Immissioni in ruolo ATA 2026/2027: coperto appena un posto su tre
Ancora una volta le assunzioni autorizzate si fermano al turnover. Per la Uil Scuola serve una modifica normativa per assumere su tutti i posti vacanti e disponibili e superare il precariato. In allegato la ripartizione del contingente diviso per profilo e regione.
Si è svolto martedì 4 agosto, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’incontro di informativa sulle immissioni in ruolo del personale ATA per l’anno scolastico 2026/2027.
L’Amministrazione ha comunicato l’autorizzazione all’assunzione di 12.222 unità, a fronte di 34.970 posti vacanti e disponibili risultanti al termine delle operazioni di mobilità. Ciò significa che sarà coperto appena il 35% dei posti disponibili, mentre 22.748 posti continueranno ad essere affidati a personale precario. A questi si aggiungeranno, come ogni anno, almeno 15.000 supplenze sui posti in deroga, determinando complessivamentei 40.000 contratti a tempo determinato.
Le assunzioni sono così ripartite:
326 Funzionari ed Elevata Qualificazione (ex DSGA);
2.623 Assistenti amministrativi;
824 Assistenti tecnici;
8.379 Collaboratori scolastici;
7 Operatori dei servizi agrari;
23 Guardarobieri;
23 Cuochi;
17 Infermieri.
I numeri confermano una situazione che la UIL Scuola denuncia da anni: il piano assunzionale continua a rispondere esclusivamente alla logica del turnover, senza incidere sul reale fabbisogno delle istituzioni scolastiche.
Particolarmente significativa è la situazione dei collaboratori scolastici;a fronte di oltre 21.000 posti vacanti e disponibili, le assunzioni autorizzate sono appena 8.379, con la conseguenza che migliaia di posti continueranno ad essere coperti attraverso contratti a tempo determinato.
Si tratta di una scelta incomprensibile, soprattutto se si considera che, a differenza di quanto avviene per il personale docente, per il quale vengono autorizzati tutti i posti vacanti pur in assenza di aspiranti sufficienti a coprirli, per il personale ATA, dove le graduatorie sono ampiamente capienti, si autorizza soltanto circa un terzo dei posti disponibili.
La posizione della UIL Scuola
In apertura dell’incontro, la UIL Scuola ha evidenziato con favore che, a seguito delle nostre richieste, il Ministero ha aumentato le assunzioni autorizzate per i profili di guardarobiere, cuoco e infermiere rispetto agli anni precedenti. Resta invece ancora del tutto insufficiente il contingente autorizzato per gli operatori addetti alle aziende agrarie. Più in generale, è necessario rafforzare ulteriormente le immissioni in ruolo anche per questi profili, evitando che continuino a essere marginalizzati nella programmazione delle assunzioni.
Per la UIL Scuola resta comunque indispensabile superare un sistema di reclutamento che continua ad alimentare il precariato anziché ridurlo.
La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha certificato quanto la nostra Organizzazione sostiene da tempo: la reiterazione dei contratti a termine per la copertura di esigenze permanenti costituisce un utilizzo abusivo del lavoro precario e impone allo Stato italiano l’adozione di misure effettive per prevenirlo.
È paradossale che, in presenza di migliaia di aspiranti inseriti nelle graduatorie, si continui a negare loro la possibilità di un’occupazione stabile, con un impatto economico limitato per lo Stato e con evidenti benefici in termini di continuità ed efficienza dei servizi scolastici.
Per questo rivendichiamo un intervento normativo che consenta di autorizzare le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili, superando gli attuali vincoli che limitano le assunzioni alla sola copertura del turnover. È inoltre necessario trasformare in organico di diritto tutti quei posti che, pur essendo formalmente in organico di fatto, rispondono stabilmente a esigenze permanenti delle scuole.
Per la UIL Scuola la prossima Legge di Bilancio rappresenta l’occasione per introdurre un provvedimento strutturale che modifichi l’attuale normativa, autorizzi le assunzioni su tutti i posti realmente vacanti e disponibili e dia finalmente attuazione ai principi affermati dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Solo così sarà possibile garantire la continuità del servizio scolastico, valorizzare il lavoro del personale ATA e superare definitivamente una condizione di precarietà che non è più sostenibile. Diversamente, continuerà a prevalere una logica di contenimento della spesa che sacrifica la qualità del servizio scolastico e il diritto alla stabilizzazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Per la UIL Scuola hanno partecipato Pasquale Raimondo e Gianni Verga.









