Esecutivo UIL Scuola: dalla denuncia alla proposta, dalla proposta all’azione

Dalla denuncia alla proposta, dalla proposta all’azione. È questa la direzione tracciata a Fiuggi dall’Esecutivo nazionale della UIL Scuola. Due giornate di confronto per guardare al futuro, programmare il lavoro dei prossimi mesi e affrontare le questioni aperte che riguardano il personale della scuola.

In vista della Legge di Bilancio ribadiamo che per la scuola, servono risorse aggiuntive e strutturali. Il personale scolastico, a parità di titolo di studio, è tra i meno retribuiti del pubblico impiego, con differenze che in alcuni casi superano i 300 euro al mese. Le risorse previste per il rinnovo del contratto 2025-2027 sono un punto di partenza, ma non bastano a recuperare il potere d’acquisto perso in questi anni.

Per questo la scuola va sottratta dai vincoli di bilancio. È necessario prevedere uno specifico capitolo di spesa nel quale far confluire ogni anno risorse aggiuntive destinate anche all’adeguamento delle retribuzioni. Continuiamo inoltre a rivendicare la detassazione degli aumenti contrattuali, la riduzione della fiscalità territoriale e il recupero del 2013 ai fini della progressione di carriera. La scuola deve uscire dalle logiche dell’austerità: non è una voce di spesa da contenere, ma un investimento strategico per il Paese.

Un’attenzione particolare va alle aree interne, dove denatalità e spopolamento stanno svuotando le scuole. Nei piccoli comuni la scuola è un presidio sociale e culturale: quando chiude una scuola, un territorio arretra. Servono risorse specifiche, organici adeguati e investimenti nei servizi, non nuovi tagli a classi e scuole.

Durante l’Esecutivo si è svolto l’incontro “Due categorie, un’unica idea di lavoro”, nel corso del quale Giuseppe D’Aprile ha dialogato con Enrica Mammucari, Segretaria generale della UILA. Un confronto tra esperienze e modelli sindacali diversi, perché è proprio dalle differenze che possono nascere idee e strumenti utili a rafforzare il lavoro del sindacato.

Il nostro impegno continua anche in Europa. Giovedì saremo a Bruxelles, insieme ai sindacati europei, per la mobilitazione promossa dalla CES sul cosiddetto 28° regime europeo. Semplificare l’attività delle imprese non può significare ridurre diritti e tutele dei lavoratori né alimentare il dumping sociale. Serve un sindacato europeo più forte, anche per la scuola, capace di costruire tutele comuni, difendere le retribuzioni e valorizzare il lavoro e l’istruzione in tutta Europa.

Da Fiuggi riparte il nostro lavoro: retribuzioni, tutela del potere d’acquisto, contratto, territori, diritti. Con una convinzione: sulla scuola non si fa cassa, si investe.


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