Intelligenza artificiale, D’Aprile: “Indispensabile investire nella formazione del personale”

Tecnologia che supporta la didattica ma non sostitutiva.

“Formazione per il personale, linee guida nazionali chiare e condivise basate su etica e trasparenza, e modelli europei di riferimento, come quello estone, che valorizzano la libertà di insegnamento”. Sono questi i punti da cui partire sull’intelligenza artificiale a scuola, secondo Giuseppe D’Aprile.

Il Segretario generale della Uil Scuola ne ha parlato durante il convegno internazionale ‘Il Futuro della scuola in Europa – Il ruolo dell’intelligenza artificiale’, organizzato dalla UIL Scuola presso il Ministero dell’Istruzione della Vallonia a Bruxelles.

L’appuntamento ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’On. Fabio Porta, membro della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, dell’On. Brando Benifei, deputato al Parlamento europeo e co-relatore dell’AI Act, di Federica Pozzi, esperta di intelligenza artificiale ed educazione, e di Federica Favi, Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, insieme a esperti del mondo della politica, dell’istruzione e della ricerca, per analizzare opportunità, rischi e prospettive dell’IA nella scuola europea.

L'Ambasciatore d’Italia a Bruxelles Federica Favi, il Segretario generale D'Aprile e il Responsabile Uil Scuola Esteri Angelo Luongo

L’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles Federica Favi, il Segretario generale D’Aprile e il Responsabile Uil Scuola Esteri Angelo Luongo

“L’intelligenza artificiale – ha proseguito D’Aprile – può ridurre i compiti ripetitivi e sostenere l’organizzazione scolastica, ma non potrà mai sostituire la funzione educativa dei docenti e il ruolo della scuola quale spazio di relazione e crescita di un pensiero libero e critico.
Guardiamo a modelli europei di successo, come quello estone, che ha investito nella formazione continua degli insegnanti: è fondamentale capire come affrontare le nuove sfide senza farsi sopraffare dalle innovazioni e gestirle nel migliore dei modi.

Tuttavia, dobbiamo sempre ricordare che al centro di tutto deve esserci la persona. In questo tempo di conflitti siamo più che mai chiamati a imparare dagli eventi passati e adattarci ai cambiamenti presenti ma anche a saperli governare”, ha concluso il Segretario.


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