuola.it/prove-invalsi-turi-le-competenze-non-si-misurano-con-il-termometro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 10:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Docenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Invalsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Turi]]></category>
		<category><![CDATA[Prove Invalsi]]></category>
		<category><![CDATA[Segretario Generale Uil Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Segretario Generale Pino Turi si esprime così sulle Prove Invalsi. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi l’Invalsi ha presentato l’esito delle prove nazionali. Si tratta di prove standardizzate che lasciano il tempo che trovano e sono tutte <a href="https://uilscuola.it/invalsi-presentato-lesito-delle-prove-nazionali-turi-superare-la-tecnocrazia-lontana-dalla-scuola/">orientate alla misurazione delle competenze, come se fosse semplice</a>. La ricerca spasmodica rivolta a misurare tutto ciò che serve è frutto di un’idea omologa, da pensiero unico, per cui ciò che vale deve essere misurato, anche il grado di apprendimento.</p>
<p>Non avendo nessuno l’ardire di misurare l’immisurabile, le conoscenze, il grado di cultura, si è pensato di misurare le ‘<em>competenze’</em>, come un elemento su cui lavorare, con molti limiti.</p>
<p>Il punto è che siamo in presenza di un sistema che funziona come una sorta di misuratore, come il termometro: misura la temperatura, ma non la malattia. E, sulle diagnosi, parte le lotteria dei competenti, la lettura ed analisi dei numeri. Un esercizio che il più delle volte serve per giustificare la propria tesi. Proprio come stiamo facendo noi in questo momento: la DaD va ridimensionata ed è causa di un allentamento delle competenze da parte degli studenti.</p>
<p>Certo non ci volevano scienziati per fare questa previsione: la vera scuola è quella che si fa in presenza e mette insieme la comunità che sia riferita ad una sola classe o l’intero istituto, l’apprendimento non è solo trasmissione di competenze, ma di sensazioni, emozioni, interessi e curiosità che scattano nelle singole comunità. Un apprendimento umano non sempre viene considerato utile, nella misura in cui ciò che è utile e solo quello che induce una produzione immediata e non mediata, che è, invece, la base della crescita degli allievi. Che la DaD fosse un problema e non la soluzione era questione semplice da vedere inforcando le lenti della concretezza e della conoscenza di ciò che è e vuole dire scuola.</p>
<p>Questione non propriamente semplice, se è vero che dopo gli entusiasmi della prima ora, insieme alla fiera della vanità che è indotta dall’individualismo e dalla competizione come fine e non come strumento, i limiti si sono appalesati agli occhi dei cosiddetti innovatori subito pronti a cambiare il mondo senza riuscire a misurarsi con la realtà , che è molto più complessa e difficile. Comunque, almeno questa volta, vogliamo noi utilizzare l’analisi dell’INVALSI per rilanciare le nostre posizioni e rivendicazioni nella speranza che possano servire a rimettere sul binario giusto un dibattito molto deviato dalle incompetenze della politica che utilizzando il potere di decisione, si arroga il diritto di scelte che poi non trovano paternità ma sono oggetto di uno scarica barile a cui la ‘lettura’ dei numeri, assegna un ruolo importante.</p>
<p><strong>L’intervento del Segretario Generale della Uil Scuola Pino Turi su <a href="https://www.rietinvetrina.it/il-segretario-turi-sulle-prove-invalsi-sintesi-risultati-prove/">Rietinvetrina.it.</a></strong></p>
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