L’errore non è evitare i concorsi, ma evitare che le clientele degradino e usino i concorsi per non assumersi le proprie responsabilità.

L’errore non è evitare i concorsi, ma evitare che le clientele degradino e usino i concorsi per non assumersi le proprie responsabilità.

Considerazioni a margine dell’articolo del prof. Cassese sul Corriere della Sera Di Pino Turi Il rispetto e la stima del Professor Cassese sui cui libri molti di noi si sono formati e cimentati, non ci esime da alcune considerazioni relativamente al consueto attacco al sindacato e alla retorica dei concorsi. La critica, ci sembra un poco affrettata nella misura in cui appare avulsa dalla realtà del Paese in cui viviamo; uno sguardo teorico da semplice studioso su cui nulla da eccepire, ma è teoria. La pratica è invece altro, un castello su cui si regge l’ardita difesa ideologica di ipotetici concorsi che dimenticano lo stato di un Paese,  il nostro,  corrotto e culturalmente rassegnato. Un paese che ha delegato tutto alla politica dei partiti che ha soggiogato la burocrazia e la sua autorevolezza ed indipendenza. Come si può parlare di concorsi e di merito quando che li organizza lo fa con precisi obiettivi, legati alla…

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Le storie dei bambini non sono una variabile qualitativa misurata da un fascicolo

Le storie dei bambini non sono una variabile qualitativa misurata da un fascicolo

Riceviamo e pubblichiamo. Lettera firmata. Oggi ho osservato un bambino di 11 anni (che a quell’età dovrebbe cantare e correre nei prati) tremare di paura. Ho visto un altro bambino immobile, con lo sguardo spento e con le lacrime agli occhi dirmi “Maestra, sono incapace”. Ho visto un altro bambino concentrare tutte le sue energie per dare il meglio di sé. Ho visto un bambino con evidenti problemi socioculturali non in grado di svolgere un’ardua comprensione del testo, complessa anche per un madrelingua, ma impossibilitato ad essere esonerato dalla prova perché senza una diagnosi alla mano (e poi ci chiediamo perché la patologizzazione infantile raggiunga picchi sempre più alti: avere una diagnosi, oggigiorno, è necessario per garantire quelli che dovrebbero essere i diritti di ciascun bambino e, delle volte, non basta). Ho visto una classe in gamba, preparata, valida, capace di autoanalisi, di riflessione, di ragionamento e problem-solving, essere sopraffatta dall’ansia da prestazione di fronte…

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Scuola: la nuova maturità con il curriculum sarà un po’ classista

L’Italia è il solo paese al mondo dove l’esame di Stato che conclude il ciclo superiore ogni anno è diversa da quello precedente. La novità è la scheda con le esperienze dello studente Forte dell’ideologia del «capitale umano», prosegue inarrestabile la corsa della scuola italiana all’asservimento nei confronti del cosiddetto «mondo del lavoro». Che non significa, si badi, il sacrosanto sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale – quella ad esempio degli istituti tecnici industriali (Itis) ai quali il Recovery plan destina giustamente un particolare finanziamento. Significa un’altra cosa: e cioè non insegnare dei saperi ma suggerire un modo d’essere: istruire e valutare gli studenti in vista specialmente del loro futuro impiego come ingranaggi della macchina produttiva, come esecutori di mansioni. Significa perciò adottare quale criterio di giudizio la loro disponibilità caratteriale a quanto quella macchina e quelle mansioni…

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Caro Draghi, sui vaccini il problema non è il senso civico degli italiani

Stanno suscitando dibattito le parole, molto dure, del Presidente del Consiglio sui giovani che salterebbero la fila per le vaccinazioni. La maggioranza dei cittadini, però, sta rispettando il proprio turno e anche i giovani che hanno accettato di vaccinarsi non hanno saltato la fila, ma si sono adeguati a una decisione di sanità pubblica.

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Paese reale e paese virtuale, la sintesi non più rinviabile

Paese reale e paese virtuale, la sintesi non più rinviabile

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Galimberti: competenze? La scuola non educa più. Bisogna dirlo con forza

“Chiedetevi se voi siete valutati ogni giorno in base a chi siete o in base alla vostra capacità di essere efficienti e produttivi negli apparati in cui vi trovate. Abbiamo una struttura sociale che non guarda più in faccia alle persone ma alle loro prestazioni, e questo ha invaso anche la scuola”. (…)  Nel link il testo integrale dell’articolo di Umberto Galimberti dell’ottobre 2019

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“Abbiamo bisogno di un vero amore politico”. Lettera alla Costituzione

Un grande gesto d’amore nei confronti della nostra carta fondamentale come fonte di ispirazione alta per la politica. Proprio nel momento in cui la politica non da un esempio di attenzione alla drammatica situazione del Paese, questa del Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, è un forte richiamo, tra l’altro, alla serietà della politica. La lettera ha molto colpito l’opinione pubblica italiana. La pubblichiamo integralmente, la offriamo,  così, alle riflessioni dei lettori. Cara Costituzione Sento proprio il bisogno di scriverti una lettera, anzitutto per ringraziarti di quello che rappresenti da tanto tempo per tutti noi. Hai quasi 75 anni, ma li porti benissimo! Ti voglio chiedere aiuto, perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare. E poi che cosa ci serve litigare quando si deve costruire?…

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Alessandro Barbero e la scuola sotto attacco

«Intanto, io direi non dieci, ma venti o venticinque anni fa: l’aggressione è cominciata allora. Le cause sono: a livello immediato, la svolta a destra della politica italiana.  Questo ha comportato l’antipatia evidente di molti governi nei confronti di un mondo, quello degli insegnanti, tradizionalmente considerato di sinistra. Ma più in profondità, e in modo più insidioso, la svolta a destra dell’intero mondo occidentale, l’ideologia unica del profitto, l’esaltazione dell’imprenditoria come sale della terra. Ne risulta una classe dirigente che non capisce letteralmente più a che cosa servano la cultura, l’insegnamento, lo spirito critico. Quando lo capisce, li considera dei pericoli da neutralizzare».  (…) «La recente introduzione dell’alternanza scuola-lavoro è un passo importante nella distruzione del diritto allo studio per cui generazioni hanno combattuto: passare l’intera infanzia e adolescenza a scuola, senza essere obbligati a lavorare, non è più un diritto né un ideale, ma viene presentato come un lusso…

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Sud, la sfida riparte da giovani e donne. I problemi irrisolti

Sud, la sfida riparte da giovani e donne. I problemi irrisolti

(…) La scuola “on demand”, ne è la più desolante rappresentazione. Adesso, nella versione pugliese, sono i genitori che decidono se mandare i figli a scuola, con quest’ultima che è chiamata ad organizzarsi in modo da rispondere alle continue mutazioni (DID/DAD) imposte dal virus e dalla tutela della salute degli studenti e delle loro famiglie. Ci si preoccupa un po’ di tutti tranne che del personale scolastico. Insomma, la scuola ridotta a servizio è la pallida rappresentazione della scuola funzione dello Stato, quella scolpita nella Costituzione, per intenderci.

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Valorizzazione delle competenze e prevenzione dell’abbandono scolastico precoce: la funzione strumentale dell’azione didattica nella scuola della complessità

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