Dirigenti scolastici, intervista ad Andrea Codispoti: “Assumere tutti i candidati delle graduatorie”
Il Responsabile nazionale dei Dirigenti scolastici UIL Scuola risponde alle domande di Orizzontescuola: “Aumenti? Insufficienti. Ecco cosa proponiamo per il rinnovo contrattuale”.
Dirigenti scolastici, la UIL Scuola chiede l’assunzione di tutti i candidati nelle graduatorie vigenti, più risorse e tutele nel nuovo contratto, regole più eque sulla mobilità e una revisione del sistema di valutazione, giudicato troppo legato agli adempimenti in piattaforma.
Il piano di assunzioni dei dirigenti scolastici ha ridotto le reggenze. Qual è il vostro giudizio?
È stato un passaggio importante, ma i posti autorizzati non bastano. Non sono state utilizzate tutte le sedi libere e vacanti e questo, per noi, è un errore.
Ci sono poi situazioni che vanno corrette. Non comprendiamo, ad esempio, perché siano rimasti fuori dal piano 17 posti relativi a candidati già immessi in ruolo attraverso una delle due procedure e contemporaneamente collocati utilmente nell’altra graduatoria. Allo stesso modo, i 19 trattenimenti in servizio di dirigenti che hanno raggiunto i 67 anni sottraggono altrettanti posti alle nuove assunzioni.
Ma sul futuro la nostra posizione è netta: occorre garantire l’assunzione di tutti i candidati presenti nelle graduatorie vigenti, sia del concorso ordinario sia della procedura riservata. Nessuno deve essere lasciato indietro.
Non sarebbe comprensibile avviare un nuovo concorso lasciando senza una prospettiva certa candidati che hanno già superato le procedure previste e sono inseriti nelle graduatorie attualmente in vigore.
Per questo rivendichiamo una soluzione che dia una garanzia certa all’intera platea degli aventi diritto. E se l’attuale quadro normativo non consente di assicurare l’esaurimento di entrambe le graduatorie, è necessario un intervento legislativo specifico che ne garantisca la piena utilizzazione fino all’assunzione di tutti i candidati.
Prima si dà una risposta a chi è già in graduatoria, garantendo tutti. Poi si apre una nuova stagione concorsuale.
In questo mese di settembre vengono corrisposti gli aumenti e gli arretrati del rinnovo del CCNL 2022/2024 dell’Area Istruzione e Ricerca. Qual è la posizione della UIL Scuola?
Gli aumenti sono insufficienti e non recuperano neppure la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione. La questione di fondo resta una: i dirigenti scolastici continuano a essere pagati meno degli altri dirigenti pubblici della stessa Area, nonostante responsabilità e carichi di lavoro sempre maggiori. È una disparità che va superata, avviando un percorso concreto di equiparazione retributiva.
Abbiamo ritenuto comunque necessario chiudere il contratto per non rischiare di perdere risorse già disponibili. Ma resta aperta anche la questione del FUN: circa 180 euro per dirigente confluiranno nel Fondo e saranno oggetto di contrattazione decentrata.
C’è poi un ritardo che non è più accettabile: il contratto integrativo sul FUN 2024/2025, sottoscritto circa un anno fa, non è ancora stato validato dagli organi di controllo. Questo significa soldi che spettano ai dirigenti e che ancora non vengono corrisposti, dall’indennità di risultato agli arretrati legati alla fascia della scuola. Occorre sbloccare immediatamente questa situazione.
Cosa propone la UIL Scuola per il prossimo contratto?
Bisogna aprire subito il negoziato per il CCNL 2025/2027. Chiediamo al Ministro di emanare l’Atto di indirizzo: non possiamo continuare a rinnovare contratti già scaduti mentre i problemi si accumulano.
Questa volta bisogna intervenire con decisione anche sulla parte normativa: mobilità, procedimenti disciplinari, stress da lavoro e burnout, relazioni sindacali.
Sulla mobilità interregionale abbiamo apprezzato l’innalzamento al 110% dei posti disponibili, ma resta un ostacolo che va eliminato: l’assenso dell’USR di provenienza. Il diritto alla mobilità non può dipendere da una valutazione discrezionale, con regole che finiscono per essere applicate diversamente da regione a regione. È un tema ancora più importante considerando quanti dirigenti lavorano lontano dalla propria regione.
Anche sul mutamento di incarico serve maggiore equità: chi chiede di cambiare sede deve poter concorrere alle stesse condizioni di chi è alla scadenza dell’incarico.
C’è poi il tema del carico di lavoro. Oggi il dirigente scolastico è sommerso da adempimenti e responsabilità amministrative, contabili e sulla sicurezza. Burnout e stress da lavoro correlato non possono più essere considerati problemi individuali: il nuovo contratto deve prevedere tutele specifiche.
Lo stesso vale per i procedimenti disciplinari. La scuola ha caratteristiche e responsabilità particolari e serve una disciplina contrattuale specifica.
Infine, sulle relazioni sindacali chiediamo che informazione e confronto siano garantiti a tutte le organizzazioni rappresentative, anche quando non hanno sottoscritto il contratto nazionale. E va ripristinata l’informazione a livello regionale sui dati relativi a valutazione, pensionamenti, mobilità e assunzioni.
Il limite principale è evidente: si rischia di valutare più la piattaforma che il lavoro del dirigente. Una scuola non può essere giudicata attraverso una serie di flag, documenti e adempimenti caricati sul Rapporto di Autovalutazione, sul Piano Triennale dell’Offerta Formativa o sulla piattaforma SIDI.
La valutazione deve partire da ciò che il dirigente realizza concretamente nella propria scuola e deve tenere conto anche di ciò che non dipende dalla sua volontà.
Pensiamo, ad esempio, ai tempi di pagamento dei progetti europei: se le risorse arrivano in ritardo dall’Autorità di gestione, non si può penalizzare il dirigente perché la scuola non è nelle condizioni di anticipare somme rilevanti.
Abbiamo riscontrato anche casi in cui, nella valutazione 2025/2026, non è stato attribuito un punteggio semplicemente perché sulla piattaforma PTOF non era stata selezionata una determinata voce, nonostante esistessero elementi concreti per valutare positivamente quell’indicatore. Non può essere un flag a decidere la valutazione di un dirigente.
Per questo chiediamo anche che la piattaforma preveda alert chiari sulle voci collegate agli indicatori di valutazione.
Infine c’è una questione di garanzie. Quando un dirigente contesta la valutazione ricevuta e attiva il contraddittorio con il Direttore generale dell’USR, deve poter essere assistito fin da quel momento da un rappresentante sindacale di fiducia. La tutela sindacale deve esserci dall’inizio del contraddittorio, non soltanto nella fase successiva davanti all’Organismo di Garanzia.








