Quale insegnante nella scuola? Incontro on line sul blog Manifesto Nuova Scuola con Tommaso Molinari

Quale insegnante nella scuola? Incontro on line sul blog Manifesto Nuova Scuola con Tommaso Molinari

Un incontro on line sul blog Manifesto Nuova Scuola con lo storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena. Di seguito, una parte del suo intervento.  “Il progetto di scuola , la visione della scuola è quella di una fabbrica di pezzi di ricambio per il mondo così com’è. C’è l’idea di un mondo immutabile, di un mondo che, appunto, con i pezzi di ricambio rimanga uguale a se stesso. È l’idea che non c’è alternativa rispetto a un modello di scuola in cui non si formino persone che hanno strumenti e desideri per cambiare il mondo dalle fondamenta ma automi, macchine che vi si acconcino, che siano sedati, disciplinati per entrare nel mondo così com’è. Io credo che l’enorme quantità di disagio anche fisico di studentesse e studenti abbia, al di là dei singoli casi,…

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Non strumentalizzare gli studenti

Non strumentalizzare gli studenti

Di recente, il ministro Bianchi ha chiesto il sostegno degli studenti per portare avanti la “riforma” della scuola che ha in mente. In cosa dovrebbe consistere questa “riforma”? Fondamentalmente, nell’eliminazione progressiva delle discipline, nello smantellamento dei gruppi classe, nella fine di una fantomatica didattica “frontale”, nella digitalizzazione spinta. In realtà, dietro a formule ambigue quando non mistificatorie (come quella delle “competenze non cognitive”), che tentano di far passare per “progresso” la distruzione della scuola pubblica, sembra che ultimamente si punti a sostituire l’istruzione e la relazione educativa con una formazione affidata a enti, aziende, a programmi di “intelligenza artificiale” e a “pacchetti” didattici preconfezionati, poverissima e standardizzata, che scimmiotta il linguaggio e gli scopi dell’azienda e che finge di preparare precocemente al lavoro; il tutto utilizzando le risorse del PNRR, attorno alle quali si muovono già numerosi appetiti (mentre fare quello che sarebbe realmente necessario, ad esempio ridurre il numero…

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Scuola: Draghi finanzia la formazione a premi degli insegnanti con il taglio degli organici

Scuola: Draghi finanzia la formazione a premi degli insegnanti con il taglio degli organici

Le decisioni del governo Draghi in materia di reclutamento e formazione insegnanti diventano decreto legge, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 Maggio 2022. Tra le “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del PNRR” troviamo quanto già previsto dal consiglio dei ministri a fine aprile: nuovo percorso per diventare docenti, formazione “a premi” fuori dall’orario di servizio: obbligatoria per i neo-immessi, volontaria per gli altri – retribuita solo al 40% dei partecipanti, i più “adeguati”. Largo alle competizioni. Ancora: Scuola di Alta Formazione, con Presidenti INVALSI e INDIRE, sistema di valutazione e controllo-qualità permanente (in capo al dirigente e ad un comitato di valutazione), sulla base di indicatori di performance (aziendali, pardon) centrali. A quest’impianto, il decreto appena pubblicato aggiunge un nuovo dettaglio: la formazione meritocratica sarà finanziata con i tagli di organico (circa 10.000 unità fino al 2031). Neanche la Fondazione Agnelli si era spinta così avanti, suggerendo di usare le risorse risparmiate a causa…

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A chi non piace questa scuola?

A chi non piace questa scuola?

di Pino Turi* Il decreto-legge approvato dal Governo, quello che la stampa ha denominato ‘pacchetto Bianchi’, è un testo non ancora conosciuto nonostante i fiumi di inchiostro che ne hanno costituito la gestazione: centri studi di associazioni e di partito, Commissione Europea, opinionisti interessati a pseudo riforme. Per essere precisi dovremo attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ma il modello che si vuole introdurre è noto e la musica non cambia. Su queste basi, seppur provvisorie, siamo in grado di dare alcune valutazioni, senza tema di sbagliare: considerazione e valutazioni che sono decisamente negative. Sia per il metodo che per il merito, il primo tradisce la volontà autoritaria che si trasforma in merito: la destrutturazione del sistema scolastico costituzionale del Paese. Una controriforma fortemente voluta e cercata dai governi che si sono avvicendati negli ultimi venti anni, dapprima con politiche mirate ad indebolire le strutture sindacali e il sistema stesso, con politiche…

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CONCORSI FATTI PER L’INTELLIGENZA CALCOLANTE. QUELLA DEI ROBOT.

CONCORSI FATTI PER L’INTELLIGENZA CALCOLANTE. QUELLA DEI ROBOT.

Una questione che credo sia degna di dibattito nazionale, perfino urgente, è il modo in cui si selezionano i docenti per concorso. Come vi è noto, viene somministrato, in via preliminare e preclusiva, un insieme di test. Qual è il contenuto di questi test? Si tratta, in assoluta prevalenza, di test a carattere logico-matematico, logico-analitico, logico-informatico. Il rilievo critico è duplice ed essenziale: non si tratta solo di una prevalenza del controllo logico-analitico, ma del fatto che questo test è preclusivo e ostruttivo rispetto al successivo percorso. I signori selettori che regolano i concorsi non hanno mai letto, evidentemente, Gardner, Goleman, Nussbaum e altri studi sulla complessità e multi-lateralità dell’intelligenza. Per questi signori, l’intelligenza è solo quella calcolante: quella dei robot. Si può essere scarsi nell’intelligenza calcolante ed essere intelligentissimi e finissimi in tutte quelle forme di intelligenza che si esprimono nell’insegnamento delle scienze umane. Il modello selettivo adottato è gravemente viziato sul piano epistemologico…

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Perché tanta insistenza sull’approccio Stem nella didattica?

Perché tanta insistenza sull’approccio Stem nella didattica?

Le prime tracce di una discussione pubblica, nelle società occidentali, sul peso e l’importanza delle discipline di area tecnico-scientifica nei processi educativi vanno ricercate negli anni cruciali della guerra fredda, quando i primi successi nelle missioni spaziali sovietiche parevano suggerire l’urgenza di una revisione dei sistemi educativi del blocco atlantico. Non è infrequente che negli Stati Uniti il dibattito politico accolga periodicamente tra i propri temi di divisione anche la strategia generale per la formazione intellettuale e professionale delle nuove generazioni. Era già accaduto in occasione della crisi del 1929, per riaprirsi trent’anni dopo, in ordine alla necessità di stabilire un primato sui Paesi comunisti. Tuttavia, la vera messa a fuoco di una pianificazione condivisa in relazione alla valorizzazione delle competenze ingegneristiche e scientifiche è riscontrabile, sempre nel dibattito statunitense, intorno alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, per tradursi poi in…

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L’OPINIONE / Perché siamo convinti che si debba partire da un nuovo umanesimo

L’OPINIONE / Perché siamo convinti che si debba partire da un nuovo umanesimo

Le persone al centro degli investimenti. Non il contrario. Il riformismo a cui guardiamo è quello che rafforza i diritti individuali e collettivi. Di Pino Turi Nell’attualità politica relativa al PNRR e alla parte relativa agli investimenti nella scuola, si assiste ad una contraddizione che diventa a volte, stucchevole, quando si passa dall’analisi agli strumenti per affrontarla. Un’analisi deformata da pregiudizi e luoghi comuni, da tardo Novecento, per giustificare ciò che ai nostri occhi è ingiustificabile. Ci riferiamo al fatto che è unanime la valutazione di insufficienza dell’azione di investimenti del PNRR, per rilanciare il settore scolastico che ha subito tagli draconiani al personale cui si dovrebbe rimediare. Di questo, nel piano, non se ne parla nemmeno, impegnando le risorse per le infrastrutture, come se la scuola fosse un’azienda a cui cambiare la catena di produzione. Questa valutazione, come è noto, ha portato i sindacati a fare scelte diverse e contrapposte, pur partendo dalla…

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Chi valuta il sistema scolastico italiano? E perché?

Chi valuta il sistema scolastico italiano? E perché?

Un primo momento di meditazione in materia di valutazione; un approfondimento che può rivelarsi utile per delineare le strategie negoziali in merito alla valutazione. Se persino Galileo si è arreso di fronte all’evidenza di non poter misurare l’immisurabile, ci chiediamo come possa farlo un ente, finanziato dal Governo, che è di per sé elemento di parzialità. L’autonomia delle istituzioni scolastiche si misura con un Ente terzo ed indipendente. I responsabili del dicastero dell’Istruzione dovrebbero spostare l’orizzonte della visuale di intervento dalla mistica della meritocrazia alla realtà costituzionale. Sarebbe un bel segnale di maturità democratica e partecipata. Prospettiva a cui dovrà essere elevata l’attività dei docenti e dei rispettivi organi di gestione che ne garantiscono la tutela costituzionale della libertà di insegnamento. Libertà che – ricordiamolo – è data al personale docente per espressa garanzia costituzionale, della quale beneficia l’intera comunità studentesca.

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La scuola della Costituzione ha bisogno di vera autonomia

La scuola della Costituzione ha bisogno di vera autonomia

Nell’attuale modello aziendalista è del tutto dimenticata la libertà di insegnamento che è il fulcro della scuola costituzionale, libera, laica, indipendente e autonoma. Come se ne può garantire il rispetto? di Pino Turi e Carlo Scognamiglio su MicroMega.  È tempo di tracciare una linea e sviluppare un bilancio onesto. La riforma dell’Autonomia scolastica avviata nel 1997 ha radicalmente trasformato il profilo culturale e organizzativo dei nostri istituti educativi. Nella scuola i processi sono lenti, e gli effetti di qualsiasi intervento normativo sul vissuto quotidiano e sui processi di apprendimento possono essere misurati solo con lo sguardo ampio e la pazienza dell’attesa. Ma i tempi sono maturi, ed è urgente capire quali guasti sono stati fatti e quali risorse sono state valorizzate in un quarto di secolo di autonomia scolastica. Il personale che ha ormai raggiunto i trent’anni di servizio è perfettamente in grado di cogliere le differenze profonde tra la scuola…

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Lettera ai Genitori

Lettera ai Genitori

di Enrico Campanelli Cari genitori, siamo una comunità di insegnanti, genitori anche noi e abbiamo deciso di condividere con altri colleghi e con voi alcune basilari riflessioni sulla scuola. Le domande che ci siamo posti sono semplici ma importanti: a cosa serve la scuola? la scuola di oggi assolve davvero al suo compito? noi insegnanti, facciamo davvero il nostro lavoro? Sono domande apparentemente superfue: le risposte appaiono talmente ovvie che sembra davvero tempo perso stare lì a pensarci. Eppure… non abbiamo potuto fare a meno di porcele, perché da molti anni ormai, nel nostro lavoro quotidiano a scuola, sia dentro le aule insieme ai vostri (e nostri) figli, sia durante le riunioni tra noi docenti, ci è venuto il dubbio che le risposte a queste domande non siano così ovvie e soprattutto non siano quelle che dovrebbero essere. Consideriamole una alla volta. A cosa serve la scuola? La scuola deve prima di tutto istruire…

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