Riforma istituti tecnici, le ore recuperate devono salvaguardare organici e titolarità

Prosegue il confronto al Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla riforma degli istituti tecnici, avviato a seguito della procedura di raffreddamento e conciliazione promossa dalle organizzazioni sindacali.

Un percorso che ha già prodotto i primi risultati, recepiti nel recente decreto scuola, con il recupero di parte delle ore precedentemente sottratte agli insegnamenti curricolari, tra cui un’ora di geografia e un’ora destinata alle lingue comunitarie.

Si tratta di primi interventi positivi, frutto dell’azione sindacale, che tuttavia non esauriscono le criticità della riforma.
La UIL Scuola ha pertanto ribadito la necessità di proseguire su questa strada, affrontando la questione che resta fondamentale: come le modifiche introdotte in termini di monte ore complessivo saranno concretamente tradotte nei quadri orari delle singole discipline.

Per questo è importante l’emanazione di un apposito decreto ministeriale di revisione dei quadri orari, attraverso un ulteriore confronto con le organizzazioni sindacali, affinché il recupero delle ore si traduca in una reale tutela degli insegnamenti e delle professionalità coinvolte.
In questa direzione, abbiamo ribadito la necessità di ridurre ulteriormente la quota di curricolo riservata all’autonomia delle scuole, destinando le ore recuperate alle discipline che hanno subito le maggiori penalizzazioni.

La priorità della UIL Scuola resta la salvaguardia dei posti di lavoro e delle attuali titolarità**, evitando che l’attuazione della riforma determini situazioni di soprannumerarietà o esubero.
A tal fine abbiamo riproposto due interventi prioritari: la possibilità di costituire cattedre anche con un numero di ore inferiore alle 18 settimanali, per consentire ai docenti coinvolti di mantenere la propria titolarità, e l’ampliamento delle classi di concorso atipiche, prevedendo, laddove coerente con i titoli e le competenze disciplinari, l’attribuzione di determinati insegnamenti a più classi di concorso, così da favorire il recupero delle ore e limitare le situazioni di soprannumerarietà.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle Linee guida, che dovranno fornire indicazioni chiare alle scuole sull’organizzazione e sulla valutazione degli insegnamenti. È il caso, ad esempio, di Scienze sperimentali, il cui insegnamento può coinvolgere due docenti appartenenti a diverse classi di concorso: sarà necessario chiarire le modalità di valutazione degli studenti e le rispettive responsabilità dei docenti.

È stata inoltre evidenziata la necessità di un riallineamento dei percorsi interessati dalla riforma, affinché le modifiche ordinamentali e i nuovi quadri orari siano applicati in modo coerente e uniforme, evitando che classi dello stesso anno di corso si trovino a seguire percorsi differenti o a livelli diversi di attuazione della riforma.
Per la UIL Scuola il confronto deve quindi proseguire fino alla definizione di soluzioni concrete e garanzie nazionali, evitando che la gestione delle ricadute sugli organici e sull’organizzazione didattica venga lasciata alle singole istituzioni scolastiche.

Per la UIL Scuola hanno partecipato all’incontro Paolo Pizzo e Roberto Garofani.


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