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	<title>Rassegna Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<description>Federazione Uil Scuola RUA</description>
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	<title>Rassegna Archivi - UILSCUOLA</title>
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	<item>
		<title>Banchi di Prova / On line il nuovo magazine della Uil Scuola Rua</title>
		<link>https://uilscuola.it/banchi-di-prova-il-nuovo-magazine-della-uil-scuola-rua-online-dal-23-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 09:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Banchi di Prova è il nuovo magazine della Uil Scuola Rua - on line da oggi, 23 gennaio - rappresenta una continuazione multimediale del lavoro svolto da Scuola D’Oggi, giornale storico del sindacato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-26016 alignleft" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123-300x240.jpeg" alt="" width="300" height="240" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123-300x240.jpeg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123-1024x819.jpeg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123-768x614.jpeg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123-1536x1229.jpeg 1536w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2023/01/QR-CODE-Banchi-di-prova-230123.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong><a href="https://banchidiprovamagazine.it/">Banchi di Prova</a></strong> è il nuovo magazine della Uil Scuola Rua &#8211; on line da oggi, 23 gennaio &#8211; rappresenta una continuazione multimediale del lavoro svolto da Scuola D’Oggi, giornale storico del sindacato.</p>
<p>«Con la nascita di Banchi di Prova – spiega Giuseppe D’Aprile, Segretario generale Uil Scuola Rua – vogliamo diffondere il racconto di un mondo, quello dell’istruzione che, oggi come ieri, rappresenta il punto di partenza per costruire un pensiero libero e critico, una cittadinanza consapevole e partecipata, il rispetto delle persone, della legalità e dei loro diritti. La scuola italiana è sana, resistente, ricca di spunti e capace di questa sfida che intendiamo cogliere e vogliamo raccontare».</p>
<p>Articoli, interviste, podcast e video: si servirà di tutte le nuove forme di comunicazione per costruire insieme idee, punti di vista e percorsi. Racconterà la quotidianità del personale della scuola e degli studenti, proporrà studi e indagini nazionali e internazionali, toccando tanti temi, dal lavoro allo sport, dal cinema alla musica, fino ad arrivare alla tecnologia e alla storia.</p>
<p>«Quella di banchi di prova è una sfida – afferma Francesca Ricci, Segretaria Nazionale responsabile della comunicazione Uil Scuola Rua – pensare al sindacato come parte integrante di un modo di lavorare, di vivere, di pensare. Come i pesci e l’acqua in cui nuotano. A proprio agio. Senza spazi angusti e senza preconcetti.</p>
<p>Essere dentro al proprio tempo significa conoscere il ritmo del proprio passo, condividere gli orizzonti e scegliere il linguaggio che si vuole usare.<br />
Radici sindacali e attenzione alle persone. Innovazione e desiderio di dare spazio alla bellezza e alla cultura. L’istruzione è la nostra bussola. Le idee, il lavoro, la passione delle persone saranno il nostro racconto». E’ così che abbiamo scritto nel magazine, così lo abbiamo pensato.</p>
<p>Clicca <a href="https://banchidiprovamagazine.it/" target="_blank" rel="noopener">QUI</a> per visitare il magazine.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Afp France Press. Quanti insegnanti mancano nel mondo: lo studio dell’agenzia di stampa francese</title>
		<link>https://uilscuola.it/afp-france-press-quanti-insegnanti-mancano-nel-mondo-lo-studio-dellagenzia-di-stampa-francese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 11:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La principale agenzia di stampa francese ha effettuato uno studio sulla penuria degli insegnanti. Sono state prese in esame Germania, Costa D’Avorio, Stati Uniti e Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/afp-france-press-quanti-insegnanti-mancano-nel-mondo-lo-studio-dellagenzia-di-stampa-francese/">Afp France Press. Quanti insegnanti mancano nel mondo: lo studio dell’agenzia di stampa francese</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;agenzia di stampa francese ha effettuato uno studio sulla penuria degli insegnanti. Sono state prese in esame Germania, Costa D’Avorio, Stati Uniti e Italia.</em></p>
<h3><strong>TESTO IN ITALIANO</strong></h3>
<p><strong>Dalla Germania alla Costa d&#8217;Avorio mancano gli insegnanti</strong></p>
<p><em>Panorama della carenza di insegnanti nel mondo</em></p>
<p>La carenza di insegnanti colpisce molti paesi del mondo, tra cui Germania, Italia, Costa d&#8217;Avorio e Stati Uniti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Germania</strong></h3>
<p>Secondo l&#8217;Associazione degli insegnanti tedeschi, all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico 2022-23 c&#8217;era una carenza di fino a 40.000 insegnanti nelle scuole. Sono interessati tutti i Länder. La carenza dovrebbe peggiorare ulteriormente, a causa di un aumento dell&#8217;11,7% del numero di alunni entro il 2035, prevede la Conferenza dei Ministri dell&#8217;Istruzione dei Länder. E soprattutto nell&#8217;istruzione secondaria e professionale.</p>
<p>La carenza colpisce maggiormente alcune discipline (matematica, informatica, scienze naturali, ecc.), secondo la fondazione Bertelsmann.</p>
<p>I sindacati e gli eletti evocano la perdita di attrattività della professione, con scarse possibilità di evoluzione. Negli ultimi mesi sono stati effettuati scioperi a livello locale a Berlino (giugno) o in Sassonia-Anhalt (ottobre).</p>
<p>I sindacati stanno cercando di incoraggiare lo Stato federale ei Länder a investire di più. Di fronte all'&#8221;intensificazione&#8221; dei compiti degli insegnanti. La presidente dell&#8217;Unione tedesca per l&#8217;istruzione e la scienza (GEW), Maike Finnern, suggerisce di &#8220;ridurre l&#8217;orario di lavoro, ridurre le dimensioni delle classi e migliorare la tutela della salute&#8221;.</p>
<p>Per attrarre, le regioni offrono aiuti o indennità per alloggio e trasloco: borse di studio nel Brandeburgo (ex RDT), aiuti per i nuovi insegnanti in Turingia (centro-est) ecc. Diversi Länder, tra cui Berlino, si stanno orientando verso la permanenza in massa dei lavoratori temporanei. Alcuni ricorrono ai pensionati, tra cui la Baviera (780 quest&#8217;anno, secondo il ministero dell&#8217;Istruzione).</p>
<h3><strong>Stati Uniti</strong></h3>
<p>Negli Stati Uniti, dove la situazione varia da una contea all&#8217;altra (nessuna competizione o status unico), la National Education Association, il principale sindacato degli insegnanti, stima una carenza di circa 300.000 insegnanti.</p>
<p>La sua presidente, Rebecca Pringle, sottolinea in particolare la mancanza di &#8220;rispetto&#8221; per gli insegnanti e &#8220;un&#8217;adeguata remunerazione&#8221;. La situazione è peggiorata con la pandemia e l&#8217;inflazione.</p>
<p>Le carenze sono particolarmente marcate nelle zone rurali e in alcune discipline (scienza e tecnologia, bambini con bisogni speciali).</p>
<p>I distretti scolastici più colpiti hanno dovuto improvvisare all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico. In alcune contee rurali del Texas, la settimana è stata ridotta a quattro giorni di scuola. La Florida ha fatto appello ai veterani. L&#8217;Arizona consente agli studenti di insegnare prima della laurea.</p>
<p>I distretti si rivolgono a docenti stranieri o in pensione.</p>
<h3><strong>Costa d&#8217;Avorio</strong></h3>
<p>La carenza di insegnanti è attribuita dal Ministero dell&#8217;Istruzione alla mancanza di entusiasmo per alcune discipline (scienze, ecc.) o al desiderio di mobilità professionale.</p>
<p>Sono state proposte possibili soluzioni: istituire un programma di formazione per insegnanti a doppia vocazione (due materie), assunzione di lavoratori a contratto, talvolta ricorso a volontari in alcune località. Iniziative isolate vengono realizzate negli istituti per utilizzare gli insegnanti in pensione. Il ministero porta avanti anche un progetto di &#8220;scuola digitale&#8221; (corsi online gratuiti).</p>
<p>Vengono regolarmente organizzate campagne di comunicazione, che il ministero prevede di intensificare. Ha inoltre adottato diverse misure per promuovere la professione (indennità di alloggio, ecc.)</p>
<p>Per lottare contro la cattiva distribuzione del personale docente, ha appena introdotto il reclutamento regionalizzato. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico 2023-2024, i candidati firmeranno un impegno decennale che li costringerà a rimanere nella loro area di reclutamento, al fine di ridurre la migrazione verso le aree urbane (principalmente Abidjan).</p>
<h3><strong>Italia</strong></h3>
<p>In Italia, secondo i sindacati, mancano più di 210.000 insegnanti e 36.000 Personale Ata. Motivi di questa carenza addotti da <strong>Giuseppe D&#8217;Aprile</strong>, segretario generale del sindacato Istruzione della confederazione sindacale Uil: &#8220;assunzioni complicate&#8221;, &#8220;mancata valorizzazione dell&#8217;esperienza acquisita&#8221;, &#8220;retribuzioni basse che non motivano&#8221;.</p>
<p>D’Aprile deplora &#8220;gli slogan elettorali ei pochi fatti concreti&#8221;. Secondo lui, &#8220;negli ultimi tre decenni la scuola italiana e il suo personale hanno perso credibilità a causa delle scelte politiche dei vari governi&#8221;.</p>
<hr />
<h3><strong>TESTO ORIGINALE</strong></h3>
<p><strong>De l&#8217;Allemagne à la Côte d&#8217;Ivoire, les enseignants manquent à l&#8217;appel</strong></p>
<p><em>Panorama de la pénurie d&#8217;enseignants dans le monde</em></p>
<p>La pénurie d&#8217;enseignants concerne de nombreux pays dans le monde, dont l&#8217;Allemagne, l&#8217;Italie, la Côte d&#8217;Ivoire ou les Etats-Unis.</p>
<h3><strong>Allemagne</strong></h3>
<p>Il manquait jusqu&#8217;à 40.000 professeurs dans les écoles de ce pays à la rentrée 2022-23, selon l&#8217;Association allemande des enseignants, et tous les Länder sont concernés. La pénurie devrait s&#8217;aggraver encore, en raison d&#8217;une hausse de 11,7% du nombre d&#8217;élèves d&#8217;ici 2035, prévoit la Conférence des ministres de l&#8217;Education des Länder. Et notamment dans l&#8217;enseignement secondaire et professionnel.</p>
<p>La pénurie touche davantage certaines disciplines (maths, informatique, sciences naturelles&#8230;), selon la fondation Bertelsmann.</p>
<p>Syndicats et élus évoquent la perte d&#8217;attractivité du métier, avec de faibles possibilités d&#8217;évolution. Des grève ont été menées localement ces derniers mois à Berlin (juin) ou en Saxe-Anhalt (octobre).</p>
<p>Les syndicats tentent d&#8217;inciter Etat fédéral et Länder à investir davantage. Face à l'&#8221;intensification&#8221; des tâches des professeurs, la présidente du syndicat allemand de l&#8217;éducation et des sciences (GEW), Maike Finnern, suggère de &#8220;réduire le temps de travail, diminuer la taille des classes et améliorer la protection de la santé&#8221;.</p>
<p>Pour attirer, des régions proposent des aides au logement et au déménagement ou des allocations: bourses dans le Brandebourg (ex-RDA), aides aux nouveaux enseignants en Thuringe (centre-est) etc. Plusieurs Länder, dont Berlin, se tournent vers des titularisations en masse de vacataires. Certains ont recours à des retraités, dont la Bavière (780 cette année, selon son ministère de l&#8217;Education).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Etats-Unis</strong></h3>
<p>Aux Etats-Unis, où la situation varie d’un comté à l&#8217;autre (pas de concours ni statut unique), la National Education Association, principal syndicat enseignant, estime qu&#8217;il manque environ 300.000 professeurs.</p>
<p>Sa présidente, Rebecca Pringle, pointe notamment le manque de &#8220;respect&#8221; envers les enseignants et &#8220;de rémunération adéquate&#8221;. La situation s&#8217;est aggravée avec la pandémie et l&#8217;inflation.</p>
<p>Les pénuries sont particulièrement marquées dans les zones rurales et certaines disciplines (sciences et technologie, enfants à besoins spécifiques).</p>
<p>Les districts scolaires les plus affectés ont dû improviser à la rentrée. Dans certains comtés ruraux du Texas, la semaine a été réduite à quatre jours d&#8217;école. La Floride a fait appel à d&#8217;anciens combattants. L&#8217;Arizona autorise des étudiants à enseigner avant leur diplôme.</p>
<p>Des districts se tournent vers des enseignants étrangers ou retraités.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Côte d’Ivoire</strong></h3>
<p>Le déficit d’enseignants est attribué par le ministère de l&#8217;Education au manque d&#8217;engouement pour certaines disciplines (sciences&#8230;) ou au désir de mobilité professionnelle.</p>
<p>Des pistes de solutions ont été proposées: mise en place d’un programme de formation d&#8217;enseignants bivalents (deux matières), recrutement de contractuels, parfois recours aux bénévoles dans certaines localités. Des initiatives isolées sont menées dans des établissements pour recourir à des enseignants retraités. Le ministère poursuit aussi un projet d'&#8221;école numérique&#8221; (cours en ligne gratuits).</p>
<p>Des campagnes de communication sont régulièrement organisées, que le ministère prévoit d&#8217;intensifier. Il a aussi pris plusieurs mesures pour valoriser le métier (indemnités logement&#8230;)</p>
<p>Pour lutter contre la mauvaise répartition du personnel enseignant, il vient d&#8217;instaurer le recrutement régionalisé. Dès la rentrée 2023-2024, les postulants signeront un engagement décennal qui les contraindra à demeurer dans leur zone de recrutement, afin de réduire les migrations vers les zones urbaines (principalement Abidjan).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Italie</strong></h3>
<p>En Italie, plus de 210.000 enseignants et 36.000 autres personnels manquent à l&#8217;appel, selon les syndicats.</p>
<p>Raisons invoquées pour cette pénurie par <strong>Giuseppe D&#8217;Aprile</strong>, secrétaire général du syndicat Education de la confédération syndicale UIL: &#8220;un recrutement compliqué&#8221;, &#8220;l’absence de valorisation de l&#8217;expérience acquise&#8221;, &#8220;des salaires bas qui ne motivent pas&#8221;.</p>
<p>Il déplore &#8220;des slogans électoraux et peu de faits concrets&#8221;. Selon lui, &#8220;au cours des trois dernières décennies, l&#8217;école italienne et son personnel ont perdu de leur crédibilité en raison des choix politiques des divers gouvernements&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 10:14:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alternanza Scuola Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l’agenda sindacale 2022-26: “Saremo propositivi – dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/">Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti,</em></p>
<p>benvenuti a questo secondo Congresso Nazionale della Federazione UIL Scuola RUA.</p>
<p>E’ un vero piacere per me vedervi tutti qui riuniti dopo tanto tempo, tempo e lontananza, che non ci hanno assolutamente né divisi, né indeboliti.</p>
<p>Le giornate di questo Congresso Nazionale sono per noi un momento importante; periodicamente ci interroghiamo sulle linee politico – sindacali attraverso un confronto democratico, predisponiamo il piano d’azione per i prossimi anni e scegliamo gli attivisti che ai vari livelli guideranno l’Organizzazione fino al Congresso successivo.</p>
<p><strong>Ci presentiamo a questo importante appuntamento con ottimi parametri organizzativi</strong>: i lavoratori, evidentemente, percepiscono ed apprezzano l’azione di un sindacato libero, laico, riformista, un’organizzazione in ottima salute che, ha operato e opera le scelte giuste.</p>
<p>La nostra formula vincente è molto semplice: ascoltare i lavoratori, raccogliere e far proprie le loro opinioni e necessità, elaborare idee e progettare piani d’azione senza vincoli esterni; siamo la VOCE LIBERA della scuola. Noi giudichiamo i governi dal loro operato, da quello che fanno, non abbiamo schieramenti pregiudiziali, in quanto distinguiamo nettamente il ruolo del sindacato dalle idee politiche che ognuno di noi ha e che è giusto che esprima, ma in sede politica e non sindacale.</p>
<p>Questa libertà è una componente essenziale del nostro essere Sindacato, ed è per questo che l’adesione alla UIL SCUOLA in questi ULTIMI ANNI ha registrato un’accelerazione: siamo l’Organizzazione Sindacale che, nel mondo della scuola, consolida in questi anni, la propria alta percentuale di consensi. Lo stato di buona salute della nostra Organizzazione è testimoniato anche dai risultati ottenuti nelle recenti elezioni RSU. La leva strategica, per la UIL, sono e saranno le persone che nelle scuole vivono quotidianamente ingiustizie e per difendersi l’unica strada è quella della contrattazione per influire sulle decisioni assunte nel pieno rispetto dei diritti del singolo definito nel contratto nazionale che è un punto di riferimento certo.</p>
<p>E’ grazie, infatti, alla UIL tutta, alla sua visione, al suo modo di far sindacato, alla sua identità, che possiamo vantarci dei traguardi raggiunti.</p>
<p>La passione e la voglia di giustizia delle nostre RSU e dei terminali associativi, sarà, insieme alle Segretarie Territoriali, Regionali e alla Segreteria Nazionale, il miglior viatico per un grande successo da continuare a condurre nelle scuole, tra la gente.</p>
<p><strong>160.000 grazie</strong> alle RSU elette, ai terminali associativi, a tutte le candidate e ai candidati, a tutti coloro hanno sostenuto le nostre liste.</p>
<p>GRAZIE!</p>
<p><strong>Ricordiamocelo sempre: SIAMO IL SINDACATO NELLE SCUOLE, TRA LA GENTE!</strong></p>
<p>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti, all’indomani dei Congressi regionali durante i quali ci siamo confrontati con decine e decine di attivisti sindacali che hanno reso vivo il nostro percorso precongressuale dai quali, personalmente, ne esco arricchito, questo Congresso si colloca in un momento importante per la scuola italiana.</p>
<p>È l’occasione questa, per effettuare una valutazione complessiva sulla situazione del Paese &#8211; che inevitabilmente si ripercuote sulla scuola &#8211; per elaborare proposte ed azioni profondamente innovative e per contribuire al rilancio di nuove relazioni sindacali.</p>
<p>Il tema da noi scelto per questo Congresso, come avrete notato nella comunicazione, è <strong>RISPETTO.</strong></p>
<p>Rispetto non è una semplice parola, perché sarebbe molto riduttivo. E’ per me, invece, un importante principio di vita; è un <strong>VALORE</strong> su cui si dovrebbe basare qualsiasi relazione umana. E’ un sentimento di stima, di riguardo; è un modo di relazionarsi in cui si dà valore alle persone, al loro pensiero, alle loro azioni.</p>
<p>Rispetto implica fare attenzione a tutto ciò che ci circonda sia esso umano o materiale; è l’opposto di indifferenza.</p>
<p>Quindi <strong>RISPETTO</strong> per l’ottimo lavoro svolto da tutto il personale della scuola, siano essi Dirigenti, docenti o Ata, che in questi duri anni di pandemia si sono trovati ad affrontare situazioni insolite, difficili, complesse per le quali hanno dovuto inventarsi nuovi strumenti di insegnamento, senza mai retrocedere, dimostrando anzi grande spirito di flessibilità, professionalità, dedizione al lavoro e grande senso di responsabilità.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> per l’impegno che hanno profuso le <strong>FAMIGLIE</strong> in questo nuovo ed insolito modo di far scuola, avvicinandosi alcune, forse per la prima volta, nel mondo del digitale con grandi sacrifici non ultimi economici. I genitori, infatti, hanno assistito ad un insolito e nuovo luogo dell’apprendimento (da scuola – a casa) con un insolito intreccio scuola/famiglia – scuola/casa. Le dinamiche relazionali e le dinamiche di classe hanno lasciato il posto ad un apprendimento “on line” dove la “fisicità”, il contatto umano, interpersonale, passava attraverso l’uso di un pc e di strumentazioni digitali.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> verso gli STUDENTI tutti, che, sebbene spaesati e sovente disorientati, si sono velocemente adattati al nuovo modello di far lezione e ad un contesto diverso di scuola. Rispetto a quanti studenti come Giulio che, pur di ritrovare i suoi docenti e fare lezione con i suoi compagni, tutte le mattine ha percorso quasi un KM di strada che lo ha portato nei campi perché a casa mancava di connessione! E’ evidente che con la pandemia abbiamo tolto agli studenti e ai docenti la possibilità di comunicare non solo con le parole, con i libri, con i video, con gli strumenti tecnologici, ma soprattutto con gli sguardi, con l’incontro (e talvolta lo scontro…) fisico e con tutti gli elementi della prossemica. È venuto meno anche il contatto con gli altri operatori della scuola, le amate “bidelle” e gli amati “bidelli”, che, soprattutto nella scuola primaria, rappresentano spesso fonte di conforto e supporto psicologico per molti dei nostri studenti.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> verso VOI TUTTI qui presenti, per essere riusciti a mantenere stretto il legame con i ns iscritti, per aver “inventato” nuovi modi per far sindacato che ci hanno permesso, anche da lontano, di stare <strong>TRA LA GENTE</strong>.</p>
<p><strong>RISPETTO</strong> per le Istituzioni e le parti politiche, nei confronti delle quali se necessario, ci opporremo su scelte non condivise, ma sempre con un dialogo costruttivo e fattivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Carissime delegate, carissimi delegati, gentili ospiti, </em></p>
<p>in questi anni le politiche dei tagli e di limitazione dei diritti hanno tentato di indebolire sempre più l’autorevolezza della scuola statale del nostro paese.</p>
<p>È pertanto chiaro che i nuovi pericoli sono da allontanare con la partecipazione e con un sindacato che abbia chiaro l’orizzonte entro cui attivare la propria azione.</p>
<p>Abbiamo reagito fin qui, evidentemente con le giuste strategie politiche, per difendere il nostro posto di lavoro e la dignità del lavoro, proponendo un sindacato credibile ed autorevole che metta al centro le persone.</p>
<p>Non sfugge a nessuno la portata e l’entità degli avvenimenti che si sono succeduti, negli ultimi anni, nel contesto sia internazionale che nazionale, segnati dall’emergenza pandemica che, a causa del COVID 19, ha inciso sulla vita di tutti, sugli affetti, sulla vita quotidiana e da una ingiusta guerra che nei primi 100 giorni aveva già danneggiato e distrutto quasi 2.000 scuole e lasciato 8 milioni di bambini senza istruzione.</p>
<p>Desidero anzitutto ricordare che se l’obiettivo di questo tempo trascorso in emergenza è stato quello del “<em>mantenimento dei legami</em>”, seppur a distanza e tramite strumenti che permettono di condividere spazi non reali, ma solo virtuali, è sicuramente riuscito.</p>
<p>Di contro, dobbiamo però rimarcare che, la scuola, sia essa in presenza che a distanza, debba fare di tutto per mantenere tutte le alunne e gli alunni, tutte le studentesse e gli studenti all’interno di un percorso di apprendimento affinché nessuno resti indietro!</p>
<p>Crediamo, infatti, nel ruolo della scuola intesa come garante nel mantenimento di legami e di relazioni interpersonali <strong>“in presenza”</strong> in quanto è proprio all’interno delle dinamiche di classe e di scuola che emergono situazioni di fragilità psicologica ed emotiva che, a seconda delle diverse fasce di età, riguardano le nostre studentesse e i nostri studenti.<br />
Ecco l’importanza per noi del valore relazionale educativo formativo e sociale della Scuola.</p>
<p>Allora, la sfida della scuola di oggi è quella di far tesoro di un’esperienza dolorosa che ha colpito tutta la nazione, tutte le famiglie, tutti i settori della nostra economia e che deve essere trasformata in risorsa e capacità d’azione.</p>
<p>Il Covid nella scuola non ha fatto altro che evidenziare e riportare alla luce i problemi che già esistevano. E di questo bisogna farne tesoro per ripartire sicuramente meglio di prima.<br />
Se vogliamo, paradossalmente, a causa del Covid <strong>la scuola era ritornata ad essere al centro del dibattito politico dell’Italia.</strong></p>
<p><strong>Ed ora lo è nuovamente per motivazioni non più sanitarie, ma politiche. </strong></p>
<p><strong>La scuola però merita SEMPRE di essere al centro dell’attenzione</strong>; è questo il momento di decidere. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni.</p>
<p>Il mondo sta diventando sempre più piccolo e veloce: l&#8217;informazione viaggia in tempo reale, gli strumenti sono digitali, la globalizzazione è realtà.</p>
<p>Ecco che allora anche per la scuola bisogna muoversi velocemente: si deve agire oggi, serve ora una progettazione immediata, organica e strutturata nel tempo. <strong>La scuola non può più aspettare, perché oggi è già domani.</strong></p>
<p>Un invito voglio fare ad ognuno di noi: il nostro lavoro ci porta ad essere sempre in mezzo agli adolescenti, ai giovani; <strong>il futuro è nelle loro e nelle nostre mani se sapremo formare cittadini del mondo rispettosi dei principi di democrazia, di tolleranza, di libertà e di civile convivenza.</strong></p>
<p>In una società immersa in un oceano di informazioni e permeata, in ogni suo aspetto, di tecnologia, viene spontaneo domandarsi:</p>
<p><em>“Come sta cambiando il modo di apprendere dei nostri alunni e dei nostri studenti? Quali sono gli stili di apprendimento prevalenti e di conseguenza quali devono essere le metodologie di insegnamento?</em></p>
<p><em>Quale deve essere il ruolo della scuola all&#8217;interno di una società della conoscenza dove anche altre Agenzie forniscono informazioni e formazione? Che cosa succede quando la scuola non riesce ad intercettare i bisogni degli alunni e degli studenti?”.</em></p>
<p>Ancora l&#8217;8 % dei ragazzi italiani tra gli 11 ed i 14 anni, anziché andare a scuola, va a lavorare (ristoranti, bar, vendita ambulante, officine, ecc.); il fenomeno diffuso sia al Sud che a Milano e nel Nord-Est, non è solo dovuto a povertà ma anche a tassi di scolarizzazione bassi: interruzione scolastica, bocciati alle Scuole Secondarie di 2° grado, ritardi rispetto all&#8217;età regolare, ripetenti, mancanza di strutture. Occorre pensare al sostegno economico di famiglie ulteriormente impoverite, per le quali la scuola dei figli diventa un impegno gravoso e della quale non si apprezza il valore culturale.</p>
<p>C&#8217;è il rischio concreto di una nuova selezione di classe che comincia proprio dalla Scuola; occorre fare attenzione ed è senz&#8217;altro necessario ripensare la scuola in questo momento storico ed al ruolo che occupa nella società.</p>
<p>Ma attenzione, il ruolo della scuola, a nostro avviso, non è solo quello di istruire gli alunni, di pensare alla loro formazione, ma soprattutto quello di EDUCARE, insegnare loro a pensare, ad essere critici, ad essere RISPETTOSI, a diventare futuri ottimi cittadini del domani, essendo la scuola palestra privilegiata per la costruzione di una società democratica e pluralista.</p>
<p>Certo, di scuola i media se ne occupano continuamente, con un’attenzione però rivolta quasi esclusivamente ai problemi del personale scolastico, piuttosto che a un serio dibattito sulle criticità del sistema di istruzione nazionale; la scuola, diventata <strong>oggetto di</strong> <strong>valutazioni superficiali</strong> <strong>che scaturiscono da semplici indicatori</strong> e da proposte contraddittorie ed estemporanee, senza un progetto di lungo respiro condiviso da tutti gli attori sociali.</p>
<p>Purtroppo in questo Paese ormai è consuetudine <strong>valutare la scuola</strong> e quindi il rendimento degli alunni solo ed esclusivamente <strong>attraverso</strong> <strong>inutili e sterili</strong> <strong>test</strong> che hanno assunto un enorme potere, i cui esiti, dovrebbero indirizzare e orientare gli interventi correttivi da parte dei nostri legislatori.</p>
<p>Test somministrati da un istituto di valutazione bacchettato dalla Corte dei Conti, che ha sottolineato pesanti criticità. Un istituto che durante la pandemia ci è costato 5 milioni di euro con un bilancio che sfiora a regime i 18 milioni di euro.</p>
<p><strong>ECCO GLI SPRECHI DA ELIMINARE!</strong></p>
<p>E’ molto problematico fare comparazioni tra le diverse Regioni Italiane e anche tra Stati diversi sulla semplice base delle medie nazionali. Non è possibile valutare l’efficienza di un intero sistema educativo se non si tiene conto delle condizioni socio-economiche dei ragazzi e del territorio nel quale vivono, delle variabili culturali, della struttura del percorso scolastico, dei metodi e dei programmi d’insegnamento.</p>
<p>Conseguentemente le soluzioni non possono essere per tutti uguali, appunto perché i contesti di partenza sono diversi.</p>
<p>E ancora, affermazioni quali <em>“la scuola deve sviluppare certe competenze in grado di far fronte ai cambiamenti del mondo globalizzato e consentire un facile inserimento nel mercato del lavoro”</em> non è, come sembra, una semplice frase di buon senso.<br />
<strong>È un’affermazione carica di significato politico ed economico</strong><strong>.</strong></p>
<p>Soprattutto per la scuola secondaria si tende a negare che il fine sia quello di trasmettere il sapere, un sapere organizzato in discipline e si pongono come finalità pedagogiche degli ideali sociali ed economici.</p>
<p>Assolutamente discutibile voler dare a ragazzi di 14-15 anni strumenti che possano loro garantire un inserimento in un mondo del lavoro pensato a tavolino. Al contrario questi strumenti devono essere forniti nelle università o in altri istituti consacrati alla formazione di terzo grado. A questi percorsi i ragazzi devono giungere con una salda e articolata cultura di base, conoscendo i concetti fondamentali di ogni disciplina.</p>
<p><strong>Diversamente rischiamo di trasformare gli alunni, in alcuni casi, quale “manodopera a costo zero”, facendo passare per stage ciò che è sfruttamento.</strong><br />
Non possiamo più assistere in modo inerme alle morti di studenti come Giuliano De Seta, deceduto venerdì scorso dopo essere stato <strong>colpito da una lastra di metallo che gli ha schiacciato le gambe</strong> mentre frequentava uno stage con un istituto tecnico statale.</p>
<p>Era studente di un istituto tecnico di <strong>Portogruaro.</strong></p>
<p>Così come lo scorso inverno, alla Burimec di Lauzacco dove, anche qui, un ragazzo di 18 anni, Lorenzo Parelli, aveva perso la vita travolto da una trave d’acciaio mentre era impegnato nell’ultimo giorno di stage.</p>
<p><strong>La scuola non deve piegarsi alle logiche di mercato.</strong></p>
<p><strong>C’è un tempo per tutto. A scuola non si lavora, si studia!</strong></p>
<p>La nostra cultura riformista ci impone di sostenere le riforme migliori, i cambiamenti veri, quelli possibili, quelli che si realizzano, non quelli dichiarati, auspicati, promessi, <strong>minacciati o addirittura imposti.</strong></p>
<p>Il PNRR ha stanziato diversi fondi per la Scuola, che non serviranno ad incrementare gli ormai magrissimi stipendi del personale, docente e non, una pseudo riforma senza alcuna discussione in Parlamento e con le parti sociali che, invece, avrebbe avuto la funzione di stabilire a quale tipo di scuola e di modello educativo finalizzarli. Nulla di tutto ciò.</p>
<p>I dirigenti scolastici, di conseguenza, verranno inevitabilmente coinvolti sotto il profilo procedurale essendo chiamati a svolgere la funzione dirigenziale di una stazione appaltante (in questo caso la scuola) per la realizzazione di opere infrastrutturali oltre per la gestione di ingenti risorse per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico.</p>
<p>Il tutto in assenza di indicazioni chiare e precise e con fortissime carenze di organico nelle segreterie scolastiche chiamate, sempre più, ad assolvere a compiti gravosissimi.</p>
<p><strong>Una pseudo riforma,</strong> nostro malgrado perché di questo si tratta, che introduce anche un tipo di formazione come quella relativa all’istituenda scuola di Alta formazione continua per tutto il personale. Saranno coinvolti Indire, Invalsi e Università Italiane e straniere, al fine di garantire un sistema di formazione continua e di qualità, in linea con gli standard europei. L’obiettivo è fornire una formazione pedagogica e didattica che, insieme a una conoscenza approfondita della materia, consenta di affrontare efficacemente la sfida della trasmissione di competenze metodologiche, digitali e culturali nell’ambito di una didattica di alta qualità.</p>
<p><strong>Una formazione</strong>, invece, a parer nostro, <strong>di </strong><strong>tipo piramidale e dirigista finanziata con risorse recuperate dai tagli di organico e dalla carta docente, che rischia di misurare e premiare le performance dei propri dipendenti annullando di fatto la libertà di insegnamento con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento che invece deve essere laico e libero</strong>; <strong>NON SI PUO’ INSEGNARE A INSEGNARE</strong>; <strong>noi questo tipo di scu</strong><strong>ola la rimandiamo al mittente.</strong></p>
<p>Viviamo in una fase storica in cui alla confusione si sta aggiungendo altra confusione; la scuola richiede, invece e innanzitutto serenità, non può ‘inseguire’ modelli elettorali.</p>
<p>La scuola deve essere, oltre che priorità nell’agenda politica, anche e soprattutto <strong>LIBERA e AUTONOMA</strong>. Per usare le stesse parole dette dal ns Presidente Matterella nell’incontro di inizio anno scolastico: <strong>“La scuola assicura a tutti uno straordinario arricchimento. La scuola è, anzitutto, libertà”.</strong></p>
<p>L&#8217;autonomia deve recuperare, a nostro avviso, la centralità della didattica; gli aspetti essenziali dell&#8217;autonomia sono rappresentati dalla progettazione dell&#8217;offerta formativa, dalla personalizzazione dell&#8217;insegnamento. Il fare scuola è l&#8217;attività che si svolge con gli alunni.</p>
<p>Gli insegnanti devono essere liberi da inutili produzioni cartacee in modo che possano dedicare il loro tempo alla loro funzione: quella di insegnare e stare in classe con i ragazzi.</p>
<p>Il valore aggiunto del sistema di istruzione è anzitutto il lavoro delle persone, l&#8217;impegno, la passione. In ogni decisione politica si deve partire dal dare il giusto valore al lavoro delle persone, non ultimo quello economico.</p>
<p>Sul fronte stipendi, l’andamento non è allo stesso modo così incalzante e quindi gli stipendi, seppur tendenzialmente più alti rispetto al passato, non reggono il passo con tutti gli altri aumenti registrati.</p>
<p>L’andamento degli stipendi non ha coperto l’aumento del costo della vita. Il trend degli ultimi anni (dati Istat) mostra che il personale della scuola non ha beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a PIL crescente. Con il rallentamento del PIL, e attualmente, in assenza di rinnovo contrattuale, la situazione è diventata ancor più critica.</p>
<p><strong>Il rischio è che i nuclei familiari che finora erano poco sopra alla soglia di povertà vadano ad allargare la platea di coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. </strong>Il progresso delle retribuzioni e il passaggio a una ripresa sostenibile richiedono uno Stato centrale determinato.</p>
<p>Noi ci batteremo per l&#8217;aumento degli stipendi di tutti i lavoratori della scuola &#8211; non è uno slogan, è per noi un obiettivo irrinunciabile, magari difficile da raggiungere come desideriamo noi, comunque irrinunciabile &#8211; e impronteremo il nostro pensare ed il nostro agire anche per cogliere le specificità, per individuare i carichi di lavoro e di responsabilità diversi.</p>
<p>Le retribuzioni devono essere innalzate per equipararle a quelle dei colleghi europei o per pareggiarle a quelle che spettano alle persone che hanno percorso la stessa carriera scolastica e si trovano a svolgere lavori in ambiti diversi della pubblica amministrazione, <strong>ma soprattutto</strong> per la delicata funzione e per l’importanza del ruolo che il personale della scuola svolge e che rappresenta nell’educazione e nella formazione degli alunni.</p>
<p><strong>Non è più sostenibile, ad esempio, la differenziazione stipendiale tra docenti appartenenti a ruoli diversi a maggior ragione in presenza dello stesso titolo di studio.<br />
La funzione del docente rimane tale anche tra gradi di scuola diversi.</strong></p>
<p>E’ ora invece di ‘<em>sostenere</em>’ la nostra scuola, darle risorse, competenze, specificità, mezzi, perché è dalla qualità della scuola, dall’istruzione che passa lo sviluppo del ns Paese.</p>
<p>Difendiamo<strong> la SCUOLA STATALE …</strong> UNA SCUOLA STATALE E <strong>NAZIONALE</strong></p>
<p>La scuola statale italiana costituisce comunque il 93% dell’intero sistema di istruzione del nostro Paese e in essa sono impegnati un milione di lavoratori che svolgono quotidianamente un duro e serio lavoro.</p></blockquote>
<p><iframe title="Congresso, D&#039;Aprile: &quot;Sulla scuola bisogna fare presto e bene&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/brFGNmyWMzI?start=6&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<blockquote><p><strong>La scuola italiana è e dovrà rimanere nazionale.</strong></p>
<p>Come sapete la <strong>Formazione Professionale</strong>, dopo la legge Moratti n. 53 del 2005 ed i previsti decreti attuativi, è entrata a far parte del sistema nazionale di istruzione ed è valida per assolvere all’obbligo scolastico fino ai 15 anni e al diritto dovere fino al 18 anno; è gratuita sia per quanto riguarda le tasse di iscrizione ed i materiali didattici e per esercitazioni pratiche. Nei decreti attuativi sono previste norme per l’accreditamento dei gestori, per l’applicazione dello specifico CCNL, per la durata dell’anno formativo, ecc.</p>
<p>Bene, le Regioni, che sono delegate all’attuazione, sfruttando le ambiguità della riforma del Titolo V della Costituzione che prevede che la materia diventi “concorrente” con lo Stato, hanno in pratica disatteso le indicazioni nazionali fino a realizzare non più un “sistema nazionale” ma 20 sistemi regionali diversificati per durata, finanziamenti, applicazione di Contratti di lavoro eterogenei, ecc., con il completo disimpegno a garantire dei finanziamenti stabili e soprattutto legati all’andamento dell’inflazione, così come era stato per molti anni.</p>
<p>Di fronte all’impossibilità di addivenire da ben nove anni ad un rinnovo del CCNL che garantisse almeno dei trattamenti economici tabellari coerenti con l’inflazione, e di ripristinare le coerenze con le indicazioni nazionali, Le Organizzazioni Sindacali  Confederali e di Categoria, insieme a quelle datoriali, hanno richiesto più di 5 mesi fa un incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni e col Ministro del Lavoro, ma, fino ad oggi, non vi è stata nemmeno una riposta interlocutoria.</p>
<p>Ancora, per la sanità abbiamo visto il risultato di scelte scellerate di tagli e riduzioni. E così per la scuola rischiamo di trovarci nella stessa drammatica emergenza che decreterebbe la fine del sistema scolastico nazionale, così come l’Italia lo ha concepito, se non blocchiamo, ad esempio quel pericolo anticostituzionale ma ancora <strong>incombente ma silente della regionalizzazione della scuola statale</strong>. <strong>Ma noi saremo vigili affinché ciò non avvenga.</strong></p>
<p>Inoltre, i continui finanziamenti alle scuole private che potrebbero essere destinate alle scuole statali, sono la testimonianza della scarsa attenzione che il mondo della politica ha nei riguardi della scuola pubblica statale, nazionale e laica di questo paese.</p>
<p>Le conseguenze saranno quelle di introdurre nel sistema dell’istruzione un meccanismo competitivo e concorrenziale regolato e condizionato dal mercato per aumentarne l’efficienza e soddisfare le richieste delle famiglie.</p>
<p>Ma ricordiamo però che la scuola non è solo lo strumento per imparare a <strong>“leggere </strong><strong>e scrivere”,</strong> ma il luogo primo e principale per la costruzione dell’eguaglianza sociale, al di fuori di qualsiasi meccanismo competitivo e di mercato. <strong>Lo Stato per questo dovrebbe </strong><strong>avere un ruolo centrale nell’istruzione, attraverso un modello che sia garanzia di laicità, gratuità e pluralismo che contribuisca a mantenere alto il livello qualitativo dell’istruzione, che rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e sociale di qualsiasi paese. </strong></p>
<p>Solo, però, se saremo in grado di <strong>portare avanti un&#8217;idea forte di scuola</strong>, potremo eliminare le periodiche incursioni di politici, i tentativi di incursione legislativa nelle materie contrattuali, le denigrazioni da parte dell&#8217;opinione pubblica e soprattutto saremo più forti nel pretendere una rivalutazione sociale del nostro lavoro. <strong>Un’idea forte di scuola che purtroppo si sta affievolendo.<br />
E’ necessario rinvigorirla</strong> soprattutto tra le persone “non di scuola”.</p>
<p><strong>E questo lo faremo insieme. </strong></p>
<p>Affronteremo il lavoro dei prossimi anni attraverso una progettualità e organizzazione paziente e programmata, attraverso il continuo confronto con la nostra confederazione e tutti voi, anche in un’ottica di crescita e radicamento sia negli apparati confederali territoriali, sia in quei territori dove ancora la presenza del nostro sindacato è debole, <strong>continuando ad essere la voce libera della scuola.</strong></p>
<p>Una voce libera nelle scuole, tra la gente, possibilmente attraverso azioni unitarie. Se necessario, però, noi andremo anche da soli ma nel <strong>rispetto delle opinioni altrui – anche se non condivisibili – senza mai perdere di vista valori quali correttezza e lealtà</strong>: queste sono componenti essenziali del nostro essere Sindacato.</p>
<p>Le sfide dei prossimi anni saranno importanti e determinanti per fare in modo che <strong>la scuola del futuro, c.d. 4.0</strong>, che passa attraverso la transizione ecologica e digitale e che sono obiettivi cardine del PNRR, <strong>non prescinda dalla relazione educativa in aula in presenza e affianchi le nuove competenze alle già note conoscenze solide e corrette</strong>, possibilmente riducendo i divari territoriali.</p>
<p>Lavoreremo affinché la politica realizzi interventi concreti e reali strutturati nel tempo per la salvaguardia di un bene comune quale la scuola.</p>
<p><strong>Alla politica diciamo: meno slogan, meno propaganda elettorale! Più fatti!</strong></p>
<p>Ricordiamo che la scuola, come da noi pensata LAICA E LIBERA, deve essere lasciata fuori dallo scontro politico; non va strumentalizzata a fini elettorali.</p>
<p>La scuola, nel suo insieme, deve ritornare SUBITO a collocarsi ai primi posti dell’agenda politica di chi ci governerà. <strong>E allora la politica, qualunque essa sia, troverà un sindacato non oppositivo, ma collaborativo e costruttivo.</strong></p>
<p>Il sindacato che rappresentiamo è un sindacato, che crede nei principi generali di libertà e giustizia sociale, nel lavoro della comunità educante e nel valore della scuola statale quale funzione dello Stato.</p>
<p>Come tutte le cose, personalmente credo che il sindacato debba adeguarsi e stare al passo con i tempi che cambiano celermente ma senza perdere di vista, almeno nel nostro caso, i valori di riferimento che lo hanno contraddistinto da sempre.</p>
<p>Dobbiamo continuare ad essere coerenti con la nostra visione di una scuola pubblica statale e nazionale e con i principi che da sempre hanno guidato le nostre battaglie.</p>
<p>Dobbiamo trovare sempre soluzioni legittime per la risoluzione dei problemi, prima di arrivare alle contrapposizioni, prediligendo il dialogo nel confronto e nella contrattazione.</p>
<p>La sfida, oggi, è senza dubbio molto difficile da vincere, ma come diceva una storica frase di un film americano degli anni ’80  ‘<strong>quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’</strong>. Dobbiamo confrontarci con l’inflazione che si avvia verso il 10%, gli stipendi che non reggono il passo agli aumenti registrati, il potere d’acquisto in continuo calo, la pandemia, le guerre, le tensioni nazionali ed internazionali… e io vi invito ad affrontare tutto ciò con la stessa audacia, forza e determinazione. Vi chiedo di continuare a fare ciò che state facendo con passione, dedizione, spirito di condivisione, professionalità ed allora sono sicuro che tutti assieme, remando nella stessa direzione, <strong>riusciremo a traghettare la nostra scuola fuori da questa</strong> <strong>&#8220;tempesta perfetta”.</strong> <strong>Ho detto tutti</strong>, perché per farcela è fondamentale che ognuno di noi, come soggetto attivo della comunità educante, occupi e svolga il proprio ruolo in modo coordinato e coerente con la nostra identità, con i principi da sempre condivisi e sostenuti, con azioni concrete, progetti e “lotte”:</p>
<p>Risolvere definitivamente la piaga del <strong>precariato </strong>sia del personale docente che del personale ATA (mi riferisco, ad esempio, anche alla necessità di trovare una soluzione per migliaia di assistenti amministrativi che svolgono da anni la funzione dei DSGA) attraverso un reclutamento serio e snello, facilitando il percorso per l’immissione in ruolo che consideri anche l’esperienza “sul campo” di tutto il personale in modo da valorizzare e non disperdere le esperienze acquisite. Le scuole, ricordo a tutti, funzionano anche grazie al personale precario docente e ATA, la cui esperienza acquisita vale molto più di una formazione frontale, che si limita solo ed esclusivamente a trasferire saperi. Un precariato <strong>dapprima sfruttato e poi umiliato</strong> con forme di reclutamento che prediligono il sapere nozionistico a quello critico e <strong>i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti</strong>.</p>
<p>La scuola è appena iniziata con più di 150.000 docenti precari; in alcuni casi gli stessi precari respinti ai concorsi…concorsi falsati da quesiti errati proposti dall’Amministrazione, classi senza docenti, graduatorie sbagliate, il contenzioso alle stelle, la continuità didattica non salvaguardata. Un sistema che non può reggere e che inevitabilmente si ripercuote sugli alunni.</p>
<p><strong>Non si risolve il problema del reclutamento con la chiamata diretta dei docenti</strong> &#8211; che ricordo abbiamo eliminato per via contrattuale &#8211; <strong>come invece qualcuno ci vorrebbe far credere!</strong> Sarebbe un provvedimento sbagliato, frutto di scelte che non condividiamo e che <strong>danneggerebbe il sistema scuola</strong>!</p>
<p>Studenti e famiglie diventerebbero clienti da accontentare, fino a scegliersi il docente. Step propedeutici alla privatizzazione delle scuola stessa.</p>
<p>La scuola costituzionale è sinonimo di garanzia, trasparenza e legalità.</p>
<p><strong>Ci opporremo in tutti i modi affinché ciò non avvenga.</strong></p>
<p>Abolire il numero chiuso dai percorsi universitari che specializzano sul sostegno, in modo da <strong>interromp</strong><strong>ere la “via crucis” all’estero finalizzata alla compravendita di titoli </strong>che, poi puntualmente, vengono riconosciuti equipollenti in Italia.</p>
<p>Non si risolve il problema legato al sostegno degli alunni disabili con una formazione di 25 ore che invece nasconde solo tagli di organico, in particolare per quelli in deroga, per scaricare sugli altri docenti della classe, che non sono specializzati, un ulteriore carico di lavoro.</p>
<p>Attualmente aumenta ancora il numero di alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane. In crescita anche il numero di insegnanti per il sostegno, ma circa il 34% non possiede una formazione specifica. Carenti gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nel Mezzogiorno, scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria (solo nel 32% delle scuole) e molto critica la disponibilità di ausili per gli alunni con disabilità sensoriale (2%).</p>
<p>Aumenta l’organico in deroga di sostegno, ma il lavoro rimane sostanzialmente precario. E mentre aumentano in Italia gli alunni diversamente abili, il numero dei docenti a tempo indeterminato aumenta di poco negli anni mentre aumenta l’alto numero dei docenti di sostegno che lavora a tempo determinato, con una situazione di criticità soprattutto nella scuola superiore di secondo grado.</p>
<p><strong>Oggi, circa la metà degli insegnanti di sostegno è precario. </strong></p>
<p>Realizzare percorsi di specializzazione snelli secondo il reale fabbisogno, trasformare i posti in organico di fatto in posti in organico di diritto con contratti pluriennali finalizzati al ruolo anche per i docenti che vantano una esperienza sul sostegno senza titolo: questa la nostra ricetta, per riconoscere e sostenere sia la professionalità degli insegnanti di sostegno che favorire reali processi di integrazione e inclusione diversamente risolti attraverso contenzioso. Il tutto in applicazione di una legge, del 1977, che ci ha permesso di essere uno dei primi paesi europei ad occuparci di tali processi.</p>
<ul>
<li><strong>Realizzare una scuola sicura sotto ogni punto di vista.</strong></li>
</ul>
<p>Insieme e con l’aiuto della UIL che, come noto a tutti, è in prima linea in merito alla sicurezza del lavoro, è necessario affrontare il problema delle carenze infrastrutturali che coinvolge tutta la comunità educante.<br />
Per questo il PNRR prevede un investimento pari a 3,9 milioni di euro anche perché i dati che emergono non sono confortanti. Siamo sicuri che la ricetta giusta sia quella dei “finanziamenti spot”?</p>
<p>Sugli oltre 40.000 edifici scolastici, tra sedi, plessi, succursali, edifici distaccati frequentati da circa dieci milioni di persone, il 23% non è stato originariamente costruito per uso scolastico, ma successivamente riadattato. Anche l’età degli stessi edifici indica che solo poco più di 1/3 di essi risale a dopo il 1980 mentre la parte maggiore risale al periodo 1946-1975. Quasi il 40% degli edifici non possiede il collaudo statico e meno del 50% possiede il certificato di agibilità e/o quello di prevenzione incendi.</p>
<p>Questo nonostante che, da una relazione del 18 giugno 2018 sul tema “<a href="http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105567.pdf"><em>Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole”</em></a><a href="http://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105567.pdf"> </a>disponibile sul sito della Camera dei Deputati, emerga che dal 2014 al 2017 sono stati investiti su questi capitoli 9 miliardi e 573 milioni di euro.</p>
<p>Questa è la testimonianza che i finanziamenti spot e di breve periodo non sono adatti a risolvere situazioni strutturali che prevedono tempistiche più lunghe con una progettazione più adeguata. E’ un settore nel quale si intrecciano competenze diversificate. E’ ora di denunciare le inadempienze che possono avere conseguenze serie e concrete e pretendere un maggiore impegno per la sicurezza nelle scuole da parte di tutti gli attori coinvolti attraverso interventi organici e strutturati nel tempo.</p>
<p>Come la pandemia ha evidenziato, è necessario investire in termini di organici per rideterminarli e incrementarli, tagliando gli sprechi presenti anche nel mondo della scuola. Organici falcidiati negli anni passati da politiche di tagli lineari e non razionali che hanno sguarnito le scuole di personale, assolutamente necessario e indispensabile per il funzionamento delle stesse. Aumentare l’organico del personale docente e ATA, con la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto e conseguente diminuzione degli alunni per classe e, in particolare per il personale ATA, rendere strutturale quello che era l&#8217;organico Covid il cui mancato rinnovo incide soprattutto sulle segreterie scolastiche che, con carenze di organico, comunque sono chiamate, sempre più, ad assolvere a compiti gravosissimi che inevitabilmente coinvolgono a ulteriori carichi di responsabilità anche i Dirigenti Scolastici.</p>
<p>A questo aggiungo, ai <strong>Dirigenti scolastici</strong>, apparentemente sostenuti ma realmente, il più delle volte, lasciati in perfetta solitudine e caricati di responsabilità che spesso vanno oltre le loro competenze, che il sindacato che rappresento non vi farà mancare mai il legittimo e giusto supporto in quanto rappresentate una tessera fondamentale di un mosaico che <strong>però</strong> si chiama <strong>COMUNITA’ EDUCANTE</strong> che insieme alla UIL Scuola sarà parte integrante di un disegno complessivo che ci vedrà protagonisti nelle scelte strategiche sulla scuola futura.</p>
<p><strong>Questa la nostra agenda 2022-2026.</strong></p>
<p>In sintesi: interventi su contratto, organici, precariato, no alla regionalizzazione, investimenti, edilizia scolastica, sono tutte rivendicazioni che interessano TUTTO il personale della scuola (ATA, Docente e Dirigenti Scolastici) che inevitabilmente avranno delle ricadute positive o negative anche sugli alunni e le famiglie.</p>
<p>Senza investimenti la scuola non può ripartire. Servono politiche che inducano un moltiplicatore elevato. L’istruzione è uno di quelli.</p>
<p>È evidente che la situazione della scuola di oggi è il risultato delle mancate  politiche di sviluppo che si sarebbero dovute fare molti anni prima dell’emergenza, sempre rinviate a tempi migliori.</p>
<p>Noi lavoreremo con serietà, coerenza e con obiettivi chiari, affinché queste politiche vengano attuate e si realizzino.</p>
<p><strong>L’investimento sulla scuola deve trovare posto in quel patto per il paese che la UIL e la UIL Scuola hanno più volte rivendicato.</strong> Un patto necessario in quanto la pandemia, se vogliamo, ha evidenziato le necessità di realizzarlo.</p>
<p>Fare sindacato significa fare delle scelte. Fare politica significa fare delle scelte. Se possibile queste scelte le faremo insieme senza pregiudiziali politiche.</p>
<p>Una sola pregiudiziale: partire da un progetto di scuola moderna, laica, statale, nazionale, contro ogni forma di regionalizzazione che salvaguardi il diritto all&#8217;istruzione, la libertà di insegnamento e valorizzi il lavoro delle persone.</p>
<p><strong>Saremo un sindacato sempre disponibile ma mai a disposizione!</strong></p>
<p>Sono queste le basi dalle quali partire. Abbiamo il dovere di farlo soprattutto per i nostri figli, i nostri nipoti, per tutti i ragazzi che frequentano la scuola partendo dalla consapevolezza che abbiamo una grande responsabilità: <strong>le sorti di questo bel paese passano anche e soprattutto attraverso la SCUOLA!</strong></p>
<p>La scuola merita attenzione e soprattutto <strong>RISPETTO.<br />
Amiamo la nostra scuola…</strong></p>
<p><strong>W la scuola, w la UIL Scuola, w la UIL!</strong></p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-la-relazione-del-segretario-generale-giuseppe-daprile/">Congresso: la relazione del Segretario Generale Giuseppe D&#8217;Aprile</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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		<title>Congresso 2022: D’Aprile: sulla scuola bisogna fare presto e bene.</title>
		<link>https://uilscuola.it/congresso-2022-daprile-sulla-scuola-bisogna-fare-presto-e-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 15:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l&#8217;agenda sindacale 2022-26: &#8220;Saremo propositivi &#8211; dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso&#8221;.  È un sindacato unito e in crescita quello che accoglie al congresso di Roma la relazione del segretario generale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/congresso-2022-daprile-sulla-scuola-bisogna-fare-presto-e-bene/">Congresso 2022: D’Aprile: sulla scuola bisogna fare presto e bene.</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Al Congresso Nazionale di Roma il Segretario generale lancia l&#8217;agenda sindacale 2022-26: &#8220;Saremo propositivi &#8211; dice alla politica -. Precarietà del lavoro e rischio di nuove povertà sono gli elementi su cui intervenire in modo deciso&#8221;. </strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;">È un sindacato unito e in crescita quello che accoglie al congresso di Roma la relazione del segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poco più di mezz’ora di intervento, platea piena con oltre 700 delegati e quadri sindacali, per delineare la linea di azione del sindacato per i prossimi quattro anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Questa la nostra agenda 2022-2026 </strong>– ha detto D’Aprile:<strong> </strong>interventi su contratto, organici, precariato, no alla regionalizzazione, investimenti, edilizia scolastica.<br />
Temi centrali che interessano tutto il personale della scuola, Ata, Docenti, Dsga, Dirigenti Scolastici, che inevitabilmente avranno delle ricadute positive o negative anche sugli alunni e le famiglie.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Abbiamo chiara la direzione</strong>: partire da un progetto di scuola moderna, laica, statale, nazionale, contro ogni forma di regionalizzazione che salvaguardi il diritto all&#8217;istruzione, la libertà di insegnamento e valorizzi il lavoro delle persone. Sono queste le basi dalle quali partire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per la scuola servono politiche</strong> che inducano un moltiplicatore elevato – ha sottolineato il segretario Uil Scuola Rua-. E’ evidente che la situazione della scuola di oggi è il risultato delle mancate politiche di sviluppo sempre rinviate a tempi migliori. Oggi è già domani.<br />
È questo il momento di decidere. Serve un provvedimento organico, per pensare oggi, la scuola dei prossimi anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Saremo un sindacato propositivo,</strong> lavoreremo con serietà, coerenza e con obiettivi chiari, affinché queste politiche vengano attuate e si realizzino.<strong> </strong>Fare sindacato significa fare delle scelte.<br />
Fare politica significa fare delle scelte.  Se possibile queste scelte le faremo insieme senza pregiudiziali politiche.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La nostra cultura riformista </strong>ci impone di sostenere le riforme migliori, i cambiamenti veri, quelli possibili, quelli che si realizzano, non quelli dichiarati, auspicati, promessi, minacciati o addirittura imposti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La formazione prevista nella scuola di Alta formazione</strong>, invece, è di tipo piramidale e dirigista, viene finanziata con risorse recuperate dai tagli di organico e dalla carta docente, e rischia di misurare e premiare le <em>performance</em> dei propri <em>dipendenti</em> annullando di fatto la libertà di insegnamento con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento. Non si può insegnare ad insegnare – ha detto nettamente D’Aprile &#8211; noi questo tipo di scuola la rimandiamo al mittente.</p>
<p><strong>Due passaggi della relazione</strong> sono stati dedicati al contratto e al precariato dapprima sfruttato e poi umiliato con forme di reclutamento che prediligono il sapere nozionistico a quello critico e i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti – ha detto D’Aprile sottolineando la netta contrarietà della Uil Scuola al sistema della chiamata diretta, abolito di fatto per via contrattuale.</p>
<p><iframe title="Congresso, D&#039;Aprile: &quot;Sulla scuola bisogna fare presto e bene&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/brFGNmyWMzI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L’andamento degli stipendi</strong> non ha coperto l’aumento del costo della vita – ha messo in evidenza-. <strong>Il trend degli ultimi anni</strong> (dati Istat) mostra che il personale della scuola non ha beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a PIL crescente.<br />
Con il rallentamento del PIL, e attualmente, in assenza di rinnovo contrattuale, la situazione è diventata ancor più critica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il rischio è che i nuclei familiari</strong> che finora erano poco sopra alla soglia di povertà vadano ad allargare la platea di coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progresso delle retribuzioni e il passaggio a una ripresa sostenibile richiedono uno Stato centrale determinato.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;aumento degli stipendi</strong> di tutti i lavoratori della scuola è per noi un obiettivo irrinunciabile.<br />
E non soltanto per raggiungere i livelli dei colleghi europei ma proprio per riconoscere il lavoro fatto in classe e a scuola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è più sostenibile – precisa &#8211; la differenziazione stipendiale tra docenti appartenenti a ruoli diversi a maggior ragione in presenza dello stesso titolo di studio. La funzione del docente rimane tale anche tra gradi di scuola diversi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanto al tema scelto per il congresso</strong>, D’Aprile osserva: <strong>Rispetto </strong>non è una semplice parola, perché sarebbe molto riduttivo. E’ per me, invece, un importante principio di vita; è un valore<strong> </strong>su cui si dovrebbe basare qualsiasi relazione umana.<br />
E’ un sentimento di stima, di riguardo; è un modo di relazionarsi in cui si dà valore alle persone, al loro pensiero, alle loro azioni.  Rispetto implica fare attenzione a tutto ciò che ci circonda sia esso umano o materiale; è l’opposto di indifferenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Al link, la relazione integrale del Segretario generale Uil Scuola. </strong></p>
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		<title>Scuola, il riassunto di un mese di news</title>
		<link>https://uilscuola.it/scuola-il-riassunto-di-un-mese-di-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 13:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agenzie, notizie e rassegne. Ripercorriamo quello che è successo nel mondo dell’istruzione nel mese di agosto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/scuola-il-riassunto-di-un-mese-di-news/">Scuola, il riassunto di un mese di news</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agenzie, notizie e rassegne. Ripercorriamo quello che è successo nel mondo dell’istruzione nel mese di agosto.</em></p>
<h3><strong>4 agosto – Il “Docente Esperto”</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-6403 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2019/05/insegnante-lavagna-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></p>
<p><em>La denuncia dei sindacati scuola: si trovano soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto scuola</em></p>
<p>Il governo trova nuove risorse per finanziare la figura del “docente esperto”, un meccanismo selettivo degli insegnanti che riguarderà solo 8.000 lavoratori all’anno e che la categoria ha già bocciato con lo sciopero generale del 30 maggio scorso. La scuola non può andare avanti con 8.000 docenti esperti, dopo un percorso selettivo che dura 9 anni, mentre funziona quotidianamente con centinaia di migliaia di docenti sottopagati – sottolineano i segretari generali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal. È evidente che si trovano i soldi per tutto tranne che per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre 3 anni. Sarebbe invece il momento di dare un segnale forte al mondo della scuola finanziando adeguatamente il rinnovo.</p>
<h3><strong>5 agosto, Adnkronos: Dl aiuti: D&#8217;Aprile (Uil Scuola), &#8216;docente esperto&#8217; colpo di mano in piena estate&#8217;</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19548 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-segretario-generale-uil-scuola-300x200.jpg" alt="D'Aprile" width="300" height="200" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-segretario-generale-uil-scuola-300x200.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-segretario-generale-uil-scuola-768x512.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-segretario-generale-uil-scuola.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;introduzione della figura del &#8220;docente esperto&#8221; prevista nel Dl aiuti &#8220;è un colpo di mano in piena estate&#8221;. Ne è convinto il neoeletto segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D&#8217;Aprile, che all&#8217;Adnkronos sottolinea come &#8220;interessa 8.000 docenti e avrà effetto tra circa dieci anni, a patto che gli stessi vengano valutati positivamente. Un meccanismo competitivo &#8211; evidenzia &#8211; che non solo offende un’intera categoria ma che nulla ha a che fare con il buon funzionamento delle scuole&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ricordo &#8211; ribadisce D&#8217;Aprile &#8211; che la scuola funziona tutti i giorni grazie a un milione di persone alle quali bisogna essere grati per ciò che fanno. Il personale della scuola non ha bisogno di essere valutato in quanto si autovaluta nel momento in cui entra in classe per fare lezione, per questo, non gli si può insegnare a insegnare. È preoccupante che nei disegni di legge sul futuro della scuola, la parola formazione sia sempre più legata ai metodi didattici&#8221;.</p>
<p>Secondo il numero uno della Uil Scuola &#8220;nessun corso che insegna a insegnare preparerà una buona lezione. I docenti non sono un plotone al quale insegnare come marciare e come sparare. L’autonomia deve recuperare la centralità della didattica attraverso la progettazione dell’offerta formativa e la personalizzazione dell’insegnamento. Meno burocrazia e meno sterili riunioni &#8211; conclude &#8211; per dedicare più tempo alla didattica&#8221;.</p>
<p>Oltretutto, osserva D&#8217;Aprile &#8220;al momento non ci sono i presupposti per la sottoscrizione di un contratto ormai scaduto da tre anni. Le risorse attualmente disponibili &#8211; denuncia &#8211; non sono sufficienti neanche a recuperare il potere d’acquisto degli stipendi, aggravato ulteriormente dall’inflazione. È necessario partire da qui. Invece di fare ciò il governo investe nuove risorse per finanziare la figura del “docente esperto” e non investe sulle persone per garantire un futuro migliore a questo Paese che passa, appunto, attraverso la scuola&#8221;.</p>
<h3><strong>5 agosto, Adnkronos, Scuola: D&#8217;Aprile (Uil), &#8216;torni a far parte agenda dei premier</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19199 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-uil-scuola-2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-uil-scuola-2-300x300.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-uil-scuola-2-150x150.jpg 150w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-uil-scuola-2-500x500.jpg 500w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/giuseppe-daprile-uil-scuola-2.jpg 627w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8220;La scuola deve ritornare a far parte delle agende dei premier&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello che il neosegretario della Uil Scuola, Giuseppe D&#8217;Aprile lancia al futuro governo e alle forze politiche in vista delle prossime elezioni. &#8220;La classe politica di questo paese &#8211; sottolinea D&#8217;Aprile all&#8217;Adnkronos &#8211; deve avere il coraggio di dire alle persone cosa vuol fare della scuola. Tra i nostri obiettivi ce n’è uno a cui tengo particolarmente: la scuola deve ritornare a far parte delle agende dei premier. Non solo &#8211; evidenzia &#8211; Chiediamo che i nostri interlocutori siano dei politici che conoscano la scuola, che conoscano il lavoro del personale della scuola, che sappiano cosa vuol dire insegnare alla scuola primaria piuttosto che al secondo grado, che conoscano quel rapporto empatico che si crea tra maestra e alunno, tra alunno e bidella&#8221;.</p>
<p>D&#8217;Aprile, eletto ai vertici della Uil Scuola lo scorso 2 agosto, sottolinea come &#8220;chi lavora nella scuola va valorizzato, non solo economicamente – gli stipendi italiani sono al di sotto della media europea – ma anche umanamente, visti l’impegno, la professionalità e la passione profusi ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Quanto alle priorità secondo il numero uno del sindacato di categoria &#8220;provvedimenti urgenti ormai li stiamo chiedendo da oltre 2 anni soprattutto per mettere la scuola in sicurezza e permetterle di funzionare valorizzando il personale. Occorre nell’immediato &#8211; spiega &#8211; dare soluzione definitiva al problema del precariato e del reclutamento, favorire la mobilità bloccata da norme al limite dell’incostituzionalità, ridurre il numero di alunni per classe, aumentare gli stipendi del personale della scuola, evitare incursioni legislative in materia di contratto, snellire le procedure riducendo la burocrazia, dotare le scuole di presidi sanitari e sistemi di sanificazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutti investimenti base &#8211; evidenzia &#8211; che si potevano realizzare ma che evidentemente finora non è interessato a nessuno realizzare. Da sempre l’obiettivo della Uil Scuola è quello di garantire che i docenti possano assumere servizio già dal primo di settembre e comunque non oltre l’inizio delle lezioni. Invece ci risiamo, le GPS 2022/24 ripropongono gli stessi errori del biennio precedente. Graduatorie senza titoli, servizi sbagliati sono tra gli errori segnalati più di frequente. In altri casi non è stato riportato il punteggio pregresso o non si è tenuto conto dei punteggi ricalcolati dalle scuole nel biennio precedente.Rischiamo ancora una volta &#8211; avverte &#8211; il cosiddetto “balletto” degli insegnanti che si ripercuoterà solo ed esclusivamente sulla continuità didattica degli alunni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine &#8211; conclude &#8211; il decreto reclutamento, divenuto legge, che ha calpestato la professionalità dei docenti trasformandoli in “somministratori” di contenuti elaborati da altri. Su questo punto, continueremo a rivendicare le nostre posizioni anche al nuovo governo. La classe politica di questo paese deve avere il coraggio di dire alle persone cosa vuol fare della scuola ed è per questo che il prossimo 8 settembre, unitariamente, abbiamo invitato tutti i partiti politici a confrontarsi su questi.</p>
<h3><strong>12 agosto – Decreto Aiuti Bis</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-6711 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2019/07/professore-in-classe-espero-300x183.png" alt="" width="300" height="183" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2019/07/professore-in-classe-espero-300x183.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2019/07/professore-in-classe-espero-768x468.png 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2019/07/professore-in-classe-espero.png 806w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>La formazione che spacca la comunità educante</em></p>
<p>Il Decreto Aiuti Bis vorrebbe riformare i meccanismi degli aumenti stipendiali dei nostri docenti (assurdo e offensivo) legandoli ad un sistema di formazione competitivo, individuale ed estraneo al vissuto scolastico che sicuramente dividerà la comunità educante.</p>
<p><strong><a href="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/Decreto-Aiuti-Bis-e-la-formazione-che-spacca-la-comunita-educante-Scheda-UIl-Scuola.pdf" target="_blank" rel="noopener">Analizziamo il Dl Aiuti Bis con la nostra scheda tecnica</a></strong></p>
<h3><strong>13 agosto – Invalsi</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-10004 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/INVALSI-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/INVALSI.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/INVALSI-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>La Corte dei Conti bacchetta l’Invalsi</em></p>
<p>ANSA – Malgrado il mancato svolgimento delle prove Invalsi 2020, dovuto alla pandemia, l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione (Invalsi) ha comunque sostenuto un costo di 5.064.120 euro, a fronte dei 7.625.232 euro richiesti per la loro effettiva attuazione. Lo segnala la sezione controllo enti della Corte dei conti, che ha approvato la relazione sulla gestione 2020 dell’Invalsi. L’approfondimento svolto dalla magistratura contabile evidenzia che il 65% delle risorse relative allo svolgimento delle prove è stato destinato a servizi esternalizzati, che indicano ridotti apporti da parte di personale e strutture interni, oltre a un’inefficienza nella spesa, per le consulenze esterne in crescita malgrado l’aumento della dotazione organica. Sul versante finanziario, la sospensione delle prove (con conseguente riduzione della spesa) dovuta alle restrizioni sanitarie, ha fatto registrare un lieve avanzo 2020 (42.609 euro), a fronte del disavanzo finanziario di competenza (8.141.715 euro) registrato nel 2019, evidenzia ancora la Corte dei conti, sul proprio sito. La gestione 2020 chiude con un lieve avanzo economico di 14.732 euro, in iniziale controtendenza rispetto all’andamento negativo degli anni precedenti.</p>
<h3><strong>16 agosto – Personale Ata</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19481 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/ATA-300x213.png" alt="Supplenze ATA" width="300" height="213" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/ATA-300x213.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/ATA-768x544.png 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/ATA.png 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><a href="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/PROCEDURA-Nomine-In-Ruolo-ATA-2022-23-.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>La nostra guida per la presentazione delle domande</em></a></p>
<p>Una breve guida per la presentazione delle domande, in modalità esclusivamente online, per le immissioni in ruolo del personale ATA. Le istanze si possono presentare dal 16 agosto (per il termine di scadenza bisogna fare riferimento agli avvisi dei singoli Uffici).</p>
<h3><strong>18 agosto – Assistenti tecnici</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19613 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/assistenti-tecnici-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/assistenti-tecnici-300x186.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/assistenti-tecnici-768x477.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/assistenti-tecnici.jpg 996w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Coprire i posti autorizzati e tuttora vacanti. La Uil Scuola scrive al MI</em></p>
<p><em>RIENTRO A SCUOLA /SCUOLE DEL PRIMO CICLO: NEI LABORATORI DI INFORMATICA MANCANO I TECNICI. <a href="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/PROBLEMATICHE-RUOLI-AT-1-GRADO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ecco le nostre richieste</a>.</em></p>
<h3><strong>19 agosto &#8211; Anno scolastico 22-23</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11881 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/08/prof-in-classe-300x225.png" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/08/prof-in-classe-300x225.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/08/prof-in-classe.png 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Rientro a scuola, la circolare e il vademecum del MI non convincono, Uil Scuola: “Ancora senza regole chiare”</em></p>
<p>Finestre aperte e pulizia ordinaria dei locali: sono le soluzioni messe in campo dal ministero per la ripresa di settembre. Nessuna risposta in materia di distanziamento, né misure stabili contro il sovraffollamento delle classi e l’esiguità degli spazi. Nessuna mappatura degli interventi tecnici per il ricambio d’aria e la ventilazione degli ambienti; Referenti Covid alle prese con compiti inusitati e impropri.</p>
<p>Sono questioni che restano aperte – sottolinea la Uil Scuola – soprattutto perché siamo convinti che gli incontri sulla sicurezza, che erano stati avviati, avrebbero dovuto avere esito diverso. Eravamo pronti a sottoscrivere un protocollo sulla sicurezza – se fatto bene – osserva il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile – mentre improvvisamente il tutto si è interrotto.</p>
<p><strong><a href="https://www.anci.it/wp-content/uploads/m_pi.AOODPIT.REGISTRO-UFFICIALEU.0001998.19-08-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">La circolare del MI</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/MI_Vademecum+COVID+AS+22-23.pdf/644ce43d-5b01-3cbc-23b9-c560931aff52?t=1661684316063" target="_blank" rel="noopener">Il vademecum sul rientro in classe </a></strong></p>
<h3><strong>23 agosto, Adnkronos. Elezioni: D’Aprile (Uil), “basta strumentalizzare scuola a fini di voto, interventi immediati”</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19614 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/giuseppe-daprile-graduatorie-supplenze-caos-gps-uil-scuola-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/giuseppe-daprile-graduatorie-supplenze-caos-gps-uil-scuola-300x214.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/giuseppe-daprile-graduatorie-supplenze-caos-gps-uil-scuola-768x548.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/09/giuseppe-daprile-graduatorie-supplenze-caos-gps-uil-scuola.jpg 882w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8216;Sembra di ascoltare ingegneri che pensano di costruire un palazzo partendo dall’ultimo piano e non dalle fondamenta&#8217;</p>
<p>&#8220;Ho la sensazione che l’argomento scuola sia al centro del dibattito parlamentare solo in prossimità delle elezioni politiche del prossimo settembre. Basta strumentalizzare la scuola ai soli fini elettorali. La scuola &#8216;pubblica statale&#8217; di questo paese ha bisogno di essere potenziata attraverso interventi immediati, strutturati, programmati e soprattutto concreti&#8221;. Lo afferma all&#8217;Adnkronos Giuseppe D&#8217;Aprile, segretario generale della Uil Scuola commentando in generale gli interventi dei diversi leader politici sul palco del Meeting di Rimini.</p>
<p>&#8220;Iniziamo col dire che per tutto il personale della scuola è necessario il rinnovo del contratto con aumenti dignitosi, non solo per adeguarli alla media europea, bensì per riconoscere e dare valore al lavoro di queste persone che viene svolto tutti i giorni con professionalità e dedizione. &#8211; continua D&#8217;Aprile &#8211; dagli interventi mi è sembrato di ascoltare ingegneri che pensano di costruire un palazzo partendo dall’ultimo piano, tralasciando le fondamenta ovvero senza prima risolvere gli atavici problemi che la pandemia ha evidenziato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Rinnovo contrattuale, riduzione numero alunni per classi, abrogazione articolo relativo al docente esperto, riconferma organico covid, abolizione precariato storico, correzione errori graduatorie provinciali delle supplenze…Questi gli interventi immediati, &#8211; evidenzia D&#8217;Aprile &#8211; alcuni dei quali attuabili già entro il prossimo 25 settembre, per far in modo che la scuola possa ripartire nella giusta direzione. La politica ci dimostri che non si tratta di mera campagna elettorale decidendo subito nel merito delle questioni poste&#8221;.</p>
<h3><strong>24 ago, Adnkronos: D&#8217;Aprile (Uil),&#8217;più fondi a paritarie? Potenziare statale e garantire diritto istruzione&#8217;</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19551 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/GIUSEPPE-DAPRILE-UILSCUOLA-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/GIUSEPPE-DAPRILE-UILSCUOLA-300x200.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/GIUSEPPE-DAPRILE-UILSCUOLA-768x512.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/GIUSEPPE-DAPRILE-UILSCUOLA.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8220;Per ciò che riguarda il mantra relativo al finanziamento delle scuole paritarie, resto più che convinto che bisognerebbe invece ripartire con il potenziare prima la scuola statale, pubblica, nazionale e laica di questo paese per garantire a tutti lo stesso diritto all’istruzione che ancora evidenzia grandi problemi messi in luce anche dalla pandemia&#8221;. E&#8217; quanto afferma all&#8217;Adnkronos il segretario generale della Uil Scuola, intervenendo nel dibattito sulle scuole paritarie da salvare, con finanziamenti pubblici, emerso ieri al Meeting di Rimini.</p>
<p>&#8220;Mi sorge un dubbio che spero non si riveli certezza: saranno prove generali per la privatizzazione della scuola statale ? Saremo vigili ed attenti affinché ciò non avvenga&#8221;, conclude.</p>
<h3><strong>24 agosto, Adnkronos. Scuola: D&#8217;Aprile (Uil),&#8217; ping pong su valutazione condizionato più da ideologia che da buonsenso&#8217;</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-13125 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/scuola-classe-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/scuola-classe-300x169.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/scuola-classe-1024x576.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/scuola-classe-768x432.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2021/12/scuola-classe.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&#8220;Sia un numero che un giudizio, a mio avviso, non dovrebbero limitarsi a misurare i risultati dell’alunno conseguiti nelle singole performance scolastiche, in base a sterili indicatori, ma dovrebbero considerare l’intero percorso di apprendimento dello stesso anche attraverso la personalizzazione della valutazione&#8221;.</p>
<p>Ne è convinto il segretario generale della Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile che commentando con l&#8217;Adnkronos la proposta lanciata ieri dal palco del Meeting di Rimini dalla leader di Fratelli d&#8217;Italia Giorgia Meloni di reintrodurre il voto numerico alla scuola primaria si dice &#8220;basito da questo continuo &#8216;ping pong&#8217; relativo al metodo di valutazione degli alunni della scuola primaria che è condizionato più da ideologia politica che da buon senso generando soprattutto smarrimento e confusione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un segmento, quello della scuola primaria &#8211; evidenzia &#8211; che non può essere trattato con superficialità dal momento che gli alunni, in questa fascia di età, imparano a socializzare, a confrontarsi con gli altri acquisendo le basi fondamentali non solo per la costruzione del percorso scolastico futuro ma anche per la propria formazione che li porterà a diventare i futuri cittadini di questo paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Piuttosto &#8211; conclude &#8211; data l’importanza del lavoro dei colleghi della scuola primaria, iniziamo col valorizzare il loro operato, anche dal punto di vista economico, in quanto, attualmente sotto pagati rispetto a qualsiasi indicatore si voglia prendere in considerazione&#8221;.</p>
<h3><strong>24 agosto &#8211; Supplenze Ata</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9946 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/classe-banchi-singoli-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/classe-banchi-singoli-300x188.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/classe-banchi-singoli.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Se già si lavora, nessuna convocazione per altro incarico in diverso profilo<br />
</em>Uil Scuola: urgente una risposta dal Ministero. Per poter scegliere il profilo sul quale operare, deve esserci una decisione basata sulle competenze individuali, non sul ricatto economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>28 agosto, Ansa: Uil, follia Dad a scuola, semmai meno termosifoni in Parlamento</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-9953 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/DAD-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/DAD-300x169.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/DAD-1024x576.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/DAD-768x432.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2020/11/DAD.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>(ANSA) &#8211; &#8220;La Dad rappresenta per noi un tipo di didattica emergenziale quindi legata solo all&#8217;emergenza Covid. Credo nel ruolo della scuola intesa come garante nel mantenimento di legami e di relazioni interpersonali &#8220;in presenza&#8221; in quanto è proprio all&#8217;interno delle dinamiche di classe e di scuola che emergono situazioni di fragilità psicologica ed emotiva che, a seconda delle diverse fasce di età, riguardano le nostre studentesse e i nostri studenti.</p>
<p>Non volendo fare proclami o slogan penso che tutti/e i nostri studenti/esse debbano poter tornare a scuola e svolgere le attività didattiche nelle aule scolastiche. Utilizzare la Dad per ridurre un giorno di lezione per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per l’eventuale emergenza covid prevedono solo ed esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi!</p>
<p>La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro di questo paese. Piuttosto tagliamo sugli sprechi: mi viene in mente il Parlamento i cui termosifoni sono accesi h24 ed è invece frequentato dal martedì al giovedì…e lasciamo stare in pace la scuola e conseguentemente tutto il personale che vi lavora con dedizione e professionalità&#8221;.</p>
<p>Così all&#8217;ANSA il segretario della Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile. (ANSA).</p>
<h3><strong>30 Agosto &#8211; Il seminario</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19568 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835-300x225.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835-1024x768.jpg 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835-768x576.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835-1536x1152.jpg 1536w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/d1786771-82c0-46bd-869d-a6e1659ba835.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Dirigenti Scolastici preoccupati per l’avvio dell’anno scolastico in un quadro di misure sospese</p>
<p>Responsabilità, sicurezza, Piano scuola 4.0, Pnrr, integrazione, contrattazione di istituto, programma annuale: sono alcuni dei temi messi in programma per il seminario nazionale che svoltosi a Roma e destinato ai dirigenti scolastici alla vigilia del loro primo incarico.</p>
<h3><strong>30 agosto &#8211; L&#8217;incontro dell&#8217;8 settembre</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-19579 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-300x300.png 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-1024x1024.png 1024w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-150x150.png 150w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-768x768.png 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080-500x500.png 500w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/08/confronto-sindacati-partiti-8-settembre-2022-1080.png 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Sindacati e partiti politici a confronto l’8 settembre<br />
</em>I temi cruciali dell’istruzione e della formazione in una tavola rotonda che si tiene a Roma giovedì 8 settembre su iniziativa dei sindacati più rappresentativi del settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/scuola-il-riassunto-di-un-mese-di-news/">Scuola, il riassunto di un mese di news</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uil, follia Dad a scuola, semmai meno termosifoni in Parlamento</title>
		<link>https://uilscuola.it/uil-follia-dad-a-scuola-semmai-meno-termosifoni-in-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 09:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=19553</guid>

					<description><![CDATA[<p>D'Aprile: "Utilizzare la Dad per ridurre un giorno di lezione per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per prevedono solo ed esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi! La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro di questo paese".</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/uil-follia-dad-a-scuola-semmai-meno-termosifoni-in-parlamento/">Uil, follia Dad a scuola, semmai meno termosifoni in Parlamento</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Dad rappresenta per noi un tipo di didattica emergenziale quindi legata solo all&#8217;emergenza Covid. Credo nel ruolo della scuola intesa come garante nel mantenimento di legami e di relazioni interpersonali &#8220;in presenza&#8221; in quanto è proprio all&#8217;interno delle dinamiche di classe e di scuola che emergono situazioni di fragilità psicologica ed emotiva che, a seconda delle diverse fasce di età, riguardano le nostre studentesse e i nostri studenti. Non volendo fare proclami o slogan penso che tutti/e i nostri studenti/esse devono poter tornare a scuola e svolgere le attività didattiche nelle aule scolastiche. Utilizzare la Dad per ridurre un giorno di lezione per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per prevedono solo ed esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi! La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro di questo paese. Piuttosto tagliamo sugli sprechi: mi viene in mente il Parlamento i cui termosifoni sono accesi h24 ed è invece frequentato dal martedì al giovedì…e lasciamo stare in pace la scuola e conseguentemente tutto il personale che vi lavora con dedizione e professionalità&#8221;. Così all&#8217;ANSA il segretario della Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile. (ANSA).</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/uil-follia-dad-a-scuola-semmai-meno-termosifoni-in-parlamento/">Uil, follia Dad a scuola, semmai meno termosifoni in Parlamento</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>D&#8217;Aprile: lite Calenda-Salvini? Su Its ancora un falso luogo comune</title>
		<link>https://uilscuola.it/daprile-lite-calenda-salvini-su-its-ancora-un-falso-luogo-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 09:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=19550</guid>

					<description><![CDATA[<p>'Per parlare bene o anche male della scuola bisogna viverla quotidianamente e quindi conoscerla!' Le parole del Segretario generale Uil Scuola Giuseppe D'Aprile all'Adnkronos</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/daprile-lite-calenda-salvini-su-its-ancora-un-falso-luogo-comune/">D&#8217;Aprile: lite Calenda-Salvini? Su Its ancora un falso luogo comune</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8216;Per parlare bene o anche male della scuola bisogna viverla quotidianamente e quindi conoscerla!&#8217; Le parole del Segretario generale Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile all&#8217;Adnkronos</em></strong></p>
<p>&#8220;Per parlare bene o anche male della scuola bisogna viverla quotidianamente e quindi conoscerla!&#8221;. Così il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D&#8217;Aprile bloccala polemica Salvini-Calenda sugli Its parlando di luoghi comuni e pregiudizi. &#8220;Ancora una volta &#8211; sottolinea D&#8217;Aprile all&#8217;Adnkronos &#8211; un luogo comune sulla scuola che non corrisponde a verità e sminuisce il valore dei percorsi degli istituti tecnici e allo stesso tempo il lavoro dei docenti che vi insegnano e degli alunni che la frequentano&#8221;.</p>
<p>Secondo D&#8217;Aprile &#8220;questi pregiudizi, insieme a tanti altri (ad esempio “ i docenti fanno 3 mesi di vacanza…”!), contribuiscono a creare nella società civile un’idea di scuola che nei fatti non è e su cui, a mio avviso, bisogna prestare tanta attenzione e fare molta reale informazione per darle la giusta considerazione e il giusto peso che merita. Scegliere un Liceo o un istituto tecnico? &#8211; si chiede &#8211; Dipende da tanti fattori, soprattutto soggettivi, con percorsi rispettabilissimi con finalità diverse e diversificate. Per parlare bene o anche male della scuola &#8211; conclude &#8211; bisogna viverla quotidianamente e quindi conoscerla!&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/daprile-lite-calenda-salvini-su-its-ancora-un-falso-luogo-comune/">D&#8217;Aprile: lite Calenda-Salvini? Su Its ancora un falso luogo comune</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Adnkronos: D&#8217;Aprile su voti alla primaria e aumento fondi a scuole paritarie</title>
		<link>https://uilscuola.it/scuola-daprile-uil-piu-fondi-a-paritarie-potenziare-statale-e-garantire-diritto-istruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 09:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=19547</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le dichiarazioni del Segretario generale Uil Scuola Giuseppe D'Aprile all'Adnkronos su voti alla primaria e aumento fondi a scuole paritarie</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/scuola-daprile-uil-piu-fondi-a-paritarie-potenziare-statale-e-garantire-diritto-istruzione/">Adnkronos: D&#8217;Aprile su voti alla primaria e aumento fondi a scuole paritarie</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le dichiarazioni del Segretario generale Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile all&#8217;Adnkronos. </em></p>
<h3><strong>&#8220;Ping pong su valutazione condizionato più da ideologia che da buonsenso&#8221;</strong></h3>
<p>&#8220;Sia un numero che un giudizio, a mio avviso, non dovrebbero limitarsi a misurare i risultati dell’alunno conseguiti nelle singole performance scolastiche, in base a sterili indicatori, ma dovrebbero considerare l’intero percorso di apprendimento dello stesso anche attraverso la personalizzazione della valutazione&#8221;.<br />
Ne è convinto il segretario generale della Uil Scuola Giuseppe D&#8217;Aprile che commentando con l&#8217;Adnkronos la proposta lanciata ieri dal palco del Meeting di Rimini dalla leader di Fratelli d&#8217;Italia Giorgia Meloni di reintrodurre il voto numerico alla scuola primaria si dice &#8220;basito da questo continuo &#8216;ping pong&#8217; relativo al metodo di valutazione degli alunni della scuola primaria che è condizionato più da ideologia politica che da buon senso generando soprattutto smarrimento e confusione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un segmento, quello della scuola primaria &#8211; evidenzia &#8211; che non può essere trattato con superficialità dal momento che gli alunni, in questa fascia di età, imparano a socializzare, a confrontarsi con gli altri acquisendo le basi fondamentali non solo per la costruzione del percorso scolastico futuro ma anche per la propria formazione che li porterà a diventare i futuri cittadini di questo paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Piuttosto &#8211; conclude &#8211; data l’importanza del lavoro dei colleghi della scuola primaria, iniziamo col valorizzare il loro operato, anche dal punto di vista economico, in quanto, attualmente sotto pagati rispetto a qualsiasi indicatore si voglia prendere in considerazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per ciò che riguarda il mantra relativo al finanziamento delle scuole paritarie, resto più che convinto che bisognerebbe invece ripartire con il potenziare prima la scuola statale, pubblica, nazionale e laica di questo paese per garantire a tutti lo stesso diritto all’istruzione che ancora evidenzia grandi problemi messi in luce anche dalla pandemia&#8221;. E&#8217; quanto afferma all&#8217;Adnkronos il segretario generale della Uil Scuola, intervenendo nel dibattito sulle scuole paritarie da salvare, con finanziamenti pubblici, emerso ieri al Meeting di Rimini.</p>
<p>&#8220;Mi sorge un dubbio che spero non si riveli certezza: saranno prove generali per la privatizzazione della scuola statale ? Saremo vigili ed attenti affinché ciò non avvenga&#8221;, conclude.</p>
<h3><strong>&#8220;Più fondi a paritarie? potenziare statale e garantire diritto istruzione&#8221;.</strong></h3>
<p>&#8220;Per ciò che riguarda il mantra relativo al finanziamento delle scuole paritarie, resto più che convinto che bisognerebbe invece ripartire con il potenziare prima la scuola statale, pubblica, nazionale e laica di questo paese per garantire a tutti lo stesso diritto all’istruzione che ancora evidenzia grandi problemi messi in luce anche dalla pandemia&#8221;. E&#8217; quanto afferma all&#8217;Adnkronos il segretario generale della Uil Scuola, intervenendo nel dibattito sulle scuole paritarie da salvare, con finanziamenti pubblici, emerso ieri al Meeting di Rimini.</p>
<p>&#8220;Mi sorge un dubbio che spero non si riveli certezza: saranno prove generali per la privatizzazione della scuola statale ? Saremo vigili ed attenti affinché ciò non avvenga&#8221;, conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/scuola-daprile-uil-piu-fondi-a-paritarie-potenziare-statale-e-garantire-diritto-istruzione/">Adnkronos: D&#8217;Aprile su voti alla primaria e aumento fondi a scuole paritarie</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Adnkronos, D&#8217;Aprile: &#8220;La scuola torni a far parte dell&#8217;agenda dei premier. Il &#8220;docente esperto&#8221; un colpo di mano in piena estate</title>
		<link>https://uilscuola.it/adnkronos-daprile-la-scuola-torni-a-far-parte-dellagenda-dei-premier-il-docente-esperto-un-colpo-di-mano-in-piena-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 14:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://uilscuola.it/?p=19248</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'intervista del Segretario generale Uil Scuola all'Adnkronos</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/adnkronos-daprile-la-scuola-torni-a-far-parte-dellagenda-dei-premier-il-docente-esperto-un-colpo-di-mano-in-piena-estate/">Adnkronos, D&#8217;Aprile: &#8220;La scuola torni a far parte dell&#8217;agenda dei premier. Il &#8220;docente esperto&#8221; un colpo di mano in piena estate</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Dl aiuti: D&#8217;Aprile (Uil Scuola), &#8216;docente esperto&#8217; colpo di mano in piena estate&#8217;</strong></h3>
<p>L&#8217;introduzione della figura del &#8220;docente esperto&#8221; prevista nel Dl aiuti &#8220;è un colpo di mano in piena estate&#8221;. Ne è convinto il neoeletto segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D&#8217;Aprile, che all&#8217;Adnkronos sottolinea come &#8220;interessa 8.000 docenti e avrà effetto tra circa dieci anni, a patto che gli stessi vengano valutati positivamente. Un meccanismo competitivo &#8211; evidenzia &#8211; che non solo offende un’intera categoria ma che nulla ha a che fare con il buon funzionamento delle scuole&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ricordo &#8211; ribadisce D&#8217;Aprile &#8211; che la scuola funziona tutti i giorni grazie a un milione di persone alle quali bisogna essere grati per ciò che fanno. Il personale della scuola non ha bisogno di essere valutato in quanto si autovaluta nel momento in cui entra in classe per fare lezione, per questo, non gli si può insegnare a insegnare. È preoccupante che nei disegni di legge sul futuro della scuola, la parola formazione sia sempre più legata ai metodi didattici&#8221;.</p>
<p>Secondo il numero uno della Uil Scuola &#8220;nessun corso che insegna a insegnare preparerà una buona lezione. I docenti non sono un plotone al quale insegnare come marciare e come sparare. L’autonomia deve recuperare la centralità della didattica attraverso la progettazione dell’offerta formativa e la personalizzazione dell’insegnamento. Meno burocrazia e meno sterili riunioni &#8211; conclude &#8211; per dedicare più tempo alla didattica&#8221;.</p>
<p>Oltretutto, osserva D&#8217;Aprile &#8220;al momento non ci sono i presupposti per la sottoscrizione di un contratto ormai scaduto da tre anni. Le risorse attualmente disponibili &#8211; denuncia &#8211; non sono sufficienti neanche a recuperare il potere d’acquisto degli stipendi, aggravato ulteriormente dall’inflazione. È necessario partire da qui. Invece di fare ciò il governo investe nuove risorse per finanziare la figura del “docente esperto” e non investe sulle persone per garantire un futuro migliore a questo Paese che passa, appunto, attraverso la scuola&#8221;.</p>
<h3><strong>Scuola: D&#8217;Aprile (Uil), &#8216;torni a far parte agenda dei premier&#8217;</strong></h3>
<p>&#8220;La scuola deve ritornare a far parte delle agende dei premier&#8221;. E&#8217; l&#8217;appello che il neosegretario della Uil Scuola, Giuseppe D&#8217;Aprile lancia al futuro governo e alle forze politiche in vista delle prossime elezioni. &#8220;La classe politica di questo paese &#8211; sottolinea D&#8217;Aprile all&#8217;Adnkronos &#8211; deve avere il coraggio di dire alle persone cosa vuol fare della scuola. Tra i nostri obiettivi ce n’è uno a cui tengo particolarmente: la scuola deve ritornare a far parte delle agende dei premier. Non solo &#8211; evidenzia &#8211; Chiediamo che i nostri interlocutori siano dei politici che conoscano la scuola, che conoscano il lavoro del personale della scuola, che sappiano cosa vuol dire insegnare alla scuola primaria piuttosto che al secondo grado, che conoscano quel rapporto empatico che si crea tra maestra e alunno, tra alunno e bidella&#8221;.</p>
<p>D&#8217;Aprile, eletto ai vertici della Uil Scuola lo scorso 2 agosto, sottolinea come &#8220;chi lavora nella scuola va valorizzato, non solo economicamente – gli stipendi italiani sono al di sotto della media europea – ma anche umanamente, visti l’impegno, la professionalità e la passione profusi ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Quanto alle priorità secondo il numero uno del sindacato di categoria &#8220;provvedimenti urgenti ormai li stiamo chiedendo da oltre 2 anni soprattutto per mettere la scuola in sicurezza e permetterle di funzionare valorizzando il personale. Occorre nell’immediato &#8211; spiega &#8211; dare soluzione definitiva al problema del precariato e del reclutamento, favorire la mobilità bloccata da norme al limite dell’incostituzionalità, ridurre il numero di alunni per classe, aumentare gli stipendi del personale della scuola, evitare incursioni legislative in materia di contratto, snellire le procedure riducendo la burocrazia, dotare le scuole di presidi sanitari e sistemi di sanificazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutti investimenti base &#8211; evidenzia &#8211; che si potevano realizzare ma che evidentemente finora non è interessato a nessuno realizzare. Da sempre l’obiettivo della Uil Scuola è quello di garantire che i docenti possano assumere servizio già dal primo di settembre e comunque non oltre l’inizio delle lezioni. Invece ci risiamo, le GPS 2022/24 ripropongono gli stessi errori del biennio precedente. Graduatorie senza titoli, servizi sbagliati sono tra gli errori segnalati più di frequente. In altri casi non è stato riportato il punteggio pregresso o non si è tenuto conto dei punteggi ricalcolati dalle scuole nel biennio precedente.Rischiamo ancora una volta &#8211; avverte &#8211; il cosiddetto “balletto” degli insegnanti che si ripercuoterà solo ed esclusivamente sulla continuità didattica degli alunni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine &#8211; conclude &#8211; il decreto reclutamento, divenuto legge, che ha calpestato la professionalità dei docenti trasformandoli in “somministratori” di contenuti elaborati da altri. Su questo punto, continueremo a rivendicare le nostre posizioni anche al nuovo governo. La classe politica di questo paese deve avere il coraggio di dire alle persone cosa vuol fare della scuola ed è per questo che il prossimo 8 settembre, unitariamente, abbiamo invitato tutti i partiti politici a confrontarsi su questi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/adnkronos-daprile-la-scuola-torni-a-far-parte-dellagenda-dei-premier-il-docente-esperto-un-colpo-di-mano-in-piena-estate/">Adnkronos, D&#8217;Aprile: &#8220;La scuola torni a far parte dell&#8217;agenda dei premier. Il &#8220;docente esperto&#8221; un colpo di mano in piena estate</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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		<title>Il futuro dei giovani</title>
		<link>https://uilscuola.it/i-falsi-giovani-di-cinquantanni-che-tolgono-il-futuro-a-quelli-veri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Riggio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 12:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;indagine di Demos L&#8217;articolo di Ilvo Diamanti su La Repubblica del 28 giugno: &#8220;I falsi giovani di cinquant’anni che tolgono il futuro a quelli veri&#8220; Da oltre due anni viviamo una vita diversa, in un mondo (e un modo) diverso. Perché la “nostra vita” e il “nostro mondo” sono oscurati da diversi motivi di inquietudine. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/i-falsi-giovani-di-cinquantanni-che-tolgono-il-futuro-a-quelli-veri/">Il futuro dei giovani</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li><strong><a href="http://www.demos.it/a01917.php" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;indagine di Demos</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.repubblica.it/economia/2022/06/29/news/i_falsi_giovani_di_cinquantanni_che_tolgono_il_futuro_a_quelli_veri-355842735/" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;articolo di Ilvo Diamanti su La Repubblica del 28 giugno: &#8220;</a><a href="https://www.repubblica.it/economia/2022/06/29/news/i_falsi_giovani_di_cinquantanni_che_tolgono_il_futuro_a_quelli_veri-355842735/" target="_blank" rel="noopener">I falsi giovani di cinquant’anni che tolgono il futuro a quelli veri</a><a href="https://www.repubblica.it/economia/2022/06/29/news/i_falsi_giovani_di_cinquantanni_che_tolgono_il_futuro_a_quelli_veri-355842735/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;</a></strong></li>
</ol>
<p>Da oltre due anni viviamo una vita diversa, in un mondo (e un modo) diverso. Perché la “nostra vita” e il “nostro mondo” sono oscurati da diversi motivi di inquietudine. Di fronte ai quali, tuttavia, occorre guardare oltre. Senza rassegnarsi. Guardando avanti, senza inseguire il passato. Sono questi i principali tratti dello scenario disegnato dalla XIV edizione dell’<strong>Osservatorio Europeo curato da Demos</strong>, per la Fondazione Unipolis, che si concentra sui temi e sugli aspetti della Sicurezza. La ricerca è stata condotta, di recente, in alcuni fra i più importanti Paesi Europei e presenta diversi motivi di interesse. Perché ci permette di allargare lo sguardo intorno a noi, superando i confini del nostro tempo inquieto. Infatti, negli ultimi anni abbiamo attraversato – e stiamo attraversando – il “Tempo del Virus”. Che oggi ci sembra meno pesante perché, nel frattempo, è subentrato il “Tempo della Guerra”, dopo che abbiamo assistito (“in diretta”) all’invasione russa in Ucraina. Non molto lontano dai nostri confini. Siamo, quindi, passati da una paura all’altra.</p>
<p>È indicativo l’atteggiamento verso gli “stranieri”. Gli immigrati, nel passato recente, davano un volto alle nostre paure, mentre, oggi, preoccupano frazioni limitate di persone, non solo in Italia. Questa “fluidità delle paure” suggerisce attenzione e cautela. Sottolinea, infatti, come si tratti, comunque, di questioni latenti. Che potrebbero tornare al centro dell’attenzione pubblica.<br />
Se ci concentriamo sul presente, i problemi che generano maggiore inquietudine riguardano, in primo luogo, la condizione economica. In secondo luogo, l’impatto della guerra. Due temi coerenti e connessi. Perché la guerra rende precaria la condizione economica, personale e sociale. Come si osserva e si percepisce, anzitutto, in Polonia. Ai confini dell’Ucraina, in prossimità della Russia. Le aree critiche, in questa fase.</p>
<p>L’emergenza economica, in particolare, ha praticamente raddoppiato l’incidenza sul sentimento dei cittadini. Oggi coinvolge circa il 40% dei cittadini, nei Paesi “analizzati”. Soprattutto negli stati che hanno particolare presenza sui mercati. Come la Germania, la Francia e, soprattutto, il Regno Unito. Dove la Brexit, evidentemente, non è servita a migliorare il clima d’opinione. Anche in Italia, peraltro, appare larga l’insoddisfazione generata dall’aumento dei prezzi e dal costo della vita. Le tensioni in Europa, per altro verso, hanno favorito la fiducia verso l’Unione Europea. Inoltre, hanno saldato il rapporto dei cittadini anche con le altre istituzioni di governo. In questo quadro appare evidente il disagio delle generazioni più giovani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17239 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1-30-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1-30-300x193.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/1-30.jpg 761w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17240 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/media-dei-5-paesi-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/media-dei-5-paesi-300x174.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/media-dei-5-paesi-768x444.jpg 768w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/media-dei-5-paesi.jpg 785w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Che vedono il proprio futuro in patria “frenato”: bloccato, dalle generazioni precedenti. Adulti e anziani. Un orientamento particolarmente marcato in Italia. Dove i più giovani, per questa ragione, ritengono utile “emigrare”. Per avere un futuro.<br />
È questa la vera “questione” sollevata dall’indagine. “Il futuro dei giovani”. Quasi una tautologia. Perché i giovani sono il futuro. E se ritengono utile fuggire, si eclissa il nostro futuro. Anche per questo gli europei e gli italiani, in particolare, allungano il tempo della giovinezza. Nei Paesi europei considerati nella ricerca ci si definisce giovani fino a 40 anni. In Italia: oltre i 50. Al tempo stesso, la vecchiaia si allontana. Comincia a 68 anni nei Paesi analizzati. Per gli italiani sale a 74 anni. Questa gioventù in(de)finita, senza limiti precisi, ha effetti di segno diverso. In primo luogo sulla prospettiva verso il mondo e verso il futuro. I giovani si proiettano nel mondo, verso l’Europa. Perché si sentono frenati e vincolati. Svantaggiati nella “mobilità” sociale. Nelle opportunità di carriera.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-17241 aligncenter" src="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/posizioni-giovani-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" srcset="https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/posizioni-giovani-300x252.jpg 300w, https://uilscuola.it/wp-content/uploads/2022/06/posizioni-giovani.jpg 751w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Lo sguardo “globale”, tuttavia, determina insicurezza. E favorisce l’impegno su questioni importanti, come la tutela dell’ambiente, il contrasto al riscaldamento globale. Problemi che i giovani dovranno affrontare (e pagare) più degli altri. In Italia, questa tendenza appare più accentuata. I giovani, infatti, sono il “Laboratorio della società”. Perché ne anticipano e delineano i mutamenti. Il futuro. Al proposito l’indagine fa emergere molti segni di In-Sicurezza. In tutti i Paesi. Ma, soprattutto, in Italia. Dove le età della vita &#8211; e la gioventù, in particolare &#8211; appaiono difficili da “de-finire”. Cioè, de-limitare. E ciò proietta l’immagine di una gioventù in-finita. Mentre la vecchiaia avanza. E noi fatichiamo ad accettarla. Così, de-limitiamo il futuro. Dei giovani. E di tutti noi. Con il rischio di perdere di vista l’orizzonte. E dimenticare il passato. Per questo conviene ascoltare i giovani. E guardare avanti. Senza illudersi di fermare il tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://uilscuola.it/i-falsi-giovani-di-cinquantanni-che-tolgono-il-futuro-a-quelli-veri/">Il futuro dei giovani</a> proviene da <a href="https://uilscuola.it">UILSCUOLA</a>.</p>
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