Un investimento in presidi sanitari in ogni scuola

SICUREZZA NELLE SCUOLE / Oggi videoconferenza CTS – Ministro – Sindacati. Per la Uil Scuola è un’assunzione di responsabilità che va presa. Chi fa, che cosa.
Il protocollo dovrà rispondere a questo.

Un investimento in presidi sanitari in ogni scuola: è questa la proposta centrale che la Uil Scuola pone  al centro del dibattito a anticipa in gradi linee, durante l’incontro dei sindacati scuola con il Cts e il ministro Azzolina, oggi pomeriggio.

Per l’avvio dell’anno scolastico andranno predisposti protocolli diversificati per i diversi ordini e gradi di istruzioni e anche in relazione ai diversi indirizzi per la scuola secondaria superiore.

La tutela della salute non può essere demandata al personale scolastico, che non ha competenze mediche.
È necessario che le scuole siano supportate dalla presenza costante e quotidiana di presidi medici che garantiscano le funzioni di prevenzione, vigilanza e intervento. indirizzo e supporto.

Pensare che questo tipo di intervento possa essere affidato ai dirigenti scolastici – secondo la Uil scuola – significa caricarli di una responsabilità che va oltre le loro competenze.
Certo potranno mettere a disposizione la loro totale disponibilità ma non possiamo procedere con interventi improvvisati. Serve un protocollo di prevenzione che sia comprensivo di un intervento in caso di contagio e spegnere sul nascere, ogni possibile focolaio.

Secondo la Uil Scuola bisogna partire dal protocollo delle procedure di sicurezza che il CTS andrà a predisporre con le  regole da tenere per la sicurezza, i distanziamenti, la gestione degli spazi; le misure di prevenzione, protezione, igieniche e di sanificazione. Andranno definito l’uso dei DPI, e sicurezza e sorveglianza sanitaria finalizzata a bloccare eventuali focolai.

Si tratta di una assunzione di responsabilità che va presa. Chi fa, che cosa. Il protocollo dovrà rispondere a questo.

Servono interventi trasversali che vanno dalla edilizia scolastica di competenza degli enti locali, all’intervento di specialisti sanitari, di competenza delle Regioni e delle Ausl.
Proprio il MES, senza condizionamenti, potrebbe rappresentare la fonte di finanziamento per una spesa, in protezione del sistema nazionale di istruzione, direttamente correlata alla sanità e al coronavirus che rappresenti anche oltre la pandemia, un sistema di profilassi che deve partire dalle scuole.


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